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Articoli taggati ‘Inquinamento’

12gen

Birmania: stop definitivo al progetto della centrale a carbone

centrale a carbone
centrale a carbone

centrale a carbone

Pochi giorni fa il governo della Birmania ha annunciato che cancellerà definitivamente un progetto che prevedeva la realizzazione di una centrale a carbone, in quanto sussisterebbero “problemi ambientali” procedendo con la sua realizzazione.
Questo è quanto ha riferito il ministro dell’Elettricità Khin Maung Soe.

Lo stop alla centrale a carbone è la seconda importante decisione su progetti di grande impatto ambientale. Decisione giunta dopo quella presa lo scorso anno in merito ad una mega-diga fortemente sostenuta dalla Cina.

Il nuovo esecutivo, insediatosi dopo la decennale giunta militare,  pare abbia intrapreso un percorso di riforme, nominalmente civile, atte anche alla salvaguardia ambientale. La decisione di bloccare il progetto della centrale a carbone, rientra nell’enorme “Progetto di sviluppo Dawei” nell’estremo sud del Paese (al confine con la Thailandia), decisione presa tenedo conto della volontà della popolazione.

07ott

La citta’ piu’ inquinata del mondo: Ahvaz – Iran

la città più inquinata del mondo

la città più inquinata del mondo

Spetta ad Ahvaz, cittadina di quasi un milione di abitanti situata dell’Iran sudoccidentale, il poco invidiabile primato di metropoli più inquinata del mondo. La classifica è stata stilata dall”OMS – Organizzazione mondiale per la sanità, che ha ricordato che ogni anno sono oltre due milioni le persone che muoiono per l’inalazione di particelle fini presenti nell’aria respirata. Sempre secondo l’OMS oltre un milione di tali decessi potrebbero essere evitati se i valori delle linee guida, stilati dalla OMD stessa, fossero rispettati. Purtroppo solo poche città hanno livelli conformi a queste raccomandazioni ed il numero di decessi collegati all’inquinamento atmosferico cittadino è, purtroppo, in costante aumento. La soglia massima è pari a 20 microgrammi per metro cubo, ma in alcune città tale concentrazione può raggiungere addirittura i 300 microgrammi.

Le aree dove si registra il numero più alto di polveri sottili sono situate in Asia centrale ed in Africa. Le cause spesso sono rappresentate da parchi auto molti vecchi e  ricorso al carbone come fonte energetica, oltre che e particolari condizioni meteorologiche. Ahvaz è al primo posto della classifica delle città più inquinate al mondo. Tra le metropoli il quinto posto in classifica spetta a Quetta (Pakistan), l’undicesimo a New Delhi (India), il ventiduesimo di Riad (Arabia Saudita) e il ventisettesimo di Dakar (Senegal).

Per quanto riguarda gli Stati, la Mongolia registra una concentrazione media annuale molto alta (279). In Italia  la concentrazione media annuale è di 37, in Grecia (44). Meglio Francia (27) e Stati Uniti (18).

Le particelle fini inquinanti provengono spesso da centrali elettriche a carbone e i veicoli a motore. Essendo di dimensioni molto ridotte, pari o inferiori a 10 micrometri, possono penetrare nei polmoni, entrando così nella circolazione del sangue e provocare cardiopatie, tumori ai polmoni, asma e infezioni delle vie respiratorie inferiori.

26ago

Allarme Greenpeace: gli abiti di alcune note aziende sono tossici

sostenze tossiche nei vestiti

sostenze tossiche nei vestiti

Greenpeace denuncia la presenza di tracce di sostanze chimiche molto tossiche in alcuni prodotti realizzati da quattordici grandi aziende di abbigliamento; sostanze capaci di provocare danni agli organi riproduttivi umani. Greenpeace nel rapporto “Dirty laundry 2″ presentato a Pechino, punta il dito contro Adidas, Uniqlo, Calvin Klein, Li Ning, H&M, Abercrombie & Fitch, Lacoste, Converse e Ralph Lauren.
Secondo l’organizzazione internazionale, che da sempre si batte per la difesa dell’ambiente, i marchi sotto accusa producono abiti in Cina, Vietnam, Malesia e Filippine, utilizzando nonilfenoli etossilati, sostanze chimiche molto pericolose per la salute umana.

