Blog Ecologia è la risorsa sulle novità tecniche e tecnologiche a supporto dello sviluppo sostenibile, della eco-compatibilità e della coscienza ecologica. Le aziende che operano nel Green Market possono inviarci i loro comunicati e pubblicare le loro schede nella directory gratuita.

Articoli taggati ‘impatto ambientale’

08gen

Arriva l’app che da’ un valore al riciclo

Realizzata per aiutare i consumatori a calcolare l’impatto degli imballaggi nel flusso del riciclo e nella produzione del PET riciclato, la PET Packaging Recycling Calculator e’ un’applicazione gratuita per iPhone e Android aiuta a stimare il livello di riciclabilita’  delle bottiglie in PET, dei contenitori e degli imballaggi.pet

E’ quanto riporta In a Bottle (www.inabottle.it) in un focus sul rapporto tecnologia-riciclo.

L’App e’ stata sviluppata da Plastics Technologies Inc (PTI) e permette  agli utenti di valutare come le scelte riguardanti i materiali, gli additivi e le etichette  possano avere un impatto sulla nuova generazione di PET. Il calcolatore e’ stato progettato come strumento di screening che puo’ aiutare gli utenti a determinare se sia o meno necessario prendere alcuni accorgimenti per migliorare l’efficienza dell’operazione.

app ricicloIl download gratuito permette di scaricare velocemente l’applicazione, riconoscibile  grazie alla sua icona in “resina PET”. Gli utenti possono selezionare il genere di PET da riciclare dalla lista delle opzioni, indicare se l’imballaggio e’ multistrato, se vi sono o meno additivi, se sono state utilizzate etichette sul rivestimento e se queste si sono staccate durante il lavaggio con acqua calda o hanno rilasciato inchiostro.

Dopo questa fase, l’utente viene condotto ad una schermata riassuntiva in cui ha la possibilita’ di modificare alcune delle risposte date precedentemente che rientrano poi in una delle tre categorie: riciclo soddisfacente, presenza di problematicita’, inadeguatezza per il riciclo. In base a questa classificazione e’ quindi possibile stimare quanto l’oggetto in considerazione puo’ impattare nel sistema di recupero.

17lug

La guida “TOP TEN” del WWF sugli elettrodomestici più efficenti

Tutti gli elettrodomestici ci semplificano la vita.  Solo alcuni ci fanno anche risparmiare energia e soldi.  Per aiutare i consumatori a orientarsi tra le migliaia di articoli presenti sul mercato e tra vecchie e nuove etichette energetiche e scegliere i prodotti più efficienti, il WWF dà le “istruzioni per l’uso” sul sito Topten (www.eurotopten.it). Consultata nel mondo da 3 milioni e mezzo di persone, la guida assume ancora più rilevanza in un Paese come l’Italia  in cui si continua a pagare la bolletta energetica il 18% in più dell’Europa. TOP-TEN-banner

Top Ten è una guida-online gratuita per l’acquisto “efficiente” promossa dal WWF sui migliori apparecchi elettrici esistenti in commercio rivolta ai cittadini e realizzato grazie al programma Intelligent Energy for Europe della Commissione Europea. Con un semplice click gli utenti possono individuare i 10 “migliori” in ben 11 categorie e 50 sottocategorie di prodotto: dai frigoriferi alle stampanti per ufficio, dalle lampadine alle lavastoviglie che a parità di qualità e prestazioni consumano meno energia, hanno un minore impatto sull’ambiente e pesano meno sulle nostre bollette.

Dall’estate 2009 ad oggi, nel settore dell’illuminazione, la tecnologia LED sta prendendo il sopravvento e Topten elenca 31 modelli di lampadine e 21 modelli di faretti LED, con lampadine della durata media di circa 27000 ore.  Il consumo elettrico medio dei televisori selezionati da Topten si è più che dimezzato (passando da 94.87 W a 41,87 W), quello dei monitor è diminuito di un quarto (da 20.75 W a 13,4).  Ed il risparmio di energia e CO2 comporta vantaggi anche in bolletta. Un frigo piccolo in classe A+++ consuma 132 kWh/anno, uno in classe A 365, con un risparmio in bolletta di 630 euro in 15 anni. Un congelatore medio-grande in classe A++ consuma 181 kWh/anno, uno in classe A 440, con risparmio in bolletta di 700 euro in 15 anni. Mentre una lavatrice da 5 Kg in classe A+++ consuma 128 kWh/anno e 7990 l/anno d’acqua, una in classe A 250 kWh/anno e 12760 l/anno, con risparmio di 269 euro in 15 anni.

