19 luglio, 2018
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Smart City: nelle Marche si fa sul serio

Dire Smart City potrebbe significare molte cose. Potrebbe significare che una città abbia una urbanistica fatta ad hoc per evitare caso, ingorghi, lunghi giri per distanze corte, potrebbe significare che la città incentiva il green building e le energie rinnovabili, potrebbe anche significare che ottime connessioni wi fi a banda larga, sistemi di comunicazione tra cittadini, istituzioni e aziende e sensori intelligenti permettono di accelerare i tempi di diverse operazioni, dalla burocrazie al riscaldamento, ottimizzando anche i consumi di energia elettrica o carburanti.

Tutte queste definizioni, da quella urbanistica a quella architettonica, a quella tecnologica, potrebbero andare bene: una città infatti si definisce intelligente quando ottimizza le risorse a disposizione riducendo al minimo gli sprechi. Si potrebbe dire che un poco ricalca la vecchia definizione di “città a misura d’uomo” a patto che l’uomo, in questo caso, abbia una coscienza ambientale sufficiente.

Quello che spesso non si dice a proposito delle Smart City è che al momento siamo “allo stato dell’Arte”, i progetti e le realizzazioni non mancano ma di Smart più che città quello che si ha adesso sono quartieri o zone, o al massimo ci sono sistemi “intelligenti” che coprono gran parte di una città, ma che pur rappresentando grandi innovazioni, non coprono tutto il resto ancora non smart.

In questo senso in Italia abbiamo diversi esempi di città che cercano di rendersi più intelligenti, come Torino e Milano, e di quartieri smart in costruzione che rappresenteranno i primi modelli italiani aree concepite per essere Smart sin dall’inizio.

Nelle Marche abbiamo ben due di questi progetti: il primo è EcoCittà (www.ecocitta.com) a Porto Potenza Picena, il secondo è Ascoli21 ad Ascoli Piceno. Entrambi partono da un problema abbastanza serio in Italia : la de-industrializzazione, che oltre allo strascico di posti di lavoro e punti di PIL persi, lascia macerie, inquinamento ed edifici abbandonati al degrado, a detrimento del paesaggio ma anche di chi vive nelle vicinanze.

La soluzione a questi problemi ha portato a reinventare in modo assolutamente creativo il concetto di Smart City: a Porto Potenza Picena una vecchia area industriale a due passi dal mare si sta trasformando in nuovo quartiere residenziale a impatto quasi nullo. Tutti gli immobili di nuova costruzione in vendita infatti saranno realizzati nel pieno rispetto dell’ambiente e utilizzando materiali di ultima generazione, immersi in aree verdi fruibili a tutti dotate di piste ciclabili, parcheggi pubblici e attività commerciali.

Ascoli21 è ancora più ambizioso: l’area industriale abbandonata non era solo fatta di edifici in rovina e terreni incolti, ma l’inquinamento del suolo era grave, a causa del carbonio. La bonifica quindi è il primo passo per la creazione di una nuova cittadina vera e propria. Una Silicon Valley italiana nelle Marche, con spazi per Enti ed Imprese, aree residenziali, verde, servizi e trasporto pubblico ecologico. Il tutto con un occhio di riguardo non solo nella realizzazione fisica ma anche sul futuro economico: già si preparano ad accogliere progetti di formazione ed assistenza per i neo-imprenditori, con un incubatore di startup , con tanto di business angels.

A livello internazionale, tra i progetti di Smart City, tanti sono degni nota. Uno dei più interessanti a livello concettuale è quello di Vikki, ad Helsinki, un quartiere smart già in pieno “funzionamento” dato che i lavori sono terminati nel 2004.I finlandesi, oltre al risparmio di CO2 e di energia, si sono posti altri problemi ecologici tra cui la salute degli abitanti e la biodiversità. In questo vengono monitorati tutti i tipi di inquinamento, anche quello acustico e luminoso, e le aree verdi sono strutturate con una scelta razionale delle piante: con il fine di integrarsi perfettamente con il tipo di terreno ed esposizione al fine di avere nella stessa zona più habitat e nicchie ecologiche possibili. Vikki quindi rappresenta un passo per quella che dovrebbe essere l’evoluzione finale delle Smart City: l’integrazione perfetta uomo-natura.

Redazione Paolo

Paolo
Redattore editoriale e traduttore tecnico specializzato, appassionato di tutela dell'ambiente e risparmio energetico.

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