Fonte: Repubblica.it

16mar

Nel Tirreno “un mare” di plastica

sacchetti di plastica nel Mar Mediterraneo

sacchetti di plastica nel Mar Mediterraneo

Nel Mare Nostrum aumenta sempre più la concentrazione di scorie di vario genere, in prevalenza plastica, stimate in circa 500 tonnellate. Nel mar Tirreno, tra Italia, Spagna e Francia di stima una concentrazione di rifiuti superiore a quella delle famigerate “isole di spazzatura” rilevate nell’oceano Atlantico e nell’oceano Pacifico.

Il dato è stato denunciato al Senato da Legambiente, in collaborazione con Arpa. E’ stato consegnato il rapporto “L’impatto della plastica e dei sacchetti sull’ambiente marino“.

L’Arpa ha effettuato un monitoraggio nell’arcipelago toscano: in un’ora sono stati prelevati 4 kg di rifiuti, la voce plastica, che raggruppa sacchetti di varie dimensioni e comunque pezzi di plastica derivanti da molteplici usi, costituisca ben il 73% dei rifiuti che possiamo trovare sul fondo del marino!

A seguito del rischio di ingestione o intrappolamento, sono ormai noti i problemi causati alla fauna marina dalla plastica, ed in particolar modo dai sacchetti.Le principali vittime sono mammiferi marini e le tartarughe, di cui quasi la metà delle specie sono a rischio estinzione.

Fonte: Legambiente.it

26nov

Piedibus: andare a scuola è divertente ed ecologico

PiedibusMolti dei genitori accompagnando i loro bimbi a scuola devono fare i conti con corse, traffico e smog, rischiando ritardi a lavoro. Negli ultimi anni in Italia è nata una valida iniziativa ecologica e divertente, alternativa all’uso dell’auto per accompagnare i bambini a scuola: il Piedibus, ovvero un autobus “umano” che accompagna i bambini nel tragitto da casa-scuola.

L’idea è nata a Padova nel 2003 su iniziativa di gruppo di genitori della scuola elementare che, emulando un’analogo progetto estero, hanno deciso di replicare il Piedibus anche nel loro Comune.

Il Pidibus è costituito dai bambini più due adulti, un “autista” e un “controllore” che compila quotidianamente un “giornale di bordo” sul quale sono segnati i bambini presenti ad ogni viaggio, e chiude la fila. Il piedibus segue un itinerario con fermate ed orari prestabiliti, proprio come un vero e proprio bus; il servizio è garantito anche in caso di pioggia e neve. Gli alunni devono farsi trovare alla fermata loro più comoda, indossando una pettorina colorata.

Per ulteriori informazioni vi inviatiamo a visitare il sito web www.piedibus.it

22nov

Aerovie per la riduzione delle emissioni nocive

inquinamento

inquinamento

Air Dolomiti, compagnia aerea italiana del Gruppo Lufthansa, ha espresso il suo impegno a favore dell’ecosostenibilità utilizzando le nuove aerovie, tracciate dall’Enav, che riducono le emissioni nocive limitando i consumi. Air Dolomiti ed Enav hanno elaborato procedure operative che, applicate in maniera continua, comportano una riduzione di anidride carbonica nell’atmosfera.

Il progetto GreEN Sky, dal quale è scaturito l’accordo, è stato ideato per migliorare le prestazioni degli aeromobili Embraer 195, grazie ad una minina riduzione della velocità di crociera, e all’utilizzo di  una quota di volo più alta.

20ott

Acqua rubinetto migliore di quella in bottiglia?

Meglio l’acqua del rubinetto o quella in bottiglia? Qual è l’acqua migliore da bere?
Sono alcune delle domande che in molti si pongono.

Coop lancia la campagna “Acqua di casa mia”, per incentivare il consumo dal rubinetto o da fonti vicine, nel rispetto dell’ambiente e contro il trasporto su gomma che in molti  casi consta di migliaia di chilometri, contribuendo in modo significativo all’inquinamento. L’acqua potabile che esce dai rubinetti delle proprie case è sottoposta a controlli costanti e, in molti casi, si rivela di qualità superiore rispetto a quella in bottiglia.

Nonostante ciò l’Italia continua ad essere il maggior produttore ed il terzo consumatore al mondo di acqua minerale in bottiglia, con una spesa annua per famiglia che si aggira attorno ai 300 euro.

La Coop ha iniziato a trasmettere uno spot televisivo la cui protagonista, Luciana Littizzetto, dopo essere rimasta imbottigliata nel caos e nello smog cittadino torna a casa e beve l’acqua del rubinetto.

Mineracqua, l’associazione di Confindustria che riunisce i produttori di acque minerali in Italia, risponde con una campagna all’insegna dello slogan ‘Acqua minerale. Molto più che potabile’.

