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	<title>BlogEcologia &#187; Legambiente</title>

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	<description>La tua finestra su ecosostenibilità, risparmio energetico, energie alternative e sulle aziende protagoniste dell&#039;economia ecologica</description>
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		<title>Nel Tirreno &#8220;un mare&#8221; di plastica</title>

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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 14:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Mare Nostrum aumenta sempre più la concentrazione di scorie di vario genere, in prevalenza plastica, stimate in circa 500 tonnellate. Nel mar Tirreno, tra Italia, Spagna e Francia di stima una concentrazione di rifiuti superiore a quella delle famigerate &#8220;isole di spazzatura&#8221; rilevate nell&#8217;oceano Atlantico e nell&#8217;oceano Pacifico. Il dato è stato denunciato al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2280" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2011/03/sacchetti-plastica-nel-mediterraneo.jpg"><img class="size-medium wp-image-2280" title="sacchetti di plastica nel Mar Mediterraneo" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2011/03/sacchetti-plastica-nel-mediterraneo-300x199.jpg" alt="sacchetti di plastica nel Mar Mediterraneo" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">sacchetti di plastica nel Mar Mediterraneo</p></div>
<p>Nel Mare Nostrum aumenta sempre più la concentrazione di scorie di vario genere, in prevalenza plastica, stimate in circa 500 tonnellate. Nel mar Tirreno, tra Italia, Spagna e Francia di stima una concentrazione di rifiuti superiore a quella delle famigerate &#8220;isole di spazzatura&#8221; rilevate nell&#8217;oceano Atlantico e nell&#8217;oceano Pacifico.</p>
<p>Il dato è stato denunciato al Senato da Legambiente, in collaborazione con Arpa. E&#8217; stato consegnato il rapporto &#8220;<a title="L'impatto della plastica e dei sacchetti sull'ambiente marino" href="http://risorse.legambiente.it/docs/RAPPORTO_PLASTICA_web.0000002382.pdf" target="_blank">L&#8217;impatto della plastica e dei sacchetti sull&#8217;ambiente marino</a>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Arpa ha effettuato un monitoraggio nell&#8217;arcipelago toscano: in un&#8217;ora sono stati prelevati 4 kg di rifiuti, la voce plastica, che raggruppa sacchetti di varie dimensioni e comunque pezzi di plastica derivanti da molteplici usi, costituisca ben il 73% dei rifiuti che possiamo trovare sul fondo del marino!</p>
<p>A seguito del rischio di ingestione o intrappolamento, sono ormai noti i problemi causati alla fauna marina dalla plastica, ed in particolar modo dai sacchetti.Le principali vittime sono mammiferi marini e le tartarughe, di cui quasi la metà delle specie sono a rischio estinzione.</p>
<p>Fonte: <a title="Legambiente" href="http://www.legambiente.eu/dettaglio.php?tipologia_id=3&amp;contenuti_id=2384" target="_blank">Legambiente.it</a></p>
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		<title>Eternit free: dall’amianto al fotovoltaico</title>

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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 07:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Italia]]></category>
		<category><![CDATA[eternit]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[pannelli fotovoltaici]]></category>

