Riciclo rifiuti: da problema a risorsa

riciclo rifiuti, da problema a risorsa economica

riciclo rifiuti, da problema a risorsa economica

Vi sono molte realtà in cui il riciclo dei rifiuti da problema può concretamente diventare una risorsa economica.
Ad esempio a Manila, capitale delle Filippine, i vicoli affollati, notoriamente pieni d’immondizia e rifiuti pericolosi, per molte donne e ragazze rappresentano una possibilità di reddito nel riutilizzo artistico di questi materiali.
Nelle Filippine lo smaltimento dei rifiuti tossici oltre a non essere gestiro da una legislazione adeguata, si serve di strumenti inadeguati e malsicuri.
La visual artist e ambientalista Ann Wizer, grazie alla sua intuizione è riuscita a dare un’opportunità di reddito agli abitanti di quelle zone che nulla riuscirebbero ad offrire.

Grazie al progetto “Invisible Sisters” viene data una possibilità e una fonte di reddito ecosostenibile a persone in difficoltà, individuando nelle capacità e conoscenze la mansione più adatta.

Analogo esempio lo si trova in Sudafrica: artigiani locali che si servono di materiale di scarto per la realizzazione di vari accessori. Le lattine di alluminio sono tra i materiali principali utilizzati per la creazione di esclusivi ed originali cappelli e borse.
Grazie ad una associazione ed un sito internet questi prodotti vengono presentati e venduti in tutto il mondo.
Inoltre il 10% dei profitti è destinato all’organizzazione senza scopo di lucro “Out of the Box”,  che aiuta i giovani privi di strumenti e fonti di reddito ad imparare un nuovo mestiere.

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Sardegna: tratto strada statale costruito con veleni

Sardegna, Strada Statle 131

Sardegna, Strada Statale 131

I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Cagliari hanno depositato alla procura della Repubblica cagliaritana un’informativa sui presunti veleni dell’ex miniera d’oro di Furtei, in quanto utilizzati per costruire il nuovo tratto della strada statale 131, precisamente tra il chilometri 41 e il chilometro 51, ovvero tra i Comuni di Sanluri e Villanovaforru.
Dalle caditoie colano rigagnoli color ruggine di percolato.
Secondo le ipotesi al vaglio dei militari, e ora del sostituto procuratore della Repubblica cagliaritana Marco Cocco, il materiale sospetto sarebbe stato mescolato al cemento per costruire ponti, tratti della strada e in particolare il cavalcavia al chilometro 48,9 della strada statale “Carlo Felice”. Il materiale nocivo proviene dall’impianto minerario di Furtei, dove veniva estratto oro fino alla chiusura decisa dalla societa’ Sardinia Gold Mining, ora in amministrazione fallimentare.
L’appalto per quel tratto di strada era stato vinto dalla multinazionale del cemento Todini, con sede a Roma, ma la procura ha appurato che a realizzare  il tratto di strada sotto inchiesta sarebbe stata una ditta che lavora in subappalto.

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RIFIUTI: NOE SEQUESTRA CAVA NEL LECCESE

rifiuti tossici

rifiuti tossici

Lecce, 13 mar. -I carabinieri del nucleo operativo ecologico di Lecce e quelli della stazione di San Pietro in Lama hanno sequestrato nel territorio del comune di Lequile un’area di circa 17 mila metri quadrati all’interno di una cava in disuso all’interno della quale erano stati abbandonati rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi costituiti da pneumatici, pezzi di autoveicoli, plastiche, cumuli di terre e rocce da scavo, inerti provenienti da cantieri edili . Il proprietario della cava è stato segnalato alla Procura di Lecce per l’ipotesi reato di esercizio di discarica abusiva mentre proseguono le indagini per individuare eventuali ulteriori responsabilità in relazione ai rifiuti rinvenuti.

Fonte: agi.it

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Lambro: disastro ecologico in tutto il Nord

Anni di controlli, bonifiche e sforzi andati in fumo in poche ore. Da ieri il Lambro è tornato ad essere il fiume nero della Lombardia. E il rischio ora è che l’allarme si estenda al Po, eventualità che si sta cercando di scongiurare ad ogni costo. Monza, Milano e nelle ultime ore anche Lodi e Piacenza. Tutti in allerta per il disastro ambientale causato da un’ondata di gasolio e oli combustibili fuoriusciti da un’ex raffineria che secondo la legge non avrebbe neppure dovuto contenerli. Non almeno in quei quantitativi. L’epicentro a Villasanta dove ha sede la Lombarda Petroli, raffineria chiusa nell’84 ma che fino allo scorso anno rientrava nell’elenco regionale delle aziende a rischio 8 sottoposta alla cosiddetta direttiva Seveso.

