15 novembre, 2018
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Timbri ecologici. Iniziamo a risparmiare anche da questo

Tutti coloro che hanno a cure le problematiche ambientali non possono che essere d’accordo con l’idea che un futuro sostenibile si costruisce a partire dalle piccole cose; nel mio caso lo spunto é la collezione di timbri ecologici.

Io, da grande appassionata, prima per lavoro poi per collezionismo, di timbri (nella mia Viterbo ho raccolto oltre 800 timbri strani, vecchi, storici, bizzarri, mi sono sempre chiesta quanto inquinamento produca il mondo dei timbri.

Tanto, mi dicono.

Addirittura ho scoperto un accordo tra la Commissione Europea ed il governo indonesiano per limitare l’importazione di timbri e inchiostri illegali e ad elevato tasso di inquinamento dalla parte sud-orientale dell’Asia.

L’Unione Europea si obbliga a importare nei propri confini del vecchio Continente esclusivamente timbri prodotti in maniera legale, cercando altresì di spingere verso la produzione di beni maggiormente compatibili con la tutela dell’ambiente. I timbri, non dimentichiamo, dato il loro contenuto di inchiostro, spesso nocivo, sono inquinanti e difficili da riciclare.

Torniamo a parlare della mia passione di collezionare timbri ecologici.

Cosa definisce un timbro “ecologico”. Innanzitutto i materiali. Il legno è il materiale di più semplice ricicllo, insieme al vetro. Quindi vanno prediletti questi timbri sopra tutti.

Il secondo elemento da tenere in considerazione é l’inchiostro. Deve essere alimentare, biodegradabile e naturalmente atossico. Ma deve anche avere la caratteristica della disinchiostrabilità: deve cié essere facilmente rimuovibile dalla carta.

Il primo requisità permette di evitare la contaminazione degli alimenti e delle bevande. Gli altri tre riducono notevolmente il suo impatto sull’ambiente. Il riciclo della carta, giusto per fare un esempio, è limitato dai costi che si devono sostenere per sbiancare la carta già stampata.

Io ho trovato degli inchiostri no ink, ricavati da coloranti alimentari, che si disinchiostrano con grande facilità e permettono alla carta che utilizzo di essere riciclata. Un timbro ecologico è nache questo!

Torniamo alla mia collezione di timbri ecologici (e non).

Io adoro sopra tutti i timbri in legno orientali, che sono normalmente fatti a mano da artigiani Indiani e Thailandesi (parlo di timbri storiici, non moderni!) che tradizionalmente erano destinati alle stampe decorative dei tessuti dei vestiti. Adoro riutilizzarli per tutt’altri fini, per il fai da te, per la stampa su pasta modellabile, per lo scrapbooking. Ne ho tantissimi, e quando posso aumento la mia collezione. Sono bellissimi da vedere e li uso anche come soprammobili.

I timbri più strani ? Beh ne ho un paio a cui sono molto affezionata: ritraggono il viso di due puffi, una delle mie prime “fisse” da collezionista, quando ancora ero bambina.

Scherzi a parte, uno dei timbri più belli che ho è questo, di orgine vaticana, un vero e proprio sigillo in legno che dovrei fare datare con precisione, ma che direi risale al 18esimo secolo.

Infine una chicca, visto che si parla di timbri ecologici… La sottoscritta, in un attimo di lucida follia, ha comprato su Etsy questi curiosi timbri in sughero.

Belli forse no, ma di sicuro ecologici!

Redazione Carmela Piccio

Carmela Piccio
Appassionata di tecnologia, da sempre molto sensibile all'ecologia e al risparmio energetico nell'ambiente domestico.

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