Servizi da tavola “green”

Servizi da tavola ecosostenibili

Servizi da tavola ecosostenibili

I servizi da tavola Green Table dimostrano che lo sviluppo sostenibile passa anche attraverso semplici oggetti di uso quotidiano che intendono promuovere la sostenibilità ambientale. Per questo i servizi Green Table sono realizzati in vetro, invece che in ceramica. Questo garantisce un risparmio anche a livello ambientale.

Il vetro in effetti è in grado di garantire varie possibilità in termini di conservazione dell’ambiente.: è un materiale che è soggetto più facilmente al riciclaggio. Inoltre per produrre piatti in vetro si produce un dispendio di energia minore rispetto alla produzione di stoviglie in ceramica. Tutto ciò va a beneficio dell’ambiente.

I servizi da tavola Green Table sono prodotti ecosostenibili anche sul fronte imballaggi, infatti essi sono realizzati in cartone ricavato da legno certificato e stampato mediante l’utilizzo di inchiostro ad acqua non tossico.

Sito del produttore:  www.greentable.net

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Il cellulare più “verde”.

cellurare ecocompatibile

cellurare ecocompatibile

Secondo una ricerca dell’O2’s Eco rating, il primo sistema di rating sostenibile per cellulari nel Regno Unito che ha valutato le l’ecocompatibilità di ben 65 telefonini presenti sul mercato di 6 diverse aziende (Sony Ericsson, Nokia, HTC, LG, Samsung e Palm), è il Sony Ericsson Elm il modello più ecologico presente attualmente sul mercato.
Sony Ericsson, che è riuscita a piazzare 5 cellulari nelle prime 10 posizioni, si è distinta per la sua attenzione per l’ambiente attraverso  il programma Ericsson Green Heart.

Il Sony Ericsson Elm primeggia nella classifica, raggiungendo 4.3 punti su 5. E’ realizzato senza l’utilizzo di sostanze tossiche, riciclando la plastica delle bottiglie di acqua e i vecchi CD. Tutti i prodotti GreenHeart™, sono inoltre colorati con vernice ad acqua, e, attraverso un imballaggio di minori dimensioni e il manuale di istruzione elettronico, riducono gli sprechi.

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Serre fotovoltaiche

pannelli fotovoltaici

pannelli fotovoltaici

Presto in Sardegna sarà possibile coltivare in serre alimentate ad energia fotovoltaica, dunque ad energia pulita senza alcun impatto ambientale.

Nell’arco di tre anni verranno installati 500 MW fotovoltaici grazie alla realizzazione di 10 impianti in serra. Verranno dunque prodotti contemporaneamente, sotto un tetto di moduli solari, sia energia pulita che  prodotti ortofrutticoli e/o florovivaistici (produzione ecosostenibile).

Il progetto è molto importante sia dal punto di vista ambientale, sia per esigenze di competitività dell’attività in serra, settore in cui vi è una forte concorrenza a livello internazionale, dell’Olanda (prima esportatrice europea di pomodori!) e dalla Spagna.

Il progetto sarà reso possibile anche grazie al “decreto salva-Alcoa”, che consentirà di mantenere stabile il prezzo al consumo dell’energia, permettendo di usufruire dello stesso incentivo sul Conto Energia.
Il progetto “fotovoltaico in serra”, una volta ultimato, fornirà 750 milioni di kilowattora, che corripondono al fabbisogno di 200.000 famiglie, ovvero la metà degli abitanti dell’intera isola

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Riciclo rifiuti: da problema a risorsa

riciclo rifiuti, da problema a risorsa economica

riciclo rifiuti, da problema a risorsa economica

Vi sono molte realtà in cui il riciclo dei rifiuti da problema può concretamente diventare una risorsa economica.
Ad esempio a Manila, capitale delle Filippine, i vicoli affollati, notoriamente pieni d’immondizia e rifiuti pericolosi, per molte donne e ragazze rappresentano una possibilità di reddito nel riutilizzo artistico di questi materiali.
Nelle Filippine lo smaltimento dei rifiuti tossici oltre a non essere gestiro da una legislazione adeguata, si serve di strumenti inadeguati e malsicuri.
La visual artist e ambientalista Ann Wizer, grazie alla sua intuizione è riuscita a dare un’opportunità di reddito agli abitanti di quelle zone che nulla riuscirebbero ad offrire.

Grazie al progetto “Invisible Sisters” viene data una possibilità e una fonte di reddito ecosostenibile a persone in difficoltà, individuando nelle capacità e conoscenze la mansione più adatta.

