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	<title>BlogEcologia &#187; Alimentazione ecocompatibile</title>

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	<description>La tua finestra su ecosostenibilità, risparmio energetico, energie alternative e sulle aziende protagoniste dell&#039;economia ecologica</description>
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		<title>In aumento le contaminazioni da pesticidi negli alimenti</title>

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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 07:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione ecocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo il 50% della frutta risulta incontaminata, ricompare addirittura il Ddt In Italia aumentano i prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi. Cala il numero dei campioni analizzati e nonostante gli sforzi profusi per una riduzione dell&#8217;uso della chimica di sintesi nell&#8217;agricoltura, anche quest&#8217;anno la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>
<div id="attachment_1500" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/06/frutta.jpg"><img class="size-full wp-image-1500" title="frutta con residui chimici" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/06/frutta.jpg" alt="frutta con residui chimici" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">frutta con residui chimici</p></div>
<p>Solo il 50% della frutta risulta incontaminata,  ricompare addirittura il Ddt</h3>
<p>In Italia aumentano i  prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi. Cala il numero dei  campioni analizzati e nonostante gli sforzi profusi per una riduzione dell&#8217;uso della chimica di sintesi nell&#8217;agricoltura, anche quest&#8217;anno la quantità  di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta risulta molto elevata. Questi dati poco rassicuranti sono stati diffusi da <strong>Legambiente</strong> che ha  presentato il rapporto &#8216;<strong>Pesticidi nel piatto 2010</strong>&#8216; e che ha elaborato i  dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici.<br />
Rispetto allo scorso anno il dossier evidenzia una maggiore presenza di  campioni &#8216;multi residuo&#8217;, cioè che contengono contemporaneamente più tipi di residui chimici.<br />
Tra le verdure il  76,4% dei campioni risulta regolarmente senza residui (erano l&#8217;82,9% nel  2009); 45 sono i campioni fuori legge (1,3% contro lo 0,8% dello scorso  anno), mentre il 22,3% risulta contaminato da uno (15,8%) o più residui  (6,5%, erano il 3,5% nel 2009).<br />
Diminuiscono i campioni di frutta  irregolari per residui oltre i limiti consentiti o per molecole non  autorizzate (dal 2,3% dello scorso anno all&#8217;1,2%), mentre aumentano  quelli regolari ma contaminati da uno (22%) o più residui (26,4%) che  passano nel complesso dal 43,9 al 48,4%. Tra i prodotti derivati (come  miele, pane, vino) il 77,7% risulta regolare senza residui (erano  l&#8217;80,5% nel 2009); il 10,3% è regolare con un residuo e il 9,3% contiene  più di un residuo contemporaneamente. Il 2,7% risulta invece  addirittura irregolare (39 campioni su 1.435), una novità rispetto agli  anni precedenti, quando la percentuale era pari a zero.</p>
<p>Legambiente  avverte su casi particolari di prodotti &#8216;multi contaminati&#8217;, come un  campione d&#8217;<em>uva bianca</em> analizzato in Sicilia con 9 diversi residui di  pesticidi; un campione di <em>pere</em> analizzato in Campania con 5 diversi  residui chimici; un campione di <em>vino</em> analizzato in Friuli Venezia Giulia  con 6 diversi residui chimici.<br />
Tra i risultati da segnalare merita  sicuramente attenzione quello dei 5 campioni di <em>pane </em>fuori legge  analizzati in Piemonte e quello dell&#8217;<strong>insalata </strong>con tracce di DDT  analizzato in Friuli Venezia Giulia, dove si registrano anche tre  campioni di vino contaminati da Procimidone.</p>
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		<title>Nestlé risponde a Greenpeace: entro 2015 solo olio ecosostenibile</title>

