Le strade del futuro in asfalto fotovoltaico

asfalto fotovoltaico

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Abbiamo già sentito parlare di strade che potrebbero produrre energia elettrica grazie all’asfalto fotovoltaico.

Nel prossimo futuro in cui in molti si augurano che vetture elettriche costituiranno la maggior parte dei mezzi in circolazione, la notizia dell’asfalto fotovoltaico è molto incoraggiante.
La rivista scientifica New Scientist ha rilanciato la proposta della società americana Solar Roadways, di utilizzare le cellule fotovoltaiche per pavimentazioni stradali al posto dell’asfalto.

Grazie al sole, facendo una media di 4 ore al giorno, ogni pannello potrebbe produrre quasi 8 kwh; e l’energia prodotta potrebbe essere usata lungo le strade, oltre che per l’illuminazione pubblica, anche per ricaricare le auto elettriche.

I problemi  da affrontare ovviamente al momento sono molteplici, ad  iniziare dalla robustezza dei pannelli che dovrebbero sopportare il peso dei veicoli, sia leggeri che pesanti. Altro problema è la superficie liscia del pannello, che renderebbe poco attrito con la gomma, dunque sono allo studio nuove suoerfici più robuste e ruvide.

L’idea rappresenta al momento una delle migliori innovazioni ecologiche in sviluppo.

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Le 3 migliori nuove tecnologie nel fotovoltaico

pannelli fotovoltaici

pannelli fotovoltaici

La Tecnologia Fotovoltaica sta riscontrando un rapido sviluppo negli  ultimi anni, grazie all’impulso del mercato degli impianti fotovoltaici a livello mondiale.
Università di tutto il mondo hanno iniziato a sfornare nuove tecnologie sempre più compatibili con le esigenze di minimo impatto ambientale.

Ecco le migliori 3 nuove tecnologie fotovoltaiche che i centri di ricerca e di fisica applicata stanno studiando:

LE CELLE FOTOVOLTAICHE SPALMABILI
Si tratta di sistemi fotovoltaici che si potranno semplicemente “spalmare” sotto forma di sottilissime pellicole trasparenti su tutte le superfici lisce e piatte. Questo è possibile grazie alla nuova tipologia di celle fotovoltaiche a film sottile basata sulla tecnologia dei nanocristalli, sviluppata dalla norvegese EnSol.

Le potenzialità d’uso di questo rivoluzionario metodo di applicazione le rendono molto versatili, tanto da poter essere applicate a tutte le superficie vetrate e anche alle ali degli aerei. Dunque energia su scala industriale ma con impatti ambientali molto bassi e costi di produzione competitivi.

IL PANNELLO FOTOVOLTAICO CHE SI PULISCE DA SOLO
Uno dei problemi dei grandi impianti ad energia solare è rappresentato dalla loro pulizia, infatti vi è la necessità costante di ripulire superfici molto estese dal deposito di polvere e sporcizia che comprometterebbe il corretto funzionamento dell’impianto.
La soluzione arriva dai nuovi pannelli solari che si auto-spolverano, basati su una tecnologia innovativa sperimentata per le missioni spaziali su Marte (ambiente secco e polveroso).

IL FOTOVOLTAICO CHE SI SROTOLA
Oggi esiste anche il pannello fotovoltaico che si srotola. E’ stato messo a punto dalla Global Solar Energy, che si occupa di impianti solari e film sottili (thin film). Il pannello flessibile si può staccare ed attaccare senza intervenire sulle superfici dove lo si vuole applicare, come se fosse un vero e proprio adesivo. Si presenta in strisce lunghe 6 metri e larghe 45 cm e non hanno nessuna griglia di supporto.
Attualmente questo nuova generazione di impianti solari sta aspettando di ottenere la certificazione di conformità, successivamente si partirà con la produzione in serie.

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Sistema energia pulita ‘casalinga’

energia pulita

energia pulita

I ricercatori del Dipartimento di Chimica del Massachusetts Institute of Technology (Boston – Usa) guidati da Daniel Nocera, hanno presentato un nuovo e potente catalizzatore in grado di produrre energia pulita “fatta in casa”; energia personalizzata per il riscaldamento e il raffreddamento delle abitazioni.
Il sistema consiste in pannelli solari, posti sul tetto, in grado di produrre energia elettrica sia per il riscaldamento e l’illuminazione della casa, sia per ricaricare le batterie delle automobili elettriche. L’energia eccedente verrebbero invece convogliate in un “elettrolizzatore“, un dispositivo che scompone l’acqua nei suoi 2 componenti: idrogeno e ossigeno, che a loro volta verrebbero immagazzinati in appositi serbatoi. In assenza del sole sarebbe la combustione di idrogeno e ossigeno, attraverso una particolare cella, a produrre energia elettrica e acqua potabile come prodotto “di scarto”. Secondo i ricercatori si tratta di un sistema che dovrebbe produrre energia elettrica pulita 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana.