Analogo esempio lo si trova in Sudafrica: artigiani locali che si servono di materiale di scarto per la realizzazione di vari accessori. Le lattine di alluminio sono tra i materiali principali utilizzati per la creazione di esclusivi ed originali cappelli e borse.
Grazie ad una associazione ed un sito internet questi prodotti vengono presentati e venduti in tutto il mondo.
Inoltre il 10% dei profitti è destinato all’organizzazione senza scopo di lucro “Out of the Box”,  che aiuta i giovani privi di strumenti e fonti di reddito ad imparare un nuovo mestiere.

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Nike e Juventus presentano nuove maglie da calcio ecosostenibili

Nuova maglia ecocompatibile Juventus

Nuova maglia ecocompatibile Juventus

I rifornitori di tessuti cui Nike si rivolge recuperano i contenitori in discarica, poi li fondono ottenendo filati sintetici che utilizzeranno per le divise da calcio

Alcuni giorni fa a Vinovo sono state presentate le nuove divise per la stagione 2010/2011, create da Nike per Juventus.
Le nuove maglie presentano importanti novità di design e innovazione tecnologica.

Quest’anno le nuove maglie sono realizzate in poliestere riciclato ottenuto da vechie bottiglie di plastica. Ogni maglia è prodotta con circa 8 bottiglie.

Le nuove divise sono state ideate per migliorare le prestazioni dei giocatori mantenendoli asciutti, freschi e garantendo maggiore comodità, unendo prestazione, design e sostenibilità.
Il rogetto, denominato Considered Design, ha come obiettivo principale la riduzione di sostanze tossiche e l’eliminazione di scarti di produzione, aumentare l’utilizzo di materiali ecocompatibili attraverso l’utilizzo di materie prime riciclate.

Grazie a questa iniziativa che prevede l’utilizzo di poliestere riciclato, Nike è riuscita a riciclare quasi 13 milioni di bottiglie in plastica. Si stima che questa ingente quantità di bottiglie ricoprirebbe più di 29 campi da calcio.

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Esempio di “ecoindustria”

ecozema

ecozema

L’Ecozema di Schio (VI), industria leader nelle plastiche, nel 2000 ha deciso di improntare le sue produzioni all’ecosostenibilità, puntando soprattutto su biopolimeri e plastiche riciclate. «Innovare è il futuro».

Dal 900 produce pinze, prima di legno e poi in plastica. Oggi hanno deciso di orientarsi alle plastiche riciclate e ai biopolimeri? Perché?
Negli anni 90 si era indebolita la posizione sul mercato di riferimento, dominato dalla grande distribuzione. Era dunque necessario apportare dei cambiamenti strategici che riposizionassero l’azienda, sia a livello di prodotto sia a livello di mercato. In quegli anni iniziava a diffondersi la conoscenza dei biopolimeri compostabili hanno giustamente ritenuto che potessero rappresentare un nuovo sbocco nel prossimo futuro. Un modello di business che teneva in alta considerazione la sostenibilità ambientale e sociale. Nel 2000 hanno quindi iniziato ad investire nel know-how necessario per poter operare nel settore di questi nuovi materiali.
Oggi ai biopolimeri hanno affiancato la lavorazione di plastiche riciclate derivanti cioè dalla raccolta differenziata.

Oggi Ecozema è in continua crescita: è riuscita a vincere la sfida della riconversione alla produzione ecosostenibile.

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Kodak, arrivano i prodotti ecocompatibili

Kodak ecocompatibile

Kodak ecocompatibile

L’ambiente prima di tutto. Ecco allora Kodak puntare sul benessere, sulla mentalità green e lanciare sul mercato nuovi prodotti ecocompatibili capaci di salvaguardare il pianeta.

Facciamo qualche esempio. La cornice digitale Kodak Easyshare P725 – P825 con display da 7″ e 8″, una retroilluminazione LED e tecnologia ColorScience. Memoria interna da 512 Mb peri archiviare circa 4000 immagini. Ottima anche la Kodak Easyshare S730 Cordless, una cornice che funziona pure a batteria e ha una memoria interna da 1 GB capace di archiviare fino a 8000 fotografie. la cornice propone 4 modalità – Orologio, Calendario, PhotoCollage e Ricerca Immagini – ed è dotata di porta Usb e di una slot per schede di memoria 4 in 1.

Entrambe le cornici, poi, hanno la possibilità di inserire un timer per il risparmio energetico e un Alimentatore CA, in grado di ridurre sensibilmente i consumi.