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		<description><![CDATA[Legambiente e AzzeroCO2 hanno dato vita al progetto &#8220;Eternit free&#8221; avente come obiettivo l’eliminazione dell’amianto, ancora presente in molte coperture di capannoni industriali ed agricoli. La prima provincia italiana a sposare il progetto è stata Lecce. L’iniziativa, grazie ai benefici previsti dalla legge (DM 19 febbraio 2007 ), darà la possibilità a tutte le aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_1683" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><strong><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/07/eternit_tetto.jpg"><img class="size-medium wp-image-1683" title="copertura tetto in eternit" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/07/eternit_tetto-300x225.jpg" alt="copertura tetto in eternit" width="300" height="225" /></a></strong><p class="wp-caption-text">copertura tetto in eternit</p></div>
<p>Legambiente</strong> e <strong>AzzeroCO2</strong> hanno dato vita al progetto &#8220;Eternit free&#8221; avente come obiettivo l’<strong>eliminazione dell’amianto,</strong> ancora presente in molte coperture di capannoni industriali ed  agricoli. La prima provincia italiana a sposare il progetto è stata Lecce.</p>
<p>L’iniziativa, grazie ai benefici previsti dalla legge (DM 19 febbraio 2007 ), darà la possibilità a tutte le aziende richiedenti di sostituire le coperture dei capannoni agricoli ed industriali contenenti amianto con <strong>pannelli fotovoltaic</strong>i.</p>
<p>Le aziende possono optare per due scente: finanziare l’investimento autonomamente ed avere un ritorno dagli incentivi sull’energia fotovoltaica prodotta, oppure  scegliere di beneficiare gratuitamente della bonifica  del proprio capannone, cedendo però il diritto di superficie della copertura  ad <strong>AzzeroCO2</strong>.</p>
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		<title>In aumento le contaminazioni da pesticidi negli alimenti</title>

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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 07:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione ecocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo il 50% della frutta risulta incontaminata, ricompare addirittura il Ddt In Italia aumentano i prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi. Cala il numero dei campioni analizzati e nonostante gli sforzi profusi per una riduzione dell&#8217;uso della chimica di sintesi nell&#8217;agricoltura, anche quest&#8217;anno la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>
<div id="attachment_1500" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/06/frutta.jpg"><img class="size-full wp-image-1500" title="frutta con residui chimici" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/06/frutta.jpg" alt="frutta con residui chimici" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">frutta con residui chimici</p></div>
<p>Solo il 50% della frutta risulta incontaminata,  ricompare addirittura il Ddt</h3>
<p>In Italia aumentano i  prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi. Cala il numero dei  campioni analizzati e nonostante gli sforzi profusi per una riduzione dell&#8217;uso della chimica di sintesi nell&#8217;agricoltura, anche quest&#8217;anno la quantità  di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta risulta molto elevata. Questi dati poco rassicuranti sono stati diffusi da <strong>Legambiente</strong> che ha  presentato il rapporto &#8216;<strong>Pesticidi nel piatto 2010</strong>&#8216; e che ha elaborato i  dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici.<br />
Rispetto allo scorso anno il dossier evidenzia una maggiore presenza di  campioni &#8216;multi residuo&#8217;, cioè che contengono contemporaneamente più tipi di residui chimici.<br />
Tra le verdure il  76,4% dei campioni risulta regolarmente senza residui (erano l&#8217;82,9% nel  2009); 45 sono i campioni fuori legge (1,3% contro lo 0,8% dello scorso  anno), mentre il 22,3% risulta contaminato da uno (15,8%) o più residui  (6,5%, erano il 3,5% nel 2009).<br />
Diminuiscono i campioni di frutta  irregolari per residui oltre i limiti consentiti o per molecole non  autorizzate (dal 2,3% dello scorso anno all&#8217;1,2%), mentre aumentano  quelli regolari ma contaminati da uno (22%) o più residui (26,4%) che  passano nel complesso dal 43,9 al 48,4%. Tra i prodotti derivati (come  miele, pane, vino) il 77,7% risulta regolare senza residui (erano  l&#8217;80,5% nel 2009); il 10,3% è regolare con un residuo e il 9,3% contiene  più di un residuo contemporaneamente. Il 2,7% risulta invece  addirittura irregolare (39 campioni su 1.435), una novità rispetto agli  anni precedenti, quando la percentuale era pari a zero.</p>
<p>Legambiente  avverte su casi particolari di prodotti &#8216;multi contaminati&#8217;, come un  campione d&#8217;<em>uva bianca</em> analizzato in Sicilia con 9 diversi residui di  pesticidi; un campione di <em>pere</em> analizzato in Campania con 5 diversi  residui chimici; un campione di <em>vino</em> analizzato in Friuli Venezia Giulia  con 6 diversi residui chimici.<br />
Tra i risultati da segnalare merita  sicuramente attenzione quello dei 5 campioni di <em>pane </em>fuori legge  analizzati in Piemonte e quello dell&#8217;<strong>insalata </strong>con tracce di DDT  analizzato in Friuli Venezia Giulia, dove si registrano anche tre  campioni di vino contaminati da Procimidone.</p>
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		<title>per Legambiente è Brescia la città più ecosostenibile</title>