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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 16:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Eco-Friendly]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione ecocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative eco-compatibili]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti ecologici]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ma per ora non si può escludere un fornitore specifico&#8221; Roma, 17 mar. (Apcom) &#8211; Nestlé &#8220;condivide le profonde preoccupazioni sulla seria minaccia alle foreste pluviali e le torbiere nel Sudest asiatico causata dalle piantagioni di palma da olio&#8221;. E proprio per questo, sostiene la multinazionale svizzera in un comunicato, &#8220;di recente ha annunciato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>
<div id="attachment_1038" class="wp-caption alignright" style="width: 246px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/03/nestle.jpg"><img class="size-full wp-image-1038" title="nestlè" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/03/nestle.jpg" alt="nestlè" width="236" height="89" /></a><p class="wp-caption-text">nestlè</p></div>
<p>&#8220;Ma per ora non si può escludere un fornitore  specifico&#8221;</h4>
<p>Roma, 17 mar. (Apcom) &#8211; Nestlé &#8220;condivide le profonde preoccupazioni  sulla seria minaccia alle foreste pluviali e le torbiere nel Sudest  asiatico causata dalle piantagioni di palma da olio&#8221;. E proprio per  questo, sostiene la multinazionale svizzera in un comunicato, &#8220;di  recente ha annunciato il suo impegno a usare solo &#8216;Olio di Palma  certificato come sostenibile entro il 2015, quando saranno disponibili  quantità sufficienti&#8221;.</p>
<p>Così l&#8217;impresa alimentare risponde alle  accuse dell&#8217;organizzazione Greenpeace, che oggi l&#8217;ha accusata di usare,  per il famoso snack Kit-Kat e altri simili, &#8220;olio di palma proveniente  dalla distruzione delle foreste torbiere indonesiane, contribuendo ,  all&#8217;estinzione degli ultimi oranghi e ai cambiamenti climatici&#8221;.</p>
<p>Nestlé ha anche sostenuto di aver accelerato la ricerca dei fornitori  di olio di palma &#8220;che non rispettano i nostri standard di  sostenibilità&#8221;, pur ammettendo che &#8220;al momento i fornitori ci dicono di  non poter garantire che una compagnia in particolare sia esclusa, a  causa della mescolanza dell&#8217;olio in una catena d&#8217;offerta molto  complessa&#8221;.</p>
<p>[<a title="Nestle, entro 2015 solo olio ecosostenibile" href="http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/3_marzo/17/nestle_risponde_a_greenpeace_entro_2015_solo_olio_ecosostenibile,23436197.html" target="_blank">continua...</a>]</p>
<p>Fonte: Virgilio  Notizie</p>
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		<title>Regali ecologici per San Valentino</title>

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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti Eco-Friendly]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione ecocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[idee regalo ecologiche]]></category>

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		<description><![CDATA[San Valentino può essere una buona occasione per comunicare il proprio amore oltre che verso la propria dolce metà anche verso la Natura. Come? Scegliendo un piccolo dono ecologico. Una piantina o una bustina di semi (trovate qui la tenera Love in a bag) sono idee regalo che funzionano sempre: simboleggiano la necessità di cura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_509" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/02/san-valentino-ecologico.jpg"><img class="size-medium wp-image-509" title="Idee ecologiche per San Valentino" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/02/san-valentino-ecologico-300x232.jpg" alt="Idee ecologiche per San Valentino" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">Idee ecologiche per San Valentino</p></div>
<p>San Valentino può essere una buona occasione per comunicare il  proprio amore oltre che verso la propria dolce metà anche verso la Natura. Come? Scegliendo un piccolo dono ecologico.<br />
Una  piantina o una bustina di semi (trovate qui la tenera <a href="http://www.tree2mydoor.com/products/product_details.asp?productid=117">Love  in a bag</a>) sono idee regalo che funzionano sempre: simboleggiano la necessità di cura, attenzione e rispetto, ovvero necessità proprie di una relazione.</p>
<p>Preferite restare sul classico regalo? Cioccolatini e <a href="http://www.ecoblog.it/tag/lingerie">lingerie</a> per una serata &#8220;eco sexy&#8221;, <a href="http://www.inhabitat.com/2010/02/03/13-green-valentines-day-gifts-for-your-sustainable-sweetie/">Inhabitat  propone una bella serie di idee regalo</a> tradizionali, incluse  ricette per torte a forma di cuore e <a href="http://www.ecoblog.it/tag/gioielli">gioielli <strong>eco friendly</strong></a>.</p>
<p>Se il lato consumistico di San Valentino non vi piace, nemmeno se  ecologico, allora potete donare al vostro amato/a un regalo che non si  compra: un po’ del vostro prezioso tempo libero, qualcosa di vostro che  sapete piacergli molto, un pensiero d’amore scritto su carta riciclata,  uscire a fare una passeggiata a contatto con la Natura, fare insieme  qualcosa per l’ambiente o <a href="http://www.ecoblog.it/post/7809/idee-regalo-san-valentino-2009-dona-un-farmaco-a-chi-ne-ha-bisogno">donare  un farmaco a chi ne ha bisogno</a>, perché un modo per esprimere il  proprio amore lo si trova sempre, anche ecologico.</p>
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		<title>Arrivano gli &#8220;eco-matrimoni&#8221;</title>

