18 Maggio, 2019
Home / SALUTE / Flessioni e attività fisica: possono preservare da complicanze cardiovascolari
flessioni

Flessioni e attività fisica: possono preservare da complicanze cardiovascolari

Flessioni e attività fisica moderata secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health, gli uomini di mezza età che fanno attività fisica  e riescono a fare almeno 40 flessioni di fila hanno un rischio significativamente più basso di insorgenza di malattie cardiovascolari future, ovvero nei dieci anni successivi; questo rispetto a uomini di pari età che riescono a fare 10 o meno di 1o  flessioni. Questo perché il numero di piegamenti che una persona riesce a fare sono l’indicatore preciso della salute del proprio cuore.

Contrastare i problemi cardiaci con il movimento

Malattia cardiovascolare è un termine generico che fa riferimento in gran parte ai vasi sanguigni ristretti o bloccati che possono provocare dolore toracico, angina, aritmia o altre complicanze cardiovascolari, ad esempio l’infarto cardiaco, l’insufficienza cardiaca o ictus.  Lo studio ha messo in evidenza come i risultati dimostrino che la capacità di eseguire flessioni  potrebbe essere un metodo semplice e gratuito per aiutare a valutare e  a contenere  il rischio di malattie cardiovascolari in quasi tutti gli ambienti di vita.

Test fisici su uomini di mezza età

La capacità di fare attività fisica è associata al beneficio palese i evitare il rischio di malattia cardiovascolare e con effetti positivi più elevati rispetto ai risultati dei test ottenuti con il tapis roulant sub-massimale. Per portare a termine lo studio, i medici ricercatori hanno analizzato lo stato di salute di 1.104 vigili del fuoco attivi di sesso maschile.

I dati sulla capacità di fare flessioni sono stati raccolti dal 2000 al 2010. L’età media dei partecipanti era di 39 anni;  con un target che variava dai 21 ai 66 anni. Il limite di esecuzione delle flessioni di ogni soggetto valutato e la tolleranza di esercizio al tapis roulant sub-massimale sono stati stimati all’inizio della ricerca;  e ogni anno successivo durante gli esami fisici annuali. Un ulteriore riscontro quindi alla teoria medica che il movimento quotidiano gioca un ruolo importantissimo per la salute del sistema cardiovascolare umano.

Differenze rilevanti

In base alla metodologia di ricerca però i dati raccolti non possono essere generalizzabili sia a  uomini che a  donne che sono meno attivi e hanno capacità fisiche differenti. Il medico che ha condotto lo studio: Stefanos Kales, professore del Dipartimento di salute ambientale presso la Harvard Chan School, ha dichiarato: “Questo studio sottolinea l’importanza della forma fisica sulla salute e perché i medici dovrebbero valutare l’idoneità durante gli incontri clinici.” 

In pratica l’esito di questa lunga ricerca è che tutti gli uomini di età compresa tra i 20 e i 70 anni se attivi, ovvero se hanno sempre fatto attività fisica anche moderata hanno un rischio ridotto del 96%  di avere problemi di salute legati al sistema cardiovascolare.  Inoltre è stato evidenziato chiaramente che tutti i soggetti  che durante i test fisici non erano in grado di eseguire almeno 10 flessioni che è il minimo per determinare il grado di forma fisica individuale  presentavano il tasso più alto di possibili eventi di malattia cardiovascolare.

Prevenire con l’attività fisica

L’attività fisica non solo è di grande aiuto a prevenire le malattie cardiovascolari, ma è determinante per comprendere lo stato di salute del cuore; nello specifico le flessioni; più se ne riescono a fare più significa che il cuore è in perfetta salute: il discorso ovviamente va applicato caso per caso, non è valido per tutti, poichè esistono sostanziali differenze fisiche tra le persone, sia per età che per genere; infatti per le donne questo sistema di controllo della salute cardiovascolare è valido in certi limiti di criterio. In ogni caso è da tenere presente che è comunque un metodo facile e a costo zero per aiutare le persone a valutare il proprio stato fisico e l’incidenza personale di rischio di malattie cardiovascolari.

Redazione Giusy Ragni

Avatar
Giusy è un web editor, scrittrice freelance e disegnatrice milanese ma romana d’adozione, ha al suo attivo svariate collaborazioni per siti e personaggi di spicco, oltre alla pubblicazione di un libro; significativa esperienza di lavoro in rete è un nome noto del web.

Ti potrebbe interessare

perdita della vista

Perdita progressiva della vista: le nuove frontiere mediche

La causa principale della degenerazione maculare legata all’età o comunemente detta perdita progressiva della vista, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.