19 settembre, 2018
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eco-vino: metano ed energia fotovoltaica

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I prodotti “eco”, spesso, risultano più costosi dei beni simili prodotti senza l’utilizzo di particolari attenzioni per la produzione di un basso impatto ambientale. Spesso si pensa ai prodotti green come ad una semplice operazione di marketing per imbrogliare il consumatore. Fortunatamente esistono molti incoraggianti esempi positivi. Primeggia l’esempio di quarantenne imprenditore agricolo friuliano, nonchè  conte e discendente di una famiglia di Porcia, che ha dimostrato che l’ambiente rappresenta un “affare” che va a vantaggio di tutti.

Nel 2009 il conte Guecello tramite un importante investimento, pari a 5 milioni e mezzo di euro, nella grande azienda dei Principi di Porcia (900 ettari dove si produce vino, latte e cereali) sono state realizzate le seguenti opere ecosostenibili:

  • una centrale idroelettrica che sfruttando un salto naturale garantisce il fabbisogno energetico del Castello di Porcia e delle sue cantine.
  • installazione di 2.500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che coprono il consumo elettrico della Fattoria di Azzano.
  • impianti per la produzione di biogas, ovvero metano, che nasce dalla fermentazione degli scarti di produzione delle colture, della vinaccia da viticoltura e dei rifiuti zootecnici dell’allevamento bovino. Il metano naturale alimenta una centrale elettrica che soddisfa il fabbisogno di 3.000 famiglie e che oltre a rendere l’azienda agricola completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, le assicura un notevole profitto grazie all’energia elettrica in eccesso. Gli scarti della centrale a biogas vengono riversati sui campi costituiendo un ottimo fertilizzante naturale che consente di risparmiare ben 100.000 euro l’anno.

Il conte Guecello di Porcia ha inoltre deciso di aderire ad un progetto pilota del Ministero dell’Ambiente per incentivare nelle aziende il calcolo della «carbon footprint», ovvero la quantità di emissioni di CO2, che come sappiamo è il gas responsabile dell’effetto serra che causa il riscaldamento globale. Al progetto aderiscono circa 70 aziende italiane, dalla Coop alla Granarolo, dalla Latteria Montello all’acqua San Benedetto. Partecipando al progetto, l’azienda ha imparato ad esempio ad evitare passaggi inutili e persino costosi. Ad esempio, invece di importare costose bottiglie di vetro dalla Francia, la cantina dei Principi di Porcia ora utilizza bottiglie prodotte nella vicina Vicenza. Risparmiando, e riducendo le emissioni di gas serra.

Per i consumatori ci sono vantaggi, oltre alla soddisfazione di acquistare eco-vino Energy saving, si acquisterà un prodotto di qualità a prezzi più bassi.

Redazione Paolo

Paolo
Redattore editoriale e traduttore tecnico specializzato, appassionato di tutela dell'ambiente e risparmio energetico.

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