Ulteriori informazioni sulla campagna: www.casacoop.e-coop.it

07ott

Disastro ecologico Ungheria, Ue ora preoccupata anche per altri paesi

Ungheria, disastro ecologico

Ungheria, disastro ecologico

Timore che il Danubio venga inquinato da fango rosso.  L’Unione europea è seriamente  preoccupata per l’evoluzione del disastro ecologico che ha colpito l’Ungheria occidentale. La marea di fango rosso, la cui colarazione è dovuta ad scarto letale di lavorazione dell’alluminio, che ha invaso diversi villaggi dell’Ungheria e potrebbe trasformarsi in un disastro ecologico per l’intera regione. Il portavoce Ue Joe Hennon ha affermato che l’Ue è pronta ad aiutare Budapest se il disastro dovesse aumentare di proporzioni. In particolare, si teme che la fanghiglia possa inquinare gli affluenti del Danubio e quindi anche il grande fiume dell’Europa centro-orientale. “Siamo preoccupati non solo per l’ambiente in Ungheria, ma che (il disastro) possa superare i confini”, ha spiegato Hennon. Il Danubio scorre attraverso la Croazia, la Serbia, la Romania, la Bulgaria, la Romania, l’Ucraina e la Moldova prima di buttarsi nel mar Nero.

30set

Allarme livello del mare

innalzamento livello marino

innalzamento livello marino

Secondo un gruppo di ricercatori britannici, cinesi e danesi che hanno studiato il futuro degli oceani, la situazione è irreversibile: il livello marino salirà di almeno 30/70 centimetri entro la fine del 2100; anche adottando le tecniche più avanzate di geoingegneria. Essa infatti non impedirà ormai la risalita del mare dovuta ai danni climatici a causati dalle attività umane.
Il livello marino è destinato dunque a salire di almeno 30-70 centimetri entro la fine dell’anno 2100.

L’Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change, massima autorità mondiale sul clima), prevede che il livello marino sarà di 20-60 centimetri più elevato per la fine di questo secolo. Una stima che molti scienziati ora prevedono sottostimata, portantola a ben 1-1.5 metri.

Sarà un problema che colpirà quasi 150 milioni di persone che vivono lungo le fasce costiere. In Cina, nei prossimi decenni, milioni di persone dovranno spostarsi verso l’interno del paese.

Per rallentare la risalita del livello dei mari bisogna affrontare il problema alla radice, ovvero abbattere le emissioni, ma potrebbe essere ormai troppo tardi. Sono allo studio  tecniche ingegneristiche per “manipolare il clima”. Alcune proposte prevedono di “rifertilizzare” gli oceani con polvere di ferro o di rimescolare le acque profonde per favorire la crescita di alghe che, sviluppandosi, catturerebbero anidride carbonica. Altre idee prevedono il lancio in orbita un ciclopico parasole planetario, altri di puntare su sistemi agricoli che facilitano la fissazione al suolo di carbonio (es. il “biochar”, un modo per convertire il materiale organico in carbone).

Sono sono alcune delle idee per rimediare, in piccola parte, agli enormi danni provocati all’ambiente. I ricercatori spiegano con alcuni esempi come ben poco di può fare in base ai danni presenti; per esempio immettere nella stratosfera biossido di zolfo pari alla quantità prodotto da una eruzione vulcanica simile a quella del Pinatubo avventua nel 1991 (circa 10 milioni di tonnellate di SO2) potrebbe rimandare la risalita del livello marino di 40-80 anni; ma per mantenere il livello che il mare aveva alla fine degli anni ’90 dovremmo ripetere questa eruzione artificiale ogni 18 mesi.

Insomma progetti ingegneristici fantascientifici e costosi non rappresentano la soluzione e oltretutto non possoamo prevedere le reazioni del pianeta ad attività di geoingegneria di così grande scala.

24set

40 tonnellate di rifiuti pericolosi sequestrati a Cagliari

rifiuti tossici

rifiuti tossici

I funzionari dell’Ufficio delle Dogane ed i militari del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri di Cagliari hanno sequestrato 2 container depositati presso il Porto Canale. Essi contenevano circa 40 tonnellate di rifiuti speciali la cui pericolosità è in corso di accertamento, costituiti da cascami di PET e imballaggi contaminati da sostanze non ancora definite e destinati ad essere imbarcati per il sud est asiatico.

Dai primi accertamenti i rifiuti sequestrati risultano essere stati prodotti da una società di servizi operante all’interno di un’industria presente nella provincia di Nuoro.

La Procura della Repubblica di Cagliari sta effettuando le indagini