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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 09:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Ambienteitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Città Clima 2010]]></category>
		<category><![CDATA[città ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ Brescia la città italiana più impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici. E’ quanto emerge dal rapporto Città Clima 2010 stilato da Legambiente e Ambienteitalia, presentato oggi a Milano. Nel rapporto  è contenuta la classifica delle città italiane in cui  sono state intraprese politiche “verdi” nel corso dei primi mesi del 2010. A Brescia segue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1024" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/03/brescia.jpg"><img class="size-medium wp-image-1024 " title="Città Clima 2010: Brescia è la città più ecosotenibile d'Italia" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/03/brescia-300x225.jpg" alt="Brescia, la città più ecosotenibile d'Italia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Brescia, la città più ecosotenibile d&#39;Italia</p></div>
<p>E’ Brescia la città italiana più impegnata nella lotta ai cambiamenti  climatici. E’ quanto emerge dal rapporto <strong>Città Clima 2010</strong> stilato da  <strong>Legambiente</strong> e Ambienteitalia, presentato oggi a Milano.</p>
<p>Nel rapporto  è contenuta la classifica delle città italiane in cui   sono state intraprese politiche “verdi” nel corso dei primi mesi del  2010. A Brescia segue Verona, mentre al terzo posto c’è Genova. Milano e  Roma si posizionano rispettivamente al ventesimo e al ventunesimo  posto. Fanalino di coda sono Enna, Messina e Siracusa.</p>
<p>L’indice Città Clima è basato su una serie di parametri tra cui  trasporti, efficienza energetica, l’uso di energie rinnovabili, la  gestione di rifiuti e la presenza di aree verdi.</p>
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		<title>Torino  città lumaca: il  triciclo vince sul traffico</title>

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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 09:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Protagonisti Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative eco-compatibili]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Trofeo Tartaruga 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Torino 25/02/2010 &#8211; Legambiente ha organizzato il Trofeo Tartaruga, iniziativa di punta della campagna Mal&#8217;Aria di Legambiente: nella  &#8220;gara&#8221; tra uno scooter, un autobus, un&#8217;automobile, una bici e un triciclo, quest&#8217;ultimo ha battuto tutti gli altri. Il bus è il fanalino di coda del Trofeo 2010. Il percorso di gara, di circa 4 km, partiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_779" class="wp-caption alignleft" style="width: 249px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/02/malaria-legambiente.gif"><img class="size-full wp-image-779" title="malaria Legambiente" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/02/malaria-legambiente.gif" alt="malaria Legambiente" width="239" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">malaria Legambiente</p></div>
<p>Torino 25/02/2010 &#8211; Legambiente ha organizzato il <strong>Trofeo Tartaruga</strong>, iniziativa di punta della campagna Mal&#8217;Aria di Legambiente: nella  &#8220;gara&#8221; tra uno <strong>scooter</strong>, un <strong>autobus</strong>, un&#8217;<strong>automobile</strong>, una bici e un <strong>triciclo</strong>, quest&#8217;ultimo ha battuto tutti gli altri.</p>
<p>Il bus è il fanalino di coda del Trofeo 2010. Il percorso di gara, di circa 4 km, partiva da Piazza Carducci con arrivo in centro città. Il giovane impiegato che ha optato per un triciclo per adulti, ha terminato il percorso di gara in soli 12 minuti, seguito dal concorrente in bicicletta (14 minuti), dal concorrente in scooter (25 minuti), da quello in automobile (31 minuti) e quindi dal bus, che si è aggiudicato il <strong>Trofeo Ttartaruga 2010</strong>,  dimostrandosi fanalino di coda con ben 49 minuti!</p>
<p>Il risultato della manifestazione conferma un dato  importante che in molti sanno ma che purtroppo non li sprona nella modifica delle proprie abitudini:  le <strong>due ruote ecologiche</strong> sono il <strong>mezzo meno inquinante</strong> e <strong>più rapido</strong> per spostarsi in città. Fortunatamente nelle cittadine del  Nord Europa è stato compreso ed assimilato da  molti anni&#8230;</p>
<p>Fonte: Legambientepiemonte.it</p>
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		<title>Nucleare: anche Legambiente punta tutto sulle elezioni regionali</title>

