Eternit free: dall’amianto al fotovoltaico

copertura tetto in eternit

copertura tetto in eternit

Legambiente e AzzeroCO2 hanno dato vita al progetto “Eternit free” avente come obiettivo l’eliminazione dell’amianto, ancora presente in molte coperture di capannoni industriali ed agricoli. La prima provincia italiana a sposare il progetto è stata Lecce.

L’iniziativa, grazie ai benefici previsti dalla legge (DM 19 febbraio 2007 ), darà la possibilità a tutte le aziende richiedenti di sostituire le coperture dei capannoni agricoli ed industriali contenenti amianto con pannelli fotovoltaici.

Le aziende possono optare per due scente: finanziare l’investimento autonomamente ed avere un ritorno dagli incentivi sull’energia fotovoltaica prodotta, oppure scegliere di beneficiare gratuitamente della bonifica del proprio capannone, cedendo però il diritto di superficie della copertura ad AzzeroCO2.

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In aumento le contaminazioni da pesticidi negli alimenti

frutta con residui chimici

frutta con residui chimici

Solo il 50% della frutta risulta incontaminata, ricompare addirittura il Ddt

In Italia aumentano i prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi. Cala il numero dei campioni analizzati e nonostante gli sforzi profusi per una riduzione dell’uso della chimica di sintesi nell’agricoltura, anche quest’anno la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta risulta molto elevata. Questi dati poco rassicuranti sono stati diffusi da Legambiente che ha presentato il rapporto ‘Pesticidi nel piatto 2010‘ e che ha elaborato i dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici.
Rispetto allo scorso anno il dossier evidenzia una maggiore presenza di campioni ‘multi residuo’, cioè che contengono contemporaneamente più tipi di residui chimici.
Tra le verdure il 76,4% dei campioni risulta regolarmente senza residui (erano l’82,9% nel 2009); 45 sono i campioni fuori legge (1,3% contro lo 0,8% dello scorso anno), mentre il 22,3% risulta contaminato da uno (15,8%) o più residui (6,5%, erano il 3,5% nel 2009).
Diminuiscono i campioni di frutta irregolari per residui oltre i limiti consentiti o per molecole non autorizzate (dal 2,3% dello scorso anno all’1,2%), mentre aumentano quelli regolari ma contaminati da uno (22%) o più residui (26,4%) che passano nel complesso dal 43,9 al 48,4%. Tra i prodotti derivati (come miele, pane, vino) il 77,7% risulta regolare senza residui (erano l’80,5% nel 2009); il 10,3% è regolare con un residuo e il 9,3% contiene più di un residuo contemporaneamente. Il 2,7% risulta invece addirittura irregolare (39 campioni su 1.435), una novità rispetto agli anni precedenti, quando la percentuale era pari a zero.

Legambiente avverte su casi particolari di prodotti ‘multi contaminati’, come un campione d’uva bianca analizzato in Sicilia con 9 diversi residui di pesticidi; un campione di pere analizzato in Campania con 5 diversi residui chimici; un campione di vino analizzato in Friuli Venezia Giulia con 6 diversi residui chimici.
Tra i risultati da segnalare merita sicuramente attenzione quello dei 5 campioni di pane fuori legge analizzati in Piemonte e quello dell’insalata con tracce di DDT analizzato in Friuli Venezia Giulia, dove si registrano anche tre campioni di vino contaminati da Procimidone.

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per Legambiente è Brescia la città più ecosostenibile

Brescia, la città più ecosotenibile d'Italia

Brescia, la città più ecosotenibile d'Italia

E’ Brescia la città italiana più impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici. E’ quanto emerge dal rapporto Città Clima 2010 stilato da Legambiente e Ambienteitalia, presentato oggi a Milano.

Nel rapporto  è contenuta la classifica delle città italiane in cui  sono state intraprese politiche “verdi” nel corso dei primi mesi del 2010. A Brescia segue Verona, mentre al terzo posto c’è Genova. Milano e Roma si posizionano rispettivamente al ventesimo e al ventunesimo posto. Fanalino di coda sono Enna, Messina e Siracusa.

