Ecosostenibilità per il Rifugio del Monte Rosa

rifugio ecosostenibile sul Monte Rosa

rifugio ecosostenibile sul Monte Rosa

Il progetto di questo rifugio molto particolare è stato sviluppato dall’Istituto Generale di Tecnologia Svizzero (ETH), insieme al Politecnico di Zurigo e al Club Alpino Svizzero. Hanno creato un corpo cristallino con una gestione energetica controllata da un computer presso l’ETH di Zurigo. E’ un progetto ecosostenibile fa uso di materiali ecologici molti proveninti dal riciclaggio.

L’energia necessaria per il riscaldamento, sia dell’acqua che dell’aria, proviene da collettori solari.
Il fabbisogno idrico è soddisfatto dall’acqua che si scioglie dalle zone circostanti, raccolta in estate e conservata in una caverna; in tal modo è sempre disponibile per il rifugio anche nei periodi dell’anno meno piovosi.
Le acque di scolo sono microfiltrate su base batterica e l’acqua che rimane dunque riutilizzata per il lavaggio e la pulizia, minimizzando così lo spreco.

L’avveniristico design del nuovo rifugio del Monte Rosa si presenta con in luccicante rivestimento metallico; all’interno la struttura è completamente realizzata in legno.

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Ecopink: il “green” si tinge di “rosa”

Ecopink.it

Seconda edizione Ecopink.it

Il mondo dell’arte, del design, dell’editoria, del giornalismo e della moda si fondono con l’imprenditorialità femminile all’insegna dell’ecosostenibilità. Dal 25 al 30 novembre 2010 (15:00-22:00), presso lo spazio Asti 17, si svolgerà la seconda edizione di Ecopink, un evento dedicato al ruolo delle donne imprenditrici che operano nel mondo dell’ecosostenibilità.
Un evento green ma anche rosa, infatti a partecipare saranno esclusivamente le donne con le loro idee finalizzate alla creazione di prodotti derivati da materiali riciclati che sarebbero altrimenti destinati allo smaltimento in discarica, che vengono quindi rivalutati nel rispetto per la natura.

Durante il convegno si svolgerà una tavola rotonda sul tema “natura-donna-impresa”, con lo scopo di dare un significativo contributo per l’Expò di “Milano donna 2015 “

Ulteriori informazioni su www.ecopink.it

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Riciclo rifiuti: da problema a risorsa

riciclo rifiuti, da problema a risorsa economica

riciclo rifiuti, da problema a risorsa economica

Vi sono molte realtà in cui il riciclo dei rifiuti da problema può concretamente diventare una risorsa economica.
Ad esempio a Manila, capitale delle Filippine, i vicoli affollati, notoriamente pieni d’immondizia e rifiuti pericolosi, per molte donne e ragazze rappresentano una possibilità di reddito nel riutilizzo artistico di questi materiali.
Nelle Filippine lo smaltimento dei rifiuti tossici oltre a non essere gestiro da una legislazione adeguata, si serve di strumenti inadeguati e malsicuri.
La visual artist e ambientalista Ann Wizer, grazie alla sua intuizione è riuscita a dare un’opportunità di reddito agli abitanti di quelle zone che nulla riuscirebbero ad offrire.

Grazie al progetto “Invisible Sisters” viene data una possibilità e una fonte di reddito ecosostenibile a persone in difficoltà, individuando nelle capacità e conoscenze la mansione più adatta.

Analogo esempio lo si trova in Sudafrica: artigiani locali che si servono di materiale di scarto per la realizzazione di vari accessori. Le lattine di alluminio sono tra i materiali principali utilizzati per la creazione di esclusivi ed originali cappelli e borse.
Grazie ad una associazione ed un sito internet questi prodotti vengono presentati e venduti in tutto il mondo.
Inoltre il 10% dei profitti è destinato all’organizzazione senza scopo di lucro “Out of the Box”,  che aiuta i giovani privi di strumenti e fonti di reddito ad imparare un nuovo mestiere.

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Nike e Juventus presentano nuove maglie da calcio ecosostenibili

Nuova maglia ecocompatibile Juventus

Nuova maglia ecocompatibile Juventus

I rifornitori di tessuti cui Nike si rivolge recuperano i contenitori in discarica, poi li fondono ottenendo filati sintetici che utilizzeranno per le divise da calcio

Alcuni giorni fa a Vinovo sono state presentate le nuove divise per la stagione 2010/2011, create da Nike per Juventus.
Le nuove maglie presentano importanti novità di design e innovazione tecnologica.

Quest’anno le nuove maglie sono realizzate in poliestere riciclato ottenuto da vechie bottiglie di plastica. Ogni maglia è prodotta con circa 8 bottiglie.