Petrolio nel fiume LambroÈ qui che nella notte tra lunedì e martedì gli idrocarburi hanno cominciato a fuoriuscire da alcune cisterne. Un atto doloso è l’ipotesi investigativa data oramai per certa. Del resto sarebbe difficile pensare altrimenti considerato che le valvole che regolano i tre silos interessati sono state ritrovate spaccate. I carabinieri hanno sequestrato una videocamera di sicurezza che però potrebbe non fornire elementi decisivi essendo posizionata all’altezza del cancello d’ingresso dell’area. Un giallo, dunque, su cui si sta muovendo la Procura di Monza che ieri pomeriggio ha sentito Giuseppe Tagliabue, uno dei due fratelli titolari della Lombarda Petroli, vastissima area industriale di cui una parte ceduta per un intervento edilizio. L’altro fratello sarà sentito dai magistrati questa mattina. Nessuno di loro risulta indagato. Più di un punto in realtà è da chiarire, a cominciare dalla resistenza incontrata ieri mattina dai tecnici di Brianzacque, società che gestisce il depuratore e dalla Polizia provinciale da parte di alcuni dipendenti dell’insediamento industriale.

Un episodio che ha lasciato senza parole [continua...]

Fonte: ilGiornale.it – Simona Calvi

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Pellet radioattivo di origine ucraina

pellets radioattivo ucraino

pellets radioattivo di origine ucraina

23 tonnellate di pellets radioattivi di origine ucraina, provenienti dall’Ungheria, sono stati sequestrati dal Servizio Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Trieste con la collaborazione dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Udine.

In una nota delle Dogane triestine si legge che “il carico è risultato con valori del Cesio 137 vicini a 200 Becquerel al chilogrammo, notevolmente superiori ai limiti di legge”.

L’Ufficio delle Dogane ha inoltre segnalato che “tale materiale, destinato alla combustione in impianti di riscaldamento domestico, una volta bruciato presenta una concentrazione fino a 100 volte superiore a quella attualmente misurata nei tronchetti”.

Precisiamo che attualmente la quota di provenienza dalla Lituana e da altri Paesi baltici è inferiore all’1%, ovvero rappresenta una piccola quantità del consumo nazionale,  di cui attualmente solo di una minima parte si sospetta la contaminazione. Dunque in linea di massima il pellet rimane uno dei migliori combustibili non inquinante e CO2 neutro attualmente disponibili.

Comunicato Stampa pellet radioattivo proventiente dall’ucraina

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Traffico illecito di rifiuti: arresti nel centro e nord Italia

rifiuti tossici

rifiuti tossici

Roma. È in corsol’operazione “Spiderman” dei Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) in Abruzzo, Toscana, Campania e altre regioni del Nord Italia per un presunto traffico illecito di rifiuti pericolosi.

23 gli arresti da eseguire, la maggior parte in Toscana, gli altri in Abruzzo. Le inchieste sono coordinate dalle procure di Grosseto e di Lanciano.
L’operazione ha consentito la disarticolazione di un’organizzazione, con diramazioni in ambito nazionale, dedita al traffico illecito di rifiuti speciali anche pericolosi.

Il traffico, scoperto dal Noe di Pescara e dai Carabinieri di Lanciano,  avveniva con la complicità di impianti di gestione rifiuti, trasportatori, intermediari, imprenditori, laboratori di analisi e compiacenti discariche

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Basilicata/ Brienza, stoccaggio illecito: denunciato sindaco

Sequestrata dal Noe l’area usata come deposito automezzi

I carabinieri del nucleo operativo ecologico di Potenza hanno sequestrato a Brienza un’area adibita a deposito automezzi, di proprietà e in uso all’amministrazione comunale, dove, di fatto, era stato realizzato e gestito illecitamente un centro di raccolta e stoccaggio rifiuti speciali anche pericolosi. Il sindaco pro-tempore di Brienza è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti.

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