18 Maggio, 2019
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Ortensia: la storia del fiore e i metodi di coltivazione

L’ortensia è una pianta dai bellissimi fiori colorati che proviene dall’Oriente (Giappone e Cina) e dall’America Meridionale. È una pianta che non richiede molte cure ma che, per la sua bellezza, è adatta a colorare terrazze e balconi. Nella specie ad arbusto può raggiungere i 2 metri di altezza, mentre in quella rampicante può raggiungere i 15 metri. I fiori sono in realtà delle infiorescenze sferiche dai colori più vari: azzurro, bianco, rosso, rosa.

Storia dell’ortensia

La storia dell’ortensia (sulla quale potete trovare tutti i dettagli sul sito http://www.edendeifiori.it/2399/ortensia.php) vuole che questa sia stata portata in Europa dall’Oriente, da un naturalista francese, Philibert Commerson, che le diede il nome “Ortensia” proprio in onore di Hortense Barrè, la sua amata, figlia del principe di Nassau, che l’aveva accompagnato durante delle spedizioni precedenti. Questa ragazza era già sposata con un amico del naturalista francese e, per questo, il loro amore non poté mai essere ricambiato, se non in maniera segreta.

Come coltivare l’ortensia

L’ortensia si può coltivare in giardino oppure in vaso e, in entrambi i casi, il periodo migliore è in autunno/primavera. Per la coltivazione in giardino bisogna partire dai semi oppure scegliere la pianta dal proprio vivaista di fiducia.

In questo caso, si deve poi procedere a piantarla: è necessario scavare una buca profonda nel terreno con profondità tale da consentire alle radici dell’ortensia di entrarci.

Il terreno deve essere composto da terriccio fresco e torba e bisogna sapere che, in base al Ph di questo, varierà il colore dei petali (o meglio sepali, perché nell’ortensia si chiamano così). Se il Ph è acido il colore tenderà al blu, mentre se il Ph è alcalino si avranno sepali di color rosa.

Come molte altre piante, anche l’ortensia non deve essere esposta troppo al sole ma è essenziale scegliere per lei un posto riparato e possibilmente a mezz’ombra.

Il terreno deve essere sempre umido, per questo, soprattutto in estate, le annaffiature devono essere frequenti ed è meglio che l’acqua non contenga calcare, perché questo potrebbe alterare il Ph del terreno (si può quindi utilizzare l’acqua piovana o distillata). In ogni caso, è bene evitare i ristagni di acqua che possono provocare danni alla pianta.

Nel caso di temperature molto gelide, occorre ricoprire il terreno con foglie e paglia, utilizzando la tecnica della pacciamatura. La fioritura avviene dalla primavera fino alla fine dell’estate ed è proprio in questo periodo che può essere utile concimare la pianta almeno una volta alla settimana.

La potatura dell’ortensia consiste nell’eliminare tutti i rami troppo rovinati o secchi e deve essere fatta dopo la fioritura (il periodo migliore, quindi, è poco prima della primavera). Questa procedura deve essere eseguita tutti gli anni a partire dal terzo anno di vita della pianta.

Per quanto riguarda la coltivazione in vaso, invece, ovviamente occorre scegliere un vaso che possa accogliere senza problemi la pianta. In linea di massima valgono le stesse regole viste per la coltivazione in giardino, ma bisogna ricordare che la temperatura ottimale per la crescita delle ortensie è di circa 18 gradi.

Redazione Paolo

Paolo
Redattore editoriale e traduttore tecnico specializzato, appassionato di tutela dell'ambiente e risparmio energetico.

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