 Top Ten è una guida online continuamente aggiornata che permette di combattere sia gli sprechi in bolletta che i cambiamenti climatici riducendo le emissioni “casalinghe” di gas serra derivanti dal consumo di prodotti energivori. In questa guida vengono indicate, per ciascuna categoria di prodotto, le funzioni principali, il costo, la marca, ma soprattutto la classe di efficienza energetica, i consumi di energia, quanto ci costeranno in bolletta nell’intero ciclo di vita del prodotto, e altri parametri ambientali come il consumo di acqua o la rumorosità.

 

RIPRENDITI L’ENERGIA

In questi mesi il WWF sta promuovendo la Campagna globale “Ci tieni al futuro? Riprenditi l’energia! (Seize Your Power) rivolta ai cittadini per chiedere alle istituzioni finanziarie e ai governi del mondo di agire immediatamente investendo nell’energia rinnovabile e nell’efficienza energetica.  Sul sito www.wwf.it/riprenditilenergia è stata appena lanciata anche la petizione globale per chiedere di finanziare il futuro delle rinnovabili e non il passato delle energie fossili.

11ott

Auto elettriche: con Odissea Elettrica il giro del mondo con soli 250 euro

odiessea elettrica

odiessea elettrica

Il mercato delle auto elettriche è pieno fermento. La nuova auto elettrica “Odissea Elettrica” ha compiuto il giro del mondo con 300 ricariche, per un costo totale di 300 euro. Sono stati 25 mila i chilometri percorsi, 17 i Paesi diversi che hanno ospitato il transito della piccola auto elettrica.

Il costo della Citroen C-zero è ancora abbastanza lontano dalla portata delle tasche comuni: occorrono infatti 30.390 euro per un’auto nuovo modello.

L’impatto ambientale di questa nuova nuova auto elettrica è molto basso. Le modalità di ricarica sono due: attraverso una normale presa elettrica, dove basteranno 8 ore , oppure tramite il collegamento della spina dell’auto ad una presa di corrente monofase di 125 A a 400 V.

Le auto elettriche sono ad emissioni zero ma non è detto che non inquinino affatto. Le emissioni zero infatti non equivalgono all’impatto ambientale zero. Per produrre energia elettrica  occorre infatti valutare tutti i processi di produzione. Quella prodotta da centrali a carbone, da centrali nucleari o da altri tipi di impianti che hanno un impatto ambientale disastroso. L’impatto ambiantale basso o prossimo allo zero si avrà soltanto con l’attuazione di politiche globabi efficienti sull’utilizzo esclusivo delle energie rinnovabili. Solo allora l’acquisto dell’automobile elettrica potrà dirsi davvero ad “impatto zero“.

19set

Come smaltire luci led e fluorescenti

lampade a risparmio -energetico

lampade a risparmio -energetico

Dal 1° settembre le tradizionali lampadine ad incandescenza sono andate ufficialmente in pensione. Il periodo di uscita dal mercato è stato graduale, è durato infatti tre anni: iniziato  nel 2009 con la messa al bando di quelle da 100 watt e concluso con l’uscita dai mercati europei delle lampadine da 25 a 45 watt. Le vecchie lampadine a bulbo sono state rimpiazzate da fluorescenti, led, neon e alogene (fino al 2016). Esse consentono un risparmio fino al 70% di elettricità e dell’80% di CO2, trasformando in luce quasi tutta l’energia prodotta, mentre col metodo ad incandescenza oltre il 90% dell’energia consumata si disperdeva in calore!
Contrariamente alle lampadine ad incandescenza, le nuove lampadine se correttamente smaltite costituiscono una  fonte di materie prime da riciclare a basso costo ed impatto ambientale ridotto. Vetro, plastica, metalli e mercurio possono essere recuperati fino al 95% dei materiali. Al contrario le vecchie lampadine non possono essere riciclate e finivano  nella raccolta indifferenziata.

Come smaltire le lampade di nuova generazione? Le modalità sono molteplicia: quelle esauste possono essere consegnate direttamente ai centri di raccolta comunali (le cosiddette isole ecologiche), oppure possono essere riconsegnate al negoziante al momento dell’acquisto di una nuova lampadina equivalente, infatti il venditore è obbligato a ritirare la vecchia lampadina in base ad un decreto che disciplina questa prassi.