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Novità sul “bike sharing”: InBici

InBiciPoint

InBiciPoint

Assistiamo ad un aevoluzione del bike sharing grazie ad una novità tutta italiana: nasce il sistema InBici Point, risultato di una vincente partnership tra diverse aziende, tutte italiane, che hanno progettato un nuovo sistema di totem, frutto di un programma di ricerca sui vari punti di forza e debolezza della nuova mobilità sostenibile, ovvero il bike sharing.

La novità del nuovo sistema InBiciPoint sono state implementare pensando tre esigenze fondamentali: rispetto del territorio, facilità d’uso e sicurezza.

il Parking inBici è il sistema più facile da usare per l’Utente in quanto la bici non deve essere nè sollevata, nè spostata per essere parcheggiata.

Composti da due parti principali:

- un totem realizzato con un colore traslucente e retroilluminato al fine di esser meglio identificato anche in ore notturne

- una pedana (che contiene tutti i cablaggi che servono per far funzionare il sistema) con una piccola colonna a cui si agganciano le biciclette in appositi spazi.

Tutto il sistema è gestito via software in modo semplice e intuitivo per tutti, sia per l’utente (che sbloccherà la bicicletta avvicinando una card alla colonnina) che per l’Amministrazione (che potrà visualizzare in tempo reale dove si trova ogni singola bicicletta).
Oltre al riconoscimento dell’utente il sistema è anche in grado di riconoscere le singole biciclette (purchè siano numerate). Ogni bicicletta è dotata di un chip, il parking è in grado di riconoscere la bicicletta.

Attribuendo un numero alla bici, il software di gestione sa in qualsiasi momento dove è parcheggiata quella determinata bicicletta. In questo modo possibile conoscere le ore di utilizzo di ogni singola bici, facilitando così tutte le attività di manutenzione.
Il sistema InBici Point è quindi un’ottima novità nel campo della trasporto sostenibile basato sull’utilizzo della bicicletta e il concetto di bike-sharing.

Ulteriori informazioni sul progetto: www.inbici.eu

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Pavimento fotovoltaico

pavimento fotovoltaico

pavimento fotovoltaico

Novità molto  interessante in tema di energia fotovoltaica: è allo studio un pavimento fotovoltaico integrato nelle piastrelle in ceramica.

Questa innovazione è frutto della collaborazione tra il gruppo Porcelanosa e la società spagnola Onyx Solar, che si era già fatta notare per lo sviluppo di soluzioni intelligenti sull’integrazione dell’energia solare.  Questo sistema di pavimentazione sarà composto da un vetro solare fotovoltaico direttamente incastonato nella ceramica della piastrella e presenta ottime caratteristiche in tema di resistenza al calpestio proprio come un pavimento tradizionale. E’ ideale per giardini ed esterni, permettendo così di coniugare un impianto fotovoltaico e il design, riducendo considerevolmente l’impatto architettonico dell’edificio nell’ambiente.

Un sistema permetterebbe inoltre di usufruire anche degli incentivi previsti dal Conto Energia che tenderà a premiare maggiormente il sistema del fotovoltaico integrato.

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FIERA MILANO PRESENTA “MCE 2010: CALDO, FREDDO, ACQUA, ENERGIA”

expo comfort 2010

expo comfort 2010

Dal  23 al 27 Marzo 2010 si terrà a Milano Expocomfort, la nota fiera internazionale leader per l’impiantistica civile ed industriale nei settori riscaldamento, energie rinnovabili, condizionamento. Si potranno scoprire prodotti e sistemi innovativi in materia di risparmio ed efficienza energetica per l’edilizia.

I Convegni: tema di quest’anno è “Social Housing Zero Emissioni”, per tutti i dettagli vai al programma.

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Plastica addio? Arriva “l’acqua elastica”

acqua elastica

acqua elastica

Gli scienziati giapponesi della JST hanno realizzato uno specialissimo materiale flessibile composto dal 95% di acqua. E’ estremamente elastico e trasparente e potrebbe liberarci dalla dipendenza della plastica. E dal petrolio.
Una simil-plastica con 95% di acqua – I ricercatori giapponesi della Japan Science and Technology Agency (JST) l’hanno subito ribattezzata “acqua elastica” proprio per la sua struttura.
E’ il materiale più ecologico e economico mai realizzato come sostitutivo della plastica.
E’ stata mostrata in esclusiva alla Tv nazionale nipponica NHK collegata in diretta con lo staff dell’Università di Tokyo.

Ecologica e con grande potenziale – Questa particolare plastica trasparente e gommosa ha il 95% di comune acqua e si ottiene aggiungendo una microscopica parte di argilla e altre sostanze organiche naturali. Il risultato finale sarà gelatinoso e si dimostra perfetto per determinate applicazioni come nella chirurgia per mantenere i tessuti connessi in modo saldo e anti-rigetto. Ma variando la composizione interna dell’acqua elastica si potranno ottenere simil-plastiche differenti.

La rivista britannica Nature l’ha già promosso a pieni voti, d’altronde è un materiale atossico, trasparente, altamente flessibile e assolutamente ecologico.
Speriamo che questa innovazione, come spesso  accade,  non si perda nei prossimi mesi!

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