18 Maggio, 2019
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Antibiotici: se non vengono assunti agli orari stabiliti cosa succede?

Antibiotici e orari da rispettare; perché  quando il medico ci prescrive degli antibiotici ci raccomanda di prenderli sempre alla stessa ora? E cosa può succedere se invece l’assunzione degli antibiotici non avviene nel rispetto degli orari stabiliti? Le motivazioni possono essere di diversa natura, e più avanti andremo a vedere quali sono; mediamente gli orari da rispettare devono essere un modo di cadenzare l’assunzione dell’antibiotico stesso, con degli intervalli che variano a seconda del tipo di antibiotico che è stato prescritto.

Rispettare le prescrizioni mediche

Quindi distanziati di 8 ore, 12 ore, oppure 24; perché è preferibile rispettare questi orari. E’ capitato a tutti almeno una volta, di impostare delle sveglie, anche nel cuore della notte, soprattutto se le medicine vanno somministrate dei bambini, per mantenere il piano orario dato dal medico, se non rispettiamo gli orari stabiliti che danno il ritmo specifico all’assunzione dell’antibiotico, gli esperti del settore dicono che la cura antibiotica perde efficacia. L’ora è importante poichè regola la concentrazione del principio attivo nel sangue.

Penicilline e  cefalosporine

Gli intervalli oltretutto indicati, vengono stabiliti in merito alle caratteristiche dell’antibiotico stesso, ogni antibiotico, ma in linea di massima, quasi tutti i farmaci, hanno un tempo di emivita; cioè il lasso temporale, durante il quale viene assorbito il principio terapeutico dall’organismo, e poi in seguito eliminato. Ovvero la minima concentrazione di antibiotico necessaria a impedire la crescita di un microrganismo; la maggior parte degli antibiotici, come ad esempio le penicilline e le cefalosporine indicate per combattere soprattutto le infezioni dell’apparato respiratorio superiore è inferiore hanno un’efficacia specifica.

L’importanza degli orari

Se vengono assunti nel rispetto dell’orario indicato, si mantiene la loro concentrazione sopra la minima inibente, e per un tempo più prolungato, se ci dimentichiamo di prendere l’antibiotico alle 18:00 e lo si prende alle 20:00 la successiva somministrazione di antibiotico dovrà tenere conto sempre dell’intervallo di tempo di 12 ore, quindi la successiva somministrazione andrà spostata alle ore 8:00 e non alle ore 6:00.

Ma al di là dell’orario quale è il momento migliore per assumere i farmaci? Soprattutto gli antibiotici ;facendo riferimento a quelli più forti è bene sapere che il loro utilizzo è limitato al trattamento di infezioni, causate da microrganismi gram-negativi, l’efficacia di questi antibiotici dipende moltissimo dalla concentrazione, meno dal tempo, mentre la quantità di concentrazione dell’antibiotico nel sangue deve essere superiore a 10 volte la concentrazione minima inibente.

Antibiotici a tempo e antibiotici a concentrazione

Allora se avrà l’effetto terapeutico ottimale è senza dubbio una categoria di antibiotici a tempo, senza senza concentrazione dipendente, e azione battericida nei confronti dei microrganismi. in merito agli antibiotici, non bisogna fare mai di testa propria, nei prenderli in modo arbitrario, senza il parere del medico, e nemmeno sospendere la terapia che il medico invece ci ha prescritto; un’interruzione della cura può essere giustificata solo per particolari e gravi effetti collaterali ad esempio un allergia al farmaco.

L’uso eccessivo azzera i benefici

Gli antibiotici vanno conservati sempre in un luogo fresco e asciutto, e soprattutto irraggiungibile da animali e bambini; in linea generale il consiglio è di non iniziare mai una terapia antibiotica fai da te, ovvero prendere dell’antibiotico senza il parere del medico; spesso le persone hanno l’abitudine di ricorrere agli antibiotici per curare malattie virali, contro cui questi medicinali non possono fare nulla.

L’eccessivo utilizzo di antibiotici va ricercato anche  nel comportamento del personale medico che spesso prescrive in modo eccessivo queste medicine, in Italia la resistenza è più alta di tutti gli altri paesi europei.  Secondo i dati dell‘Istituto Superiore della Sanità ogni anno circa il 10% dei pazienti viene colpito da un infezione batterica multi-resistente proprio perché l’utilizzo smodato degli antibiotici infine le rende inutili.

Redazione Giusy Ragni

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Giusy è un web editor, scrittrice freelance e disegnatrice milanese ma romana d’adozione, ha al suo attivo svariate collaborazioni per siti e personaggi di spicco, oltre alla pubblicazione di un libro; significativa esperienza di lavoro in rete è un nome noto del web.

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