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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 07:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo ha appena licenziato il decreto per l’individuazione dei siti nucleari ma Legambiente è già passata al contrattacco. Il Ministro Claudio Scajola ha tranquillizzato i presidenti delle Regioni affermando che il loro parere sarà fondamentale per decidere dove impiantare ogni centrale nucleare, ma Legambiente ribatte mettendo in fila, uno per uno, tutti i candidati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_576" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/02/no-nuclere-legambiente.png"><img class="size-full wp-image-576" title="no al nuclere - Legambiente" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/02/no-nuclere-legambiente.png" alt="no al nuclere - Legambiente" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">no al nuclere - Legambiente</p></div>
<p>Il Governo ha appena licenziato il decreto  per l’individuazione dei siti nucleari ma <a href="http://www.ecoblog.it/tag/legambiente">Legambiente</a> è già  passata al contrattacco.</p>
<p>Il Ministro Claudio Scajola ha  tranquillizzato i presidenti delle Regioni affermando che il loro parere  sarà fondamentale per decidere dove impiantare ogni centrale nucleare, ma Legambiente ribatte mettendo in fila, uno per uno,  tutti i candidati alle presidenze delle Regioni che hanno già  affermato la propria indisponibilità a qualsiasi tipo di ritorno  all’atomo.</p>
<p>Legambiente, infatti, ha sottoposto agli aspiranti governatori una  semplicissima domanda: “una centrale nella mia Regione sì o no?”. In 23,  sia di centro destra che di centro sinistra, hanno risposto con un  secco “no” e solo sei governatori hanno accettato il nucleare e, tra  loro, ci sono dei distinguo interessantissimi.<br />
Uno su tutti quello del  lombardo Formigoni che si mostra favorevole agli impianti nucleari ma  non sul proprio territorio.</p>
<p>Secondo il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati  Dezza</p>
<blockquote><p>Sul nucleare il Governo ha deciso, ma come farà ora a  convincere la popolazione se non ha convinto nemmeno i candidati della  maggioranza alle regionali?</p></blockquote>
<p>Una domanda molto interessante che, da una parte, lascia presagire  forti conflitti e continui appelli alla Corte Costituzionale mentre,  dall’altra, aggiunge un’altra big dell’antinuclearismo italiano tra i  soggetti che invitano i cittadini a recarsi alle urne, il 28 e 29 marzo,  e scegliere i candidati contrari al nucleare. La  stessa strategia è stata presa, pochi giorni fa, da <a href="http://www.ecoblog.it/tag/greenpeace">Greenpeace</a>.</p>
<p>A più di 20 anni dall’incidente di Chernobyl,  il nucleare oltre a porre ancora gravissimi problemi di sicurezza,  è anche  una fonte  energetica costosa che di certo non abbasserà la bolletta energetica   nazionale, non ridurrà la nostra dipendenza dall’estero e non ci  permetterà di  rispettare gli impegni europei e internazionali.<br />
Ripuntare sul nucleare vuole  anche dire abbandonare qualsiasi  investimento alternativo sullo sviluppo delle  <strong>tecnologie pulite</strong> e  dell’<strong>efficienza energetica</strong>, e rinunciare alla costruzione  di un sistema  imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul  mercato  globale.</p>
<p>Fonte: Legambiente</p>
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