Hotel eco-responsabili: Legambiente ne promuove 4 e ne boccia uno

ecosostenibilità

ecosostenibilità

1/3 degli alberghi ritenuti ecosostenibili da Legambiente sono situati in Emilia Romagna. Le ‘etichette ecologiche’ vanno all’ Hotel Imperiale di Gatteo a Mare (FC) e all’ Hotel Villa Rosa di Cesenatico.

Ci sono sempre più strutture turistiche “amiche dell’ambiente” in Emilia-Romagna. secondo Legambiente Turismo, che nel 2010 sono state promosse distinguendosi in termini di “risparmiano energeetico, raccolta differenziata dei rifiuti. Offrono inoltre servizi di mobilità sostenibile, informazioni ambientali, gastronomia eccellente con prodotti tipici del ‘Made in Italy’”.

A oggi, a livello nazionale sono 426 le strutture ricettive aderenti al marchio di qualità di Legambiente. L’Emilia-Romagna primeggia con 129 aderenti.

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Ecospiaggia 2010

Ecospiagge 2010

Ecospiaggia 2010

Estate, ovvero tempo di vacanze, di mare  e, ci si augura, di spiagge pulite.

La raccolta differenziata dei rifiuti non va in vacanza, ma continua anche nelle località balneari, e a tal proposito, per stimolare i turisti al rispetto delle spiagge e coinvolgerli nella loro tutela, il ministero dell’Ambiente ha lanciato l’iniziativa “Ecospiaggia 2010″, nuova campagna di sensibilizzazione condotta insieme al Conai (consorzio nazionale imballaggi) in collaborazione con Sindacato Italiano Balneari, Assobalneari e Federazione Italiana Imprese Balneari.
L’iniziativa è rivolta al popolo dei bagnanti e ai gestori delle aziende balneari, che vi hanno aderito volontariamente. Essi parteciperanno ad un concorso per il quale sono chiamati a esprimersi anche i consumatori e i bagnanti. A questo indirizzo http://ecospiaggia.minambiente.it è presente l’elenco delle strutture aderenti, consentendo ai cittadini di poter effettuare una scelta ecosompatibile prediligendo gli stabilimenti balneari che primeggiano per le loro azioni di tutela ambientale.
Inoltre, a partire domani, i clienti degli stabilimenti, potranno inviare i loro giudizi sulla attività di riciclo dello stabilimento. Il concorso premierà i primi 10 bagni “più ecologici”, valutati attraverso le autodichiarazioni e in parte sulla base dei giudizi dei bagnanti. Al termine delle valutazioni verrà consegnata una targa e il riconoscimento di Ecospiaggia 2010. La proclamazione dei vincitori avverrà nel mese di settembre.

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Gaia International Festival. 19-27 Giugno

Un incontro internazionale di cittadini, per affrontare i problemi socio/ecologici che stanno colpendo il nostro Mare e la nostra Terra.

Questo evento comprenderà dibattiti, workshop, relatori, musica, arte, cinema e teatro. Tutto si realizzerà dal 19 al 27 giugno 2010, per una settimana, e avrà luogo lungo la costa e per le montagne da Maratea in Basilicata ad Amantea in Calabria. Saranno presenti delegazioni da tutti i Paesi che affacciano sul Mediterraneo, e da tutto il mondo.

L’obiettivo è quello di dar luce ad un diverso tipo di sviluppo incentrato sulla sostenibilità del sistema, rispettando l’armonia che solo l’equilibrio tra la natura e l’essere umano può realizzare; a questo scopo creeremo nei Forums progetti improntati su uno sviluppo sostenibile per il Sud Italia e indirizzati non più verso un turismo subito dalle popolazioni autoctone, bensì un turismo eco-sostenibile nel rispetto della storia di queste zone. Ma non solo turismo; anche progetti che riguardano una economia diversa, rilocalizzata e incentrata sulla filiera corta, quindi evitando passaggi da un mercato insicuro. A tal proposito, si darà più visione ad esperienze come quella di Slow Food o dei gruppi di acquisto solidale (G.A.S.).

Altre tematiche che si affronteranno in forums e dibattiti saranno le fonti di energia rinnovabili, il cambiamento climatico, gli effetti delle guerre sull’ambiente (non solo inteso come natura, ma in particolare facendo riferimento a tutto ciò che lo determina, quindi anche l’individuo), sistemi di raccolta differenziata, come raggiungere la giustizia sociale a partire dalle realtà locali.