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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 08:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Protagonisti Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione ecocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[difesa ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più coppie eco-consapevoli decidono di tingere il giorno più importante della loro vita non di fiori d’arancio, ma di verde. Se anche voi volete seguire il loro esempio, il sito “Something Green” vi può aiutare a rendere la vostra cerimonia originalmente ecologica. Ma cosa significa fare una cerimonia verde? Di opzioni ce ne sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_351" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/01/nozze-eco.jpg"><img class="size-full wp-image-351" title="eco matrimoni" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/01/nozze-eco.jpg" alt="eco matrimoni" width="300" height="177" /></a><p class="wp-caption-text">eco matrimoni</p></div>
<p>Sempre più coppie eco-consapevoli decidono di tingere il giorno più importante della loro vita non di fiori d’arancio, ma di <strong>verde</strong>. Se anche voi volete seguire il loro esempio, il sito “<a href="http://corporate.ritzcarlton.com/en/Press/Properties/SanFrancisco/Releases/something_green_a_new_wedding_experience.htm" target="_blank">Something Green</a>” vi può aiutare a rendere la vostra cerimonia <strong>originalmente ecologica</strong>.</p>
<p>Ma cosa significa fare una cerimonia verde? Di opzioni ce ne sono tante. Pensate solamente a <strong>tovaglie e tovaglioli da tavola ottenuti da materiali riciclati</strong>, bottiglia di plastica riciclabile, centritavola compostabili e tanti contenitori per il riciclaggio di rifiuti.<br />
Inoltre i tanti fiori che circolano quel giorno potranno essere <strong>ripiantati</strong>, compostati o donati ad un ospedale locale o ad organizzazioni no-profit.<br />
Inoltre tutte le piante vengono acquistate<strong> a pochi chilometri dalla struttura stessa</strong>, evitando così l’inquinamento dovuto all’importazione.</p>
<p>Ma ancora, anche il <strong>buffet </strong>può essere ecologico. Bevande organiche come vini e succhi di frutta fatti veramente con la frutta e non solo con gli insaporitori, la frutta e la verdura viene acquistata dai coltivatori locali, tutto ovviamente biologico, senza ormoni o pesticidi.</p>
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		<title>Fotovoltaico: Cuneo aderisce a My Future di Vodafone</title>

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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 09:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione ecocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[energia fotovoltaica]]></category>