I tubi fluorescenti e gli altri RAEE sono riciclati col metodo “crush and save”: esse vengono triturate e i singoli compomenti separati. Le polveri fluorescenti ed il mercurio  vengono isolate attraverso processi di aspirazione e filtrazione, in una lampadina a basso consumo sono presenti circa 5 millilitri di mercurio.

Sul sito eurotopten.it, aggiornato e curato da Riccardo Nigro di WWF Italia, si può trovare una lista di prodotti a basso impatto ambientale,  e aiuta nella scelta della lampadina a basso consumo più adatta alle proprie esigenze. Oltre che di lampadine si parla anche di elettrodomestici per la casa, stampanti e fax con l’indicazione delle etichette energetiche.

24ago

Overshoot Day: in otto mese esaurite le risorse di un anno

terra

terra

Il 22 agostosi è verificato il cosiddetto “Overshoot Day”, ovvero il giorno in cui il consumo di beni naturali nel mondo ha superato la quantità prodotta nell’intero 2012. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network di Londra. Overshoot Day è il rapporto fra la biocapacità globale (cioè l’ammontare di risorse naturali che la Terra è in grado di generare ogni anno) e l’impronta ecologica (ovverto la quantità di risorse e di servizi che richiede l’umanità); il tutto moltiplicato per il numero di giorni dell’anno (365). La data dell’Overshoot Day si sposta indietro di anno in anno: nel 1987 era il 19 dicembre. Si stima che entro la metà del secolo ci serviranno due pianeti.

Per sostenere i nostri consumi sempre più elevati, vengono liquidate le riserve di risorse naturali e la Co2 si accumula sempre più in quantità maggiori nell’atmosfera.
Servono cambiamenti perché vivere in una situazione di Overshoot non è sostenibile nel lungo termine. I primi effetti immediati si manifestano nella carenza idrica, desertificazione, bassa produttività dei campi coltivati, collasso degli stock ittici e cambiamenti climatici. Dal 1961 ad oggi, ha progressivamente aumentato l’impatto ambientale delle attività umane sull’ambiente naturale, fino a raddoppiarlo.

02lug

Goletta Verde: assegnate le bandiere nere ai pirati del mare

Per la Goletta Verde di Legambiente si preannuncia un’estate calda. Non sarà la temperatura a preoccupare particolarmente l’equipaggio dell’imbarcazione ambientalista, ma piuttosto tutte le malefatte dei nuovi pirati del mare, cioè di coloro che portano avanti un modello insostenibile di sfruttamento e fruizione del mare e delle coste. La storica campagna di Legambiente nel suo viaggio itinerante dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia, in quasi due mesi di navigazione, porterà in giro per l’Italia le vertenze ambientali più pericolose che incombono sulla  salute e l’integrità del nostro prezioso patrimonio marino.

“I pirati del mare non sono solo delle pittoresche suggestioni dei libri di storia – afferma Stefano Ciafani, vice presidente nazionale di Legambiente –. Come dimostrano le cinque bandiere nere che consegnamo quest’oggi sono una triste realtà, il lato peggiore di un modello di fare economia e politica che tarda a scomparire e che continua ad impattare negativamente sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini. Le bandiere nere che consegnamo oggi, rappresentano denuncie precise ma al contempo sono anche il simbolo delle minaccie che incombono sul nostro mare e che vogliamo sconfiggere. Con Goletta Verde – conclude Ciafani - andremo all’arrembaggio dei pirati del mare puntando i riflettori sulle politiche che implementano il ricorso alle fonti energetiche fossili, sulla privatizzazione del demanio, su un sistema di portualità che trasforma le coste in giungle di cemento, sul trasporto marittimo senza regole e sulla mancanza di norme di sicurezza nella fruizione del mare”.

Ed ecco nel dettaglio la menzione per ognuna delle cinque bandiere nere che Legambiente quest’oggi consegna in difesa dell’integrità del nostro ecosistema marino e costiero.

A Francesco Bellavista Caltagirone, l’imprenditore a capo di un impero nel mondo delle costruzioni coinvolto nei progetti dei porti turistici a maggior impatto ambientale lungo tutta la penisola, da Imperia a Siracusa, passando per Carrara e il megaporto della Concordia a Fiumicino.

A Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico, per il Decreto Sviluppo, che ha riattivato le procedure per la ricerca e l’estrazione di petrolio dai fondali marini che erano bloccate dalla legge approvata nel 2010 dopo l’incidente nel Golfo del Messico, e per il Decreto Rotte, una legge monca che si occupa solo delle aree protette (e per le quali peraltro sono già operativi provvedimenti di deroga), ma non è riuscita a vietare i passaggi ravvicinati delle navi da crociera davanti a luoghi delicati e di gran pregio come ad esempio le coste non protette dell’isola di Capri, quelle di Pantelleria, di San Pietro o delle Eolie.

A Raffaele Lombardo, governatore della Regione Sicilia, per aver assecondato e non rigettato la proposta di project financing della SIDRA finalizzata alla messa in sicurezza dei tratti di costa in erosione, ma che in realtà prefigura la “svendita” ai privati delle spiagge siciliane. A tutt’oggi gli uffici regionali hanno istruito o hanno in corso di valutazione la proposta. La Regione dovrebbe concedere in uso per 30 anni, estensibili a 50, il demanio marittimo sul quale un gruppo di società immobiliari interessate a sostenere l’iniziativa potrebbe realizzare attività turistiche di vario genere, incluse la costruzione di nuovi porti, aree commerciali, impianti sportivi e strutture ricettive.

A Costa Crociere, la compagnia di navigazione del gruppo Carnival Corporation proprietaria della Costa Concordia, la nave che ha fatto naufragio all’isola del Giglio. La vicenda della Costa Concordia ha evidenziato inadempienze e procedure sbagliate non solo da parte del Comandante, ma anche del gruppo stesso. La scarsa preparazione dell’equipaggio a fronteggiare situazioni d’emergenza, la prassi diffusa di molte navi del gruppo ad effettuare passaggi sottocosta ravvicinati in prossimità di aree di pregio e di coste protette, la gestione della situazione di crisi subito dopo l’impatto con gli scogli delle Scole (zona di massima protezione del Parco nazionale dell’arcipelago toscano) coinvolgono in maniera prepotente Costa Crociere. Il progetto di rimozione del relitto infine, non è stato oggetto di un adeguato processo di condivisione e informazione con il territorio, alla luce dell’evidente impatto ambientale che procurerà.

Alla Grimaldi Lines, la compagnia di navigazione armatrice del Venezia, l’eurocargo che, in una giornata di mare in tempesta che avrebbe dovuto far rinviare il viaggio, ha perso nei pressi dell’isola di Gorgona, nel Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, due semirimorchi con un carico di 224 fusti tossici contenenti ciascuno 200 kg di cobalto e monossido di molibdeno (45 tonnellate totali). La società nelle ore successive all’evento non ha dimostrato trasparenza nella comunicazione della reale portata dell’evento e del suo successivo impatto ambientale.

21mag

Emissioni zero da luglio: Microsoft punta su fonti rinnovabili e dipendenti responsabili

zero emissioni

Sul blog ufficiale Microsoft dichiara che dal prossimo mese di luglio, verrà lanciato un piano per ridurre al massimo l’impatto ambientale. Il piano si articola in tre punti:

1) essere “lean” (“efficiente”)
2) essere verdi
3) essere responsabili

Nel primo punto rientrano tutte le azioni volte a ridurre il costo energetico dei data center, aumentando il proprio indice di efficienza nell’uso della corrente (PUE). Altra misura consiste nel ridurre i voli aerei per spostamenti richiesti da riunioni, privilegiando l’utilizzo di conferenze virtuali.

Nel secondo punto “essere verdi” rientra invece l’impegno all’utilizzo di fonti rinnovabili, avviare sistemi di riciclo di materiali, quindi materiali di consumo ma anche vecchi pc, riducendo quindi al minimo la dispersione di materiale nocivo e/o ingombrante nell’ambiente.

Del terzo punto fanno parte tutte le sanzioni per il mancato rispetto degli stessi.

 

Fonte: http://blogs.technet.com/b/microsoft_blog/archive/2012/05/08/making-carbon-neutrality-everyone-s-responsibility-at-microsoft.aspx

20apr

Giornata mondiale della Terra 2012

Anche quest’anno l’Earth Day sarà l’occasione per mettere sotto i riflettori la situazione ecologica del nostro Pianeta, per fare il punto della situazione.

Il popolo ambientalista, sempre meno attratto dai grandi eventi una tantum non strettamente legati all’ambiente, si sta decisamente orientando verso una sensibilità diffusa, quotidiana e costante.