Un incredibile entusiasmo sta muovendo i nostri cuori, vogliamo dare un forte segnale di cambiamento, partendo da ogni paese, Provincia e Regione. Ma non solo dalla Calabria o dalla Basilicata. Questo nuovo afflato ci auguriamo si avverta per tutto il Mediterraneo, oltrepassando le dune del deserto e le onde dell’Atlantico. Tuttavia ci rendiamo conto che il solo entusiasmo non può bastare. Degli ideali con dei sogni non è abbastanza. La frustrazione per lo status quo dominante è alto, ma la rassegnazione e la riluttanza verso la scena politica non sono soluzioni rasserenanti e in grado di condurre ad un miglioramento delle nostre vite.

Per ulteriori informazioni sul Festival: www.gaiainternationalfestival.com

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Pista ciclabile realizzata con materiale ecologico

bio strasse, pista ciclabile ecologica

bio strasse, pista ciclabile ecologica

«Bio Strasse» è un conglomerato non derivato dal petrolio quindi atossico sia per l’ambiente sia per l’operatore che lo posa

San Martino Buon Albergo (VE). Un conglomerato ecologico chiamato Bio Strasse è stato utilizzato per la realizzazione della pista ciclabile che attraversa il parco in ristrutturazione della «Busa», nel quartiere di Borgo della Vittoria.
Un’iniziativa innovativa del Comune, tanto che i rappresentanti dell’Ordine degli architetti pianificatori paesaggisti conservatori di Verona hanno effettuato ieri un sopralluogo nell’area verde accompagnati dal sindaco Avesani e dal vicesindaco e assessore ai lavori pubblici De Santi.
«È la prima volta che, stando ai dati degli architetti, nel Veronese viene impiegato questo conglomerato, composto da inerti, che è allo stesso tempo funzionale ed ecologico, totalmente atossico sia per l’ambiente sia per l’operatore durante la posa», spiegano Avesani e De Santi, «si tratta di un materiale che azzera qualunque impatto ambientale inquinante dato che non è un derivato del petrolio e che implica una drastica riduzione della polverosità. Inoltre gli esperti garantiscono che ha un ottimo effetto drenante e non è soggetto ad usura».
Dopo l’ordinanza che impone l’obbligo di utilizzare stoviglie biodegradabili e compostabili durante le attività promosse e patrocinate dal Comune e l’introduzione della raccolta differenziata spinta, il primo cittadino e il suo vice ribadiscono la svolta ecologista dell’amministrazione.

[continua...]

Fonte: larena.it

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Basilicata/ Brienza, stoccaggio illecito: denunciato sindaco

Sequestrata dal Noe l’area usata come deposito automezzi

I carabinieri del nucleo operativo ecologico di Potenza hanno sequestrato a Brienza un’area adibita a deposito automezzi, di proprietà e in uso all’amministrazione comunale, dove, di fatto, era stato realizzato e gestito illecitamente un centro di raccolta e stoccaggio rifiuti speciali anche pericolosi. Il sindaco pro-tempore di Brienza è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti.

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Raccolta differenziata nella provincia di Como: sono 13 i paesi virtuosi

Raccolta DifferenziataCresce anche nel 2008 il dato percentuale relativo alla raccolta differenziata in provincia di Como che si assesta a quota 48%. Complessivamente si è passati dalle 78mila tonnellate del 2000 alle 135 mila del 2008. E spuntano comuni particolarmente virtuosi. In diversi casi si è addirittura superata la soglia del 60% di raccolta differenziata. Ad eccellere sono numerosi paesi.
Si tratta nel dettaglio di Cermenate, Cabiate, Cadorago, Castelnuovo Bozzente, Villa Guardia, Bregnano, Rovello Porro, Proserpio, Lambrugo, Cagno, Pusiano, Beregazzo con Figliaro e Rovellasca. Ben 49 inoltre le amministrazioni che hanno infranto la barriera del 50% di raccolta differenziata, coinvolgendo complessivamente ben 283mila abitanti. I principali centri urbani, ovvero i comuni con più di 10 mila abitanti, hanno invece fatto registrare andamenti molto diversificati tra loro. Si passa da Erba dove viene segnalata una percentuale del 58%, a Cantù (57%), Mariano Comense (56%) e Olgiate Comasco (52%). Il capoluogo lariano si ferma a quota 38%. Anche se con la nuova, recente rivoluzione nella raccolta dei rifiuti sono prevedibili miglioramenti in futuro.
Scendendo nel dettaglio, in base all’analisi condotta dalla Provincia di Como, emerge come abbiano subito un significativo incremento tutte le principali frazioni differenziate. Il vetro passa dalle 18mila tonnellate del 2000 alle 25 mila del 2008. La carta balza dalle 21mila tonnellate del 2000 alle 31 mila del 2008. La plastica dalle 3mila del 2000 si è assestata a quota 9mila nel 2008. E ancora, il legno schizza dalle 2 mila del 2000 alle 11mila del 2008. Il verde passa da 19mila tonnellate nel 2000 alle 28 mila del 2008. Infine l’organico che nel 2000 faceva registrare quota 2mila tonnellate è volato a quota 15 mila, sempre nella rilevazione del 2008. Allo stesso tempo, sempre in base allo studio effettuato dal settore Ecologia e Ambiente di Villa Saporiti, la quantità di rifiuti urbani complessivamente prodotti è pari a 1,31 chili per abitante al giorno. Numeri che rientrano nella media fatta registrare negli ultimi 5 anni. Inoltre, nonostante aumenti la popolazione, il quantitativo di rifiuti urbani indifferenziati che derivano dalla raccolta domestica e destinati a essere smaltiti in discarica, continua a diminuire.

