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Crisi: la “manovra” di Legambiente

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La ricetta anticrisi di Legambiente: puntare su politiche ecosostenibili scoraggiando le diffuse pratiche inquinanti.

La “manovra anticrisi” è stata proposta da Legambiente in occasione di un congresso tenutosi a Bari. Le idee mirano a reperire velocemente risorse economiche da riutilizzare in parte per la diminuzione del debito e in parte da investire in politiche occupazionali.

Secondo Legambiente quasi 21,5 miliardi di euro potrebbero rientrare nelle casse dello Stato grazie a politiche incentivanti sulla sostenibilità ambientale, ovvero di scoraggiamento di pratiche inquinanti.

Carburante, bollo auto, emissioni inquinanti. Disincentivi alla mobilità privata e una tassa patrimoniale sulle auto di grande cilindrata. Aggiungere una “carbon tax” progressiva per auto che emettono oltre 100 gr. di Co2. A pagare molto di più sarebbero quindi gli automobilisti che percorrono più chilometri e possiedono vetture che consumano più carburante, producendo quindi più emissioni. In questo modo potrebbero essere recuperati annualmente quasi 500 milioni di euro.

Calcestruzzo, acqua, rifiuti. Applicare un canone di concessione al 20% dei prezzi di vendita di materiali edili, pari a 3 euro a metro cubo, da addebbitare a chi li cava. Questa politica porterebbe nelle casse delle amministrazioni regionali oltre 230mila euro in più. Anche il canone di concessione per l’imbottigliamente delle acque andrebbe rivisto. Con un canone di 10 euro a metro cubo imbottigliato si ricaverebbero 125 milioni di euro, ovvero 115 milioni di euro in più che le regioni potrebbero reinvestire nella manutenzione e ammodernamento degli impianti del servizio idrico integrato.
Nuova ecotassa pari a 50 euro per ogni tonnellata di rifiuti smaltiti in discarica.

Fisco. Aumento della tassazione sulle rendite finanziarie al 23%, che ogni anno porterebbe nelle casse statali 2 miliardi di euro in più.

Tagli agli sprechi e opere inutili. Eliminare i costi di grandi e inutili opere infrastrutturali, quali il ponte sullo Stretto di Messina e le nuove autostrade nella pianura padana; si risparmierebbero 12.730 milioni di euro.
Cancellazione di finanziamenti per cacciabombardieri, sommergibili, radar e corsi sulle forze armate. Fondi recuperabili: 791,5 milioni di euro.

Ambiente e territorio. La realizzazione di un piano per la messa in sicurezza del territorio per mitigare i rischi idrogeologici a cui il nostro territorio è soggetto, consentirebbe di risparmiare i quasi 875mila euro che ogni giorno vengono spesi ogni giorno per fronteggiare i danni provocati da frane e alluvioni.

Redazione Paolo

Paolo
Redattore editoriale e traduttore tecnico specializzato, appassionato di tutela dell'ambiente e risparmio energetico.

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