Le nuove divise sono state ideate per migliorare le prestazioni dei giocatori mantenendoli asciutti, freschi e garantendo maggiore comodità, unendo prestazione, design e sostenibilità.
Il rogetto, denominato Considered Design, ha come obiettivo principale la riduzione di sostanze tossiche e l’eliminazione di scarti di produzione, aumentare l’utilizzo di materiali ecocompatibili attraverso l’utilizzo di materie prime riciclate.

Grazie a questa iniziativa che prevede l’utilizzo di poliestere riciclato, Nike è riuscita a riciclare quasi 13 milioni di bottiglie in plastica. Si stima che questa ingente quantità di bottiglie ricoprirebbe più di 29 campi da calcio.

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Edilizia sostenibile: a Milano idee per la casa del futuro

La Casa del Ben-Essere

La Casa del Ben-Essere

Milano ospita l’info point sull’abitazione del futuro: innovativa e soprattutto ecocompatibile. E’ stata presentata la “Casa del Ben-Essere” una rivoluzionaria unità abitativa di 80 mq. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Milano – Assessorato alla Salute, al fine di dimostrare la possibilità di sostenere il benessere di una città che vuole tornare a respirare.
E’ stato installato un info point in Via Palestro, all’ingresso dei Giardini e di fronte al PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) e alla Galleria d’Arte Moderna.

L’info point nasce come ponte verso la Casa del Ben-Essere per i cittadini, i turisti e i semplici curiosi; con la sua stessa struttura vuole sottolineare lo spirito profondamente ecologico dell’iniziativa: è realizzato in alluminio riciclato e i rivestimenti Fiandre ed Iris Ceramica nascono all’insegna della sostenibilità ambientale.

Quadra è infatti rivestito con lastre realizzate con l’innovativa metodologia produttiva ActiveClean Air & Antibacterial CeramicTM, il gres porcellanato di nuova generazione che contribuisce a purificare l’aria e a rendere più puliti e salubri pavimenti e rivestimenti.

L’unità abitativa è ideata secondo gli standard di classe energetica A+, concepita per vivere in autonomia energetica, abbattendo i consumi e riducendo conseguentemente le immissioni in atmosfera di CO2. Dotata di coperture infissi e doppi vetri che garantiscono il corretto isolamento termico ed acustico. Possiede un impianto solare termico per il riscaldamento dell’acqua sanitaria e l’integrazione dell’impianto di riscaldamento  con sistemi radianti a pavimento e a soffitto, alimentati da impianto geotermico e pompa di calore.

Gli arredi, realizzati con materiali ignifughi ed ecologici, sono verniciati con prodotti atossici ed anallergici.
La casa ecologica è in mostra a Milano nei Giardini Indro Montanelli (zona Porta Venezia), fino al 4 luglio 2010.

Ulteriori informazioni www.lacasadelben-essere.it

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Esempio di “ecoindustria”

ecozema

ecozema

L’Ecozema di Schio (VI), industria leader nelle plastiche, nel 2000 ha deciso di improntare le sue produzioni all’ecosostenibilità, puntando soprattutto su biopolimeri e plastiche riciclate. «Innovare è il futuro».

Dal 900 produce pinze, prima di legno e poi in plastica. Oggi hanno deciso di orientarsi alle plastiche riciclate e ai biopolimeri? Perché?
Negli anni 90 si era indebolita la posizione sul mercato di riferimento, dominato dalla grande distribuzione. Era dunque necessario apportare dei cambiamenti strategici che riposizionassero l’azienda, sia a livello di prodotto sia a livello di mercato. In quegli anni iniziava a diffondersi la conoscenza dei biopolimeri compostabili hanno giustamente ritenuto che potessero rappresentare un nuovo sbocco nel prossimo futuro. Un modello di business che teneva in alta considerazione la sostenibilità ambientale e sociale. Nel 2000 hanno quindi iniziato ad investire nel know-how necessario per poter operare nel settore di questi nuovi materiali.
Oggi ai biopolimeri hanno affiancato la lavorazione di plastiche riciclate derivanti cioè dalla raccolta differenziata.

Oggi Ecozema è in continua crescita: è riuscita a vincere la sfida della riconversione alla produzione ecosostenibile.

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Anche il design diventa sostenibile

Interface Floor

Interface Floor, esempio di green business

La sostenibilità diventa “cool”, un mix di innovazione e design.

Un esempio è rappresentato da Interface Flor, azienda di Atlanta leader mondiale di pavimenti tessili modulari, oggi anche in ceramica. E’diventata un punto di riferimento per la salvaguardia ambientale.