Lo si respira proprio in questa 42a edizione della Giornata Mondiale della Terra che vede una marcata crescita delle “buone” azioni quotidiane e dove più di un miliardo di persone parteciperanno alla Giornata per la Terra 2012
contribuendo a Mobilitare il Pianeta. Persone di tutte le nazionalità e provenienza esprimeranno il loro amore per il pianeta e chiederanno la sua protezione. Insieme staremo uniti per un futuro sostenibile e chiederemo ai singoli, alle organizzazioni ed ai governi di fare la loro parte.

Mobilitando il Pianeta tutti assieme, il 22 aprile chiederemo il cambiamento.

L’obiettivo per la Giornata Mondiale della Terra 2012 è quindi Mobilitare il Pianeta per dire una sola cosa: la Terra non aspetta.

Le questioni ambientali sono state messe nel cassetto perché siamo nel bel mezzo di una recessione economica globale.
Eppure i problemi della Terra non si placheranno solo perché abbiamo scelto di ignorarli. Si continua a pompare CO2 nell’atmosfera ed il cambiamento climatico continua ad avanzare imbattuto. I nostri fiumi, ruscelli, laghi ed oceani continuano ad essere inquinati proprio come la nostra aria.

E’ giunto il tempo di Mobilitare il Pianeta e parlare con una sola voce. Siamo stanchi delle parole al vento offerte per placare le preoccupazioni della gente comune.
E’ il momento che i nostri leader politici ci portino sulla via della sostenibilità affrontando un futuro che preveda una seria e reale “green economy”.

Il gruppo decrescita.com, che in Italia ha dato vita alla Giornata Mondiale della Terra 2012, chiederà al Governo Italiano, e con l’Earth Day Network a tutti i governi del Mondo, di abbracciare le energie rinnovabili, di investire nel rendimento energetico e di abbandonare le combustibili “sporchi”.

Alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, che si terrà a Rio de Janeiro nel giugno 2012,
richiederemo ai leader mondiali di smettere di ritardare ancora e di cominciare seriamente a proteggere il nostro Pianeta. Non possiamo aspettare per agire; il futuro della Terra è in gioco.

A tutti coloro che amano sinceramente il nostro Pianeta chiediamo di creare un micro-evento locale in occasione della
Giornata Mondiale della Terra e di contribuire a far conoscere nostra campagna “Azioni del Buon Senso” portando in evidenza l’importanza del comportamento dei singoli sul miglioramento dei problemi ambientali. Solo così Mobiliteremo il Pianeta!

fonte: http://www.giornatamondialedellaterra.it/

19apr

Città a misura di bicicletta: l’esempio di Copenaghen

mobilità sostenibile

mobilità sostenibile

Il trasporto motorizzato offre molte comodità, ma a un prezzo forse troppo alto. Il traffico su strada è responsabile non solo di circa 1.3 milioni di morti all’anno per incidenti, ma anche di emissioni di CO2 che minacciano la sopravvivenza del nostro pianeta. Inoltre, l’uso frequente dell’automobile incoraggia uno stile di vita sedentario che può avere effetti deleteri sulla salute.

Secondo un’indagine di Osservatorio Linear, venticinque milioni d’italiani usano la bici in ambito urbano.  Tuttavia, il nostro Paese non dispone ancora di una rete ciclistica adeguata alle esigenze della popolazione. Nonostante l’impegno di molti comuni e province per costruire nuove piste, la maggior parte delle città possiede solo percorsi ciclistici brevi, per un totale di 3.227 chilometri in tutta la nazione. Per chi lavora al di fuori della cerchia urbana, in particolare, la bicicletta è un mezzo rischioso, poiché si è costretti a pedalare al margine della strada, in situazioni dove la mancanza di spazio e la velocità dei veicoli facilitano gli incidenti. Solo nel 2010, secondo i dati dell’Istat, 263 ciclisti sono morti a seguito d’incidenti stradali.

Eppure, la bici offre numerosi vantaggi. Secondo una serie di studi a campione la mortalità media di chi si reca al lavoro in bicicletta (o trascorre un periodo equivalente in palestra) è del 30-40% inferiore di chi invece si sposta in auto, tenendo conto anche del rischio incidenti. Inoltre, sostituire la bici all’auto consente di ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica e altri gas serra, contribuendo alla riduzione complessiva dell’inquinamento atmosferico. Nonostante la recente diffusione di auto elettriche e ibride, come Insight, Accord, Prius o Touareg, l’inquinamento urbano è ancora un problema grave, che causa o accelera patologie respiratorie nella popolazione. Perché dunque non ci sono maggiori incentivi per l’uso della bici?