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		<description><![CDATA[La provincia di Cuneo raccoglie la sfida lanciata da Vodafone, in collaborazione con Legambiente, Enel ed Enel.Si. Il progetto si chiama “My Future” e consiste nell’installazione, a costo zero, di un impianto fotovoltaico sul tetto di una scuola competente la provincia di Cuneo. Gianna Gancia e il vice presidente Giuseppe Rossetto commentano così il piano: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_331" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/01/fotovoltaico-scuola.jpg"><img class="size-full wp-image-331" title="Pannelli fotovoltaico per le scuole" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/01/fotovoltaico-scuola.jpg" alt="Pannelli fotovoltaico per le scuole" width="300" height="161" /></a><p class="wp-caption-text">Pannelli fotovoltaici per le scuole</p></div>
<p>La <strong>provincia di Cuneo</strong> raccoglie la sfida lanciata da <strong>Vodafone</strong>, in collaborazione con <strong>Legambiente</strong>, <strong>Enel</strong> ed <strong>Enel.Si</strong>. Il progetto si chiama “<strong><em>My Future</em></strong>” e consiste nell’installazione, a costo zero, di un impianto fotovoltaico sul tetto di una scuola competente la <strong>provincia di Cuneo</strong>. <strong><br />
Gianna Gancia </strong>e il vice presidente <strong>Giuseppe Rossetto </strong>commentano così il piano: “<em>Si intende in questo modo evidenziare la finalità didattica ed etica dell’iniziativa e la positiva ricaduta sulla comunità in termini di <strong>risparmio energetico </strong>ed educazione ambientale. L’adesione della Provincia fa inoltre leva sul possibile fenomeno di emulazione da parte di famiglie ed enti, per una maggiore diffusione delle <strong>energie alternative</strong></em>“.</p>
<p>Oltre all’adesione per il bene dell’<strong>ambiente</strong>, la Provincia piemontese ha preso un’importante decisione: i proventi ricavati dall’incentivazione per il <strong>fotovoltaico</strong>, come previsto dal <strong>Conto Energia</strong>, verranno donati alla scuola interessata al progetto. Questi bonus verranno impiegati per la realizzazione di un percorso volto all’educazione ambientale: gestione dell’<strong>energia</strong>, <strong>energie rinnovabili</strong>, <strong>risparmio energetico </strong>e rifiuti elettronici. Al termine, verrà definito un progetto di risparmio <strong>energetico</strong> ed abbattimento delle <strong>emissioni </strong>di <strong>anidride carbonica</strong>, elaborato dagli studenti ed esperti di <strong>Enel</strong>, <strong>Legambiente</strong> e <strong>Vodafone</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>160 grandi chef rinunciano al tonno rosso</title>

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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 13:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecosostenibilità Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione ecocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative eco-compatibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Tonno rosso al bando, da quest&#8217;anno, in tutti i 475 ristoranti e alloggi &#8216;Relais et Chateaux&#8217; in Francia e nei 55 Paesi dove la rete vacanziera del lusso è presente. Ad abbracciare questa scelta ecosostenibile sono i 160 grandi chef, attivi in tutti e 5 i continenti, che hanno firmato un atto di impegno proposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_164" class="wp-caption alignright" style="width: 442px"><a href="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/01/tonno_rosso.jpg"><img class="size-full wp-image-164" title="Tonno Rosso" src="http://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2010/01/tonno_rosso.jpg" alt="Tonno Rosso" width="432" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Tonno Rosso</p></div>
<p>Tonno rosso al bando, da quest&#8217;anno, in tutti i 475 ristoranti e alloggi &#8216;Relais et Chateaux&#8217; in Francia e nei 55 Paesi dove la rete vacanziera del lusso è presente. Ad abbracciare questa scelta ecosostenibile sono i 160 grandi chef, attivi in tutti e 5 i continenti, che hanno firmato un atto di impegno proposto dallo chef Olivier Roellinger, uomo che, con le sue proposte a base crostacei e pesca ha contribuito al mito della Bretagna quale meta per turisti gourmand. A partire dal primo gennaio il tonno rosso dell&#8217;Atlantico e del mediterraneo non     sarà più servito a tavola nella catena internazionale.</p>
<p>Questa decisione, si legge oggi su Le Monde, è stata presa all&#8217;unanimità, in occasione dell&#8217;ultimo congresso, a novembre a Biarritz, di questa associazione alberghiera che ha nominato presidente Jaume Tapies, albergatore, e vicepresidente proprio lo chef bretone Roellinger.<br />
<span id="more-163"></span></p>
<p>&#8220;In 20 anni, l&#8217;80% degli stock di tonno sono scomparsi&#8221; sottolinea il cuoco di Cancale nel ricordare che nel mondo ci sono circa 50mila sushi-bar. &#8220;Occorre poi sapere -  continua lo chef che ottenne 3 stelle Michelin nel 2006 &#8211; che i tonni, una volta catturati, sono nutriti con farina di pesce. E per ottenere un chilogrammo di tonno, occorre pescare 15 esemplari, sovente pescati senza regole da battelli che con le reti a strascico &#8216;spazzano&#8217; e rovinano la pesca locale sulle coste del Senegal e dell&#8217;America del Sud. Se non diventiamo proattivi, non ci sarà     più pesce da cucinare&#8221;.</p>
<p>Nella Carta sottoscritta gli chef si impegnano a non servire non solo il tonno rosso, ma anche tutte le specie minacciate da attività di pesca non rispettose dei periodo di fermo per consentire la riproduzione. &#8220;Finora &#8211; conclude Roellinger &#8211; abbiamo privilegiato i pesci che si conservavano meglio di altri; il nostro impegno adesso andrà per la riduzione della filiera che vede ora impiegare anche dieci giorni tra il giorno della pesca e quello in cui questo gustosa materia prima finisce sul piatto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Green drink la nuova moda che fa bene all’ambiente</title>