L’indice Città Clima è basato su una serie di parametri tra cui trasporti, efficienza energetica, l’uso di energie rinnovabili, la gestione di rifiuti e la presenza di aree verdi.

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Torino città lumaca: il triciclo vince sul traffico

malaria Legambiente

malaria Legambiente

Torino 25/02/2010 – Legambiente ha organizzato il Trofeo Tartaruga, iniziativa di punta della campagna Mal’Aria di Legambiente: nella  “gara” tra uno scooter, un autobus, un’automobile, una bici e un triciclo, quest’ultimo ha battuto tutti gli altri.

Il bus è il fanalino di coda del Trofeo 2010. Il percorso di gara, di circa 4 km, partiva da Piazza Carducci con arrivo in centro città. Il giovane impiegato che ha optato per un triciclo per adulti, ha terminato il percorso di gara in soli 12 minuti, seguito dal concorrente in bicicletta (14 minuti), dal concorrente in scooter (25 minuti), da quello in automobile (31 minuti) e quindi dal bus, che si è aggiudicato il Trofeo Ttartaruga 2010,  dimostrandosi fanalino di coda con ben 49 minuti!

Il risultato della manifestazione conferma un dato  importante che in molti sanno ma che purtroppo non li sprona nella modifica delle proprie abitudini:  le due ruote ecologiche sono il mezzo meno inquinante e più rapido per spostarsi in città. Fortunatamente nelle cittadine del  Nord Europa è stato compreso ed assimilato da  molti anni…

Fonte: Legambientepiemonte.it

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Nucleare: anche Legambiente punta tutto sulle elezioni regionali

no al nuclere - Legambiente

no al nuclere - Legambiente

Il Governo ha appena licenziato il decreto per l’individuazione dei siti nucleari ma Legambiente è già passata al contrattacco.

Il Ministro Claudio Scajola ha tranquillizzato i presidenti delle Regioni affermando che il loro parere sarà fondamentale per decidere dove impiantare ogni centrale nucleare, ma Legambiente ribatte mettendo in fila, uno per uno, tutti i candidati alle presidenze delle Regioni che hanno già affermato la propria indisponibilità a qualsiasi tipo di ritorno all’atomo.

Legambiente, infatti, ha sottoposto agli aspiranti governatori una semplicissima domanda: “una centrale nella mia Regione sì o no?”. In 23, sia di centro destra che di centro sinistra, hanno risposto con un secco “no” e solo sei governatori hanno accettato il nucleare e, tra loro, ci sono dei distinguo interessantissimi.
Uno su tutti quello del lombardo Formigoni che si mostra favorevole agli impianti nucleari ma non sul proprio territorio.

Secondo il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza

Sul nucleare il Governo ha deciso, ma come farà ora a convincere la popolazione se non ha convinto nemmeno i candidati della maggioranza alle regionali?

Una domanda molto interessante che, da una parte, lascia presagire forti conflitti e continui appelli alla Corte Costituzionale mentre, dall’altra, aggiunge un’altra big dell’antinuclearismo italiano tra i soggetti che invitano i cittadini a recarsi alle urne, il 28 e 29 marzo, e scegliere i candidati contrari al nucleare. La stessa strategia è stata presa, pochi giorni fa, da Greenpeace.

A più di 20 anni dall’incidente di Chernobyl, il nucleare oltre a porre ancora gravissimi problemi di sicurezza,  è anche una fonte energetica costosa che di certo non abbasserà la bolletta energetica nazionale, non ridurrà la nostra dipendenza dall’estero e non ci permetterà di rispettare gli impegni europei e internazionali.
Ripuntare sul nucleare vuole anche dire abbandonare qualsiasi investimento alternativo sullo sviluppo delle tecnologie pulite e dell’efficienza energetica, e rinunciare alla costruzione di un sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale.

Fonte: Legambiente

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