In Danimarca, il governo considera la diffusione del trasporto su bici come una priorità ambientale. Grazie ad una politica di riduzione dell’inquinamento urbano, Copenaghen si è aggiudicata nel 2006 il premio europeo per la gestione dell’ambiente (European Environmental Management Award). Questo premio riflette il successo di progetti come la pulizia delle acque portuali, la costruzione di un impianto eolico che copre il 4% del fabbisogno di energia nella capitale e una campagna a tutto campo per incentivare il ciclismo.

La passione dei danesi per il ciclismo è famosa nel mondo, tanto che a Copenaghen i turisti amano noleggiare biciclette per sentirsi partecipi dello stile di vita locale. Ma la diffusione del ciclismo nella capitale è il risultato della lungimiranza del governo e dei cittadini. La cultura della bici, infatti, ha attecchito facilmente in una città dove le piste ciclabili sono estese e ben mantenute, e dove biciclette pubbliche gratuite sono messe a disposizione dei residenti dietro pagamento di un semplice deposito. Copenaghen dispone inoltre di numerosi spazi per il parcheggio delle biciclette, onde evitare l’affollamento di mezzi nelle zone di maggior traffico. La rete ciclabile è collegata a quella ferroviaria, grazie a un sistema che consente di trasportare con facilità la propria bici su qualsiasi treno. Infine, Copenaghen ha avviato la costruzione di super strade per ciclisti, che si estendono al di fuori della cerchia urbana fino alle località circostanti. Con incentivi del genere, non è sorprendente che ben il 40% dei residenti si sposti in bicicletta!

Naturalmente, la diffusione del ciclismo ha portato alcuni problemi. Con l’aumento dei ciclisti, infatti, gli spazi dedicati alle bici cominciano a essere insufficienti, creando difficoltà di parcheggio per lavoratori e residenti. L’alto volume di biciclette su strada è talvolta causa d’incidenti, complici lo stress e la fretta dell’ora di punta. La presenza di numerosi turisti, infine, che si spostano in bicicletta senza una chiara concezione del regolamento, è fonte di qualche conflitto con i locali che pedalano per andare al lavoro.

Tuttavia, l’impegno per ridurre il traffico motorizzato rende Copenaghen la capitale più verde d’Europa, garantendo uno stile di vita più sano per i suoi cittadini e riducendo, nel suo piccolo, l’emissione di gas dannosi per l’ambiente. È da sperare che il modello danese divenga presto la norma nelle grandi città europee, e che la cultura del ciclismo si diffonda anche nel nostro Paese.

16apr

Ri come…

Mercoledì 4 Aprile 2012 al Chiostro di Voltorre a Gavirate è stata inaugurata la seconda tappa di “Ri come…”, mostra itinerante su consumo critico, riduzione, recupero e riciclaggio dei rifiuti.

“Ri come…” è una mostra didattica e interattiva pensata per bambini dai 6 ai 99 anni, volta all’apprendimento di semplici azioni virtuose che consentono la riduzione dei rifiuti nella pratica quotidiana. Il percorso espositivo prevede anche la presentazione di una selezione di oggetti realizzati in materiali riciclati.

L’allestimento – una collaborazione tra il Vespaio e Romborosa – è stato realizzato preferendo materiali riciclati e di riuso e progettando moduli espositivi a forma di scatola, che possano contenere gli oggetti in mostra e siano facilmente trasportabili. L’allestimento interattivo, pensato per stimolare la curiosità dei bambini, la grafica e la scelta dei contenuti sono stati studiati per essere fruibili sia dai bambini più piccoli sia dagli adulti.

La mostra “Ri come…” è un progetto del Piano Integrato Transfrontaliero (PIT) tra Italia e Svizzera e girerà la Provincia di Varese e il Canton Ticino, dopo la tappa inaugurale a Villa Recalcati a Varese che ha visto un’affluenza di ben 1500 persone in due settimane.

il Vespaio è un network di liberi professionisti che si occupano di ecodesign e sostenibilità.

Romborosa è uno studio di design e comunicazione visiva.

La seconda tappa

Apertura dal 4 aprile al 13 maggio 2012

• Per scuole e gruppi: lunedì 9.00-13.00, martedì-domenica 10.00-12.30 / 14.00-18.00.

• Per tutti: martedì-domenica 10.00-12.30 / 14.00-18.00.

Chiostro di Voltorre di Gavirate (VA) all’indirizzo: Piazza Chiostro, 23 – 21026 – Gavirate (VA)

Per ulteriori informazioni: www.modusriciclandi.info