Il tutto ha inizio negli anni ‘50 in Olanda dall’azienda Huega, poi inglobata in Interface, e prosegue negli anni ‘70 sotto la guida del fondatore, Ray Anderson, che nel 2007 è stato definito dal Time “eroe internazionale dell’ambiente”.

Nel 1994, quando il green business non andava ancora così di moda, Andersonaveva già deciso che la sua azienda, entro il 2020, sarebbe diventata a impatto zero.

Oggi ha un giro d’affari da un miliardo di dollari circa e, dal 1996 (anno della quotazione a Wall Street), ha ridotto del 71% le emissioni di gas nell’atmosfera, dell’80% il consumo d’acqua per unità di produzione e del 43% il consumo di energia.

Il programma della Interface Flor “Mission zero” si è articolato in sette punti, tra cui energie rinnovabili, materiali, certificazioni, riciclaggio di materiali e riduzione degli scarti coinvolgendo i clienti nella restituzione di vecchi prodotti utilizzati “come cibo” per quelli nuovi.

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Cantine “environmental friendly”

cantine amiche dell'ambiente

cantine amiche dell'ambiente

Non si butta via niente e si fa tutto in “casa”: è questa la filosofia adottata della cantina “environmental friendly”, luogo in cui si uniscono tradizione ed innovazione all’insegna della sostenibilità ambientale.

Dalle bottiglie alleggerite alle etichette in carta riciclata al carburante ecologico. “L’ecosostenibilità è il tema più forte con il quale, nei prossimi anni, tutti i settori produttivi si dovranno confrontare”,  spiega Giacomo Mojoli, docente della Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Ma nel mondo dell’enologia si moltiplicano gli esempi capaci di rispondere alla logica “green”: dalle bottiglie alleggerite alle etichette in carta riciclata fino alla bio-benzina ottenuta con l’etanolo, perché sempre di più, dal campo alla cantina, il vino può essere un alleato dell’ambiente e della sostenibilità. Secondo Giacomo Mojoli “stiamo andando oltre a quella che fino a poco tempo fa poteva essere una questione di élite, oltre il biodinamico e il biologico, perché l’ecosostenibilità è un tema che attraverserà tutta la produzione, una sfida non solo per le piccole realtà, ma per tutti, dal punto di vista delle scelte agronomiche, ma soprattutto di una visione complessiva di tutte le fasi produttive”.

Una logica “green” in cantina. E’ il caso delle cantine “environmental friendly”, [continua...]

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Concerto ecosostenibile

concerto ecosostenibile

concerto ecosostenibile

I concerti musicali provocano un inquinamento pari a quello derivante da 22.500 auto che percorrono ciascuna diecimila chilometri! Purtroppo, nonostante siano state fatte tantissime manifestazioni per sensibilizzare su questa problematica, le emissioni di Co2 di un concerto medio sono veramente ancora molto, troppo, alte!

A tal proposito  Edison, uno dei principali protagonisti nel mercato italiano dell’energia,  propone una valida soluzione tramite il progetto “Edison-Change the music” volto a realizzare concerti ecosostenibili sfruttando diversi tipi di energie: eolica, solare o idroelettrica; e stampando il materiale pubblicitario su carta riciclata. Grazie a questi piccoli accorgimenti pensate che l’inquinamento prodotto può essere diminuito fino al 70%.

Il tutto avrà inizio con dei concerti ecologici svolti in giro per l’Italia durante l’estate prossima.

Ulteriori informazioni su www.edisonchangethemusic.it/it/

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Chep Italia sceglie il green

ricliclo pallets

ricliclo pallets

Chep Italia ha deciso di investire nel business sostenibile, grazie ad un sistema di riutilizzo dei pallet e l’adesione a un Piano di Sostenibilità Nazionale.
Chep Italia ha scelto di improntare il proprio business ai principi dello sviluppo sostenibile grazie ad un sistema che permette il riutilizzo dei pallet, il recupero delle attrezzature e il loro riciclo finale.
Il filo conduttore del progetto Chep nasce dall’ottimizzazione della supply chain; il sistema di pooling è infatti in grado di offrire una maggiore efficienza operativa, una diminuzione dei danni ai prodotti, minori costi totali e una migliore sostenibilità ambientale rispetto all’utilizzo di differenti sistemi.
Ciò è possibile in quanto Chep garantisce ai propri pallet un “ciclo di vita” lungo, limitando al minimo l’utilizzo di risorse naturali, e perseguendo una politica di riciclo delle attrezzature attraverso il recupero dei pallet nei service centre.
La struttura distributiva di Chep consente il risparmio energetico, sia a livello di materiali che di emissioni di CO2.
Chep Italia ha inoltre recentemente steso un proprio Piano Nazionale di Sostenibilità, [continua...]

Fonte: greencity.it

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