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Modello Verbania, riciclo e multe ecologia in stile Lago Maggiore

C’è una città italiana in cui gli autobus sono gratis, gli studenti di prima media ricevono un computer in regalo e gli immigrati vengono trattati in modo civile pur essendo a Nord. Una città dove la raccolta differenziata sfiora il 75 per cento e chi getta l’immondizia nel sacco sbagliato viene multato (ma non succede quasi mai). Naturalmente il paesaggio è incantevole, immerso nel verde, tra le montagne e il lago. La notizia è che non stiamo raccontando una favola. La città si chiama Verbania e per diventare questa specie di Eden ha dovuto rimboccarsi le maniche. Perché qui c’è una delle “no green area” della Penisola, uno dei pochi posti dove è ancora possibile insediare aziende chimiche. Eppure proprio qui Legambiente ha piantato la bandiera: la qualità dell’ecosistema della cittadina (31 mila persone) è la migliore d’Italia.

Per capire come mai, bisogna incontrare due personaggi molto diversi tra loro: l’insegnante di italiano Claudio Zanotti, sindaco fino al giugno scorso, e Marco Zacchera, suo successore. Zanotti ha fatto la fine di Churchill, che vinse la guerra e perse le elezioni. Misteri della politica. “In realtà – spiega Zanotti – l’impegno ambientale era una delle priorità della nostra giunta. Abbiamo ereditato una situazione già buona perché la raccolta differenziata era già superiore al 50 per cento. Noi l’abbiamo portata al 73″. “Una soglia del genere – ammette Zacchera – è difficilmente migliorabile, anche se ci proveremo. Devo riconoscere che chi è venuto prima di noi ha fatto un ottimo lavoro”. Il sistema di raccolta differenziata non è molto diverso da quello di molte città italiane: una serie di sacchetti colorati per i diversi tipi di rifiuto e un calendario settimanale di ritiro. Quel che cambia è il sistema di penalità: chi espone il sacchetto dei rifiuti fuori dalla porta nel giorno sbagliato paga una multa di 50 euro. Chi invece getta l’immondizia nel sacchetto sbagliato, paga 150 di sanzione. Scusi signor sindaco, come fate a incastrarli? “Guardiamo nei sacchetti”.

Sì, capita anche questo sulle rive del Lago Maggiore. Tra i diversi compiti della polizia municipale c’è quello di indagare nei cassonetti: “Se troviamo la carta nel sacchetto sbagliato – dice Zacchera – possiamo risalire all’autore del misfatto. Leggendo su una busta il suo nome o interpretando tanti altri piccoli indizi”. Gli autori negheranno. Diranno che il vicino invidioso ha sottratto una busta dalla buca delle lettere per infilarla nel sacco dell’immondizia… “Infatti dicono tutti così. Ma noi lo sappiamo e non ci preoccupiamo molto. Perché la protesta viene amplificata dai giornali e tutta la città sa che facciamo sul serio”. Il risultato è che si pagano meno tasse? “Il vero risultato – spiega il sindaco – è che oggi stiamo pensando di abolire l’inceneritore”.

Amalia Alberti è la storica rappresentante di Legambiente a Verbania. Stupita del successo? “Direi di no perché da molti decenni le amministrazioni si sono impegnate nella tutela dell’ambiente. Qui un tempo non erano certo rose e fiori e certe battaglie non erano popolari”. La storia è quella di molti poli della chimica dove la difesa del lavoro e quella della salute entrano non di rado in conflitto. La rossa Verbania (fino al giugno scorso) non fa eccezione. Luca Caretti, segretario della Cisl, ricorda “quando quattro anni fa abbiamo occupato la Acetati perché la volevano chiudere per inquinamento mettendo a rischio 300 posti di lavoro”. Difendevate gli inquinatori? “Difendevamo la possibilità di lavorare senza inquinare. E abbiamo vinto. Perché gli scarichi sono stati messi a norma”. Ma oggi la Acetati rischia la chiusura perché, si dice, le produzioni saranno trasferite in Cina.

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