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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 08:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ecosostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Green drink]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative eco-compatibili]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si diffondono sempre più a macchia d’olio, sono amati dai cultori, scoperti e provati dai curiosi, ospitati dalle grandi città che della moda e del glamour unite a tendenze alternative fanno il proprio segno distintivo, in Italia sono Milano e Roma. I Green  drink sono l’ultimo grido in fatto di moda, di chi vuole distinguersi ma in maniera cosciente e consapevole con uno sguardo sempre attento al mondo che ci circonda. Un modo nuovo e diverso quindi di fare e bere l’aperitivo che rispetta la natura, che cerca di valorizzare e l’ambiente. La parola d’ordine quindi è rigorosamente “bio“: vini a chilometri a zero, succhi di mela biologici, bicchieri e stoviglie fatte in amido di mais. Estimatori di questo fenomeno oramai di culto sono giovani e meno giovani, schiavi della moda ma anche sensibili che citano a memoria il protocollo di Kyoto e cercano una soluzione al buco dell’ozono, esperti di ecosostenibilità o ragazzi comuni ormai stanchi di inquinamento e ogm.</p>
<div>Si incontrano in locali chic per condividere esperienze e darsi consigli utili su come poter salvare il pianeta. Un fenomeno nato a Londra, come sempre antesignana e precursore di nuove tendenze, nel 1989 quando  l’architetto Edwin Datschefski insieme ad alcuni amici e colleghi “Green Designers“, organizzò, per caso, il primo incontro bio. Oggi Green Drink è un network mondiale che copre ben 58 Paesi e 637 città, una maniera nuova di fare aperitivo, con prodotti e vini assolutamente biologici, per discutere informalmente di ambiente e stili di vita. in Italia, nella capitale, è il mensile di Legambiente, La Nuova Ecologia, ad aver lanciato nel dicembre 2006 il primo Green Drink continuando a organizzarne. A Milano è per lo più l’azienda ClimatePartner, esperta in sostenibilità ambientale che li organizza. Eventi che si moltiplicano, perché quello dell’aperitivo verde sembra essere un approccio nuovo ed efficace di sensibilizzazione, capace di abbinare la mondanità ai contenuti.</div>
<div>In realtà nelle grandi città sono moltissimi gli aperitivi sostenibili, ma Green Drink, nato per primo, è ancora oggi il più diffuso. Una formula che sembra proprio funzionare, almeno così assicura chi ha partecipato ai DG, perché è un fenomeno semplice e moderno, sono cioè degli appuntamenti a metà tra incontri ed eventi che si pubblicizzano con un semplice tam tam per sostenere una giusta causa: l’ambiente.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.utilitymagazine.it/i" target="_blank">Utility Magazine</a></p>
</div>
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