20 Giugno, 2019
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L’impatto ambientale della carta da ufficio

La comunicazione corre sul web e i documenti sono tutti in formato digitale, ma stampare a volte è inevitabile e spesso è l’unica possibilità per non affaticare la vista dopo ore e ore di lavoro davanti a uno schermo. Tuttavia sono ancora pochi gli uffici che utilizzano carta riciclata. Esistono diversi falsi miti che rallentano la vendita e la diffusione su vasta scala della carta riciclata, che invece rappresenta un’ottima soluzione sia per effettuare tagli importanti sul budget aziendale sia per ridurre sensibilmente l’impatto ecologico sull’ambiente circostante. Per farsi un’idea dell’effetto che ha la tradizionale carta sull’ecosistema basta pensare che per produrre una tonnellata di carta dalla cellulosa vergine è necessario abbattere ben 15 alberi. Utilizzare la carta riciclata non è quindi solo una possibilità, ma è un dovere soprattutto alla luce di un rinato movimento ecologista che sta coinvolgendo tutto il mondo.

Differenza tra carta e carta riciclata

La prima differenza sostanziale tra carta tradizionale e carta riciclata risiede innanzitutto nella produzione. Fino a qualche anno fa la carta tradizionale, detta anche carta bianca, era l’unica disponibile in commercio. Essa è composta da fibra di cellulosa che richiede un costante abbattimento di alberi. Questa condizione oltre a sfruttare in maniera eccessiva le materie prime del nostro pianeta provoca rischi come erosione, frane e smottamenti del terreno. La carta bianca inoltre, generalmente viene sbiancata con il cloro, un prodotto chimico che può incidere negativamente sull’ambiente causando problemi piuttosto seri come l’inquinamento delle acque.

La carta riciclata si ottiene invece dalla carta da macero che a sua volta deriva dalla raccolta differenziata. La fase di sbiancamento prevede l’utilizzo di composti chimici senza cloro, la cui quantità però è nettamente inferiore rispetto alla carta tradizionale. Per realizzare una tonnellata di carta tradizionale vengono mediamente utilizzati 250 chili di composti chimici, mentre per realizzare una tonnellata di carta riciclata ne bastano appena 10-15 chili. L’impatto ambientale è notevolmente ridotto ed anche da un punto di vista economico la produzione risulta molto più competitiva.

Carta riciclata: pro e contro

L’utilizzo delle carta riciclata apporta vantaggi considerevoli innanzitutto all’ambiente, in quanto si riduce l’abbattimento degli alberi che sono una fonte di ossigenazione fondamentale non solo di boschi e foreste ma anche delle zone urbane e cittadine. Oltre a risparmiare sulle materie prime il processo di produzione della carta riciclata richiede una minore quantità di energia e di acqua, assicurando benefici ecologici ma anche economici alle aziende di produzione. Come abbiamo appurato la produzione di carta riciclata richiede un utilizzo minore di prodotti chimici, in modo da contenere le emissioni nocive e di conseguenza ridurre l’inquinamento atmosferico che in alcune città italiane e straniere ha raggiunto livelli a dir poco allarmanti.

Gli svantaggi sono pochi e riguardano prevalentemente la produzione. La carta riciclata non produce un peso uguale di carta nuova e per ottenere una tonnellata bisogna comunque utilizzare un quantitativo di cellulosa fresca proveniente dagli alberi. É pur vero che gli alberi utilizzati provengono da vivai a coltivazione programmata e quindi non viene stravolto l’ecosistema naturale. I centri di riciclaggio per la carta richiedono spazi molto ampi per gli impianti di stoccaggio, i silos di immagazzinamento ed il processo di produzione ha costi piuttosto elevati. Con le moderne tecnologie però nel giro di pochi anni la produzione dovrebbe risultare ancora più economica e fluida, riducendo ulteriormente i costi.

I falsi miti sulla carta riciclata

La diffusione della carta riciclata ha proceduto a rilento negli ultimi anni anche a causa di tabù che devono essere smentiti una volta per tutte. Innanzitutto la carta riciclata non è più costosa della carta bianca, anzi sul lungo periodo risulta anche più economica grazie agli incentivi ecologici previsti per il suo utilizzo. Da un punto di vista qualitativo ed estetico, non ha nulla da invidiare alla carta tradizionale, poiché offre prestazioni elevate grazie alle tecniche di produzione sempre più avanzate. La carta riciclata è accusata spesso di essere poco igienica, altro mito da sfatare. Questa particolare carta durante la produzione viene portata fino a 150° distruggendo così ogni virus, batterio o microrganismo. Un’altra falsa credenza sostiene che la carta riciclata rovini la stampante. Non è assolutamente vero in quanto gli ultimi step del processo di produzione della carta riciclata sono assolutamente identici a quella tradizionale.

Se l’intento è ridurre i costi aziendali e l’impatto ambientale, quando non è possibile fare a meno di stampare, è opportuno utilizzare la carta riciclata, possibilmente affiancandovi un servizio di distruzione documenti. In questo modo, anche i documenti sensibili, verranno smaltiti al meglio e in totale sicurezza.

Redazione Paolo

Paolo
Redattore editoriale e traduttore tecnico specializzato, appassionato di tutela dell'ambiente e risparmio energetico.

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