Passiamo invece alle fotocamere con la Kodak EasyShare M530 che funziona con una batteria Li-Ion e un alimentatore certificato EnergyStar. Una macchina fotografica da 12 megapixel [continua...]

Fonte: solotrend.it

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Acqua minerale San Benedetto spa., gruppo Pam e Aliplast spa insieme per ridurre l’impatto ambientaleAcqua minerale San Benedetto spa., gruppo Pam e Aliplast spa insieme per ridurre l’impatto ambientale

Scorzè (Ve) 22 marzo 2010 – Acqua Minerale San Benedetto SpA, in collaborazione con Supermercati Pam, Ipermercati Panorama e Aliplast SpA, da il via al Progetto “recupero Pet” , il primo esempio in Italia di alleanza tra industria e distribuzione, volto al recupero delle bottiglie in plastica direttamente nei punti vendita con l’obiettivo di favorire lo smaltimento differenziato ed un nuova abitudine di consumo in grado di ridurre l’impatto ambientale.

Il progetto pilota, in partenza da aprile, prevede l’inserimento all’interno dei punti vendita Pam e Panorama di raccoglitori di bottiglie in Pet; Il materiale raccolto verrà poi avviato alle attività di recupero/trasformazione. [continua...]

Fonte: comunicati-stampa.net

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Pannolini lavabili per bambini, in arrivo il kit ecologico ed economico

pannolini ecologici, in arrivo il kit

pannolini ecologici, a San Benedetto in arrivo il kit

SAN BENEDETTO – In tempi di crisi e dunque di risparmio l’amministrazione comunale lancia un’iniziativa futuristica ma anche un pò retrò.

Per ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili, su iniziativa dell’assessore all’ambiente Paolo Canducci, è stato deciso l’acquisto di alcune decine di kit di pannolini lavabili, cioè riutilizzabili più volte, che saranno consegnati alle famiglie con almeno un bimbo di età inferiore a 3 anni che ne faranno richiesta.

Si tratta di un’alternativa ai pannolini usa e getta, più inquinanti e costosi.
Questi sono invece realizzati in bambù, leggeri come la seta, hanno morbidi elastici sul girovita e attorno alle gambine e accompagnano la crescita del bambino grazie al velcro ed ai bottoncini che permettono di regolarne la taglia. Sono completati da veli biodegradabili usa e getta e da altri veli in “pile” lavabili.

Per farne richiesta basta compilare un apposito modello disponibile presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico o presso il settore Manutenzione e Qualità urbana: gli interessati saranno ricontattati per definire tempi e modalità di consegna.

Va detto che i kit saranno distribuiti fino ad esaurimento scorte utilizzando come criterio di assegnazione l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Quindi è meglio affrettarsi.

Speriamo che altre amministrazioni comunali seguano il lodevole esempio del Comune di San Benedetto.

Fonte: ilsegnale.it

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Detersivo Piatti ecologico ed economico

detersivo ecologico fai-da-te

detersivo ecologico fai-da-te

Detersivo fai da te per lavare i piatti: ecologico ed economico

Si tratta di un detersivo per lavare i piatti a mano e in lavastoviglie, fai-da-te, che vi farà sentire più ‘verdi’ nell animo. Leggiamo tanto sui danni dei tensioattivi contenuti nei saponi e detersivi per la natura. E questa volta é proprio madre natura che per evitare danni nei suoi confronti viene in nostro soccorso. Gli ingredienti per la miscela fa-da-te sono infatti prettamente naturali. Ecco come ottenerlo:

Ingredienti
200 gr sale grosso,
100 gr aceto bianco,
400 gr acqua,
3 limoni con buccia tagliati a pezzetti.

Mettere i limoni e il sale nel frullatore e tritare per 20 secondi. Mettere sul fuoco e aggiungere l’acqua e l’aceto, far bollire per circa 15 min. sbattendo con una frusta.
Per togliere i grumi del limone, passare col mixer, risulterà un liquido cremoso.

Come si conserva?
Si può conservare in barattolo di vetro e dura circa 6 mesi.

Come si usa?
2 cucchiai nella vaschetta della lavastoviglie.
Per lavaggi a mano quanto basta sulla spugna.

Per piatti particolarmente sporchi e untuosi nell’acqua per lavare i piatti o nella lavastoviglie si può aggiungere anche mezzo limone.

Il brillantante lo si può sostituire con l’aceto e il sale per lavastoviglie con sale grosso da cucina.

Coloro che l’hanno provato sono rimaste entusiaste del risultato, quindi provatelo, farete bene all’ambiente, alla salute della famiglia e alla sua economia.

Fonte: ricetta su Mammeonline.net

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