BlogEcologia http://www.blogecologia.it ecosostenibilità - risparmio energetico - energie alternative Wed, 25 Jan 2017 07:22:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 La raccolta differenziata dell’acciaio Inox http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-mondo/la-raccolta-differenziata-dellacciaio-inox/ http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-mondo/la-raccolta-differenziata-dellacciaio-inox/#respond Wed, 16 Nov 2016 10:49:10 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=8923 L’acciaio inox è una particolare lega di ferro e carbonio, che unisce alle proprietà tipiche degli acciai al carbonio, una peculiare resistenza alla corrosione e all’ossidazione. Tale materiale deve la sua capacità di resistere...

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L’acciaio inox è una particolare lega di ferro e carbonio, che unisce alle proprietà tipiche degli acciai al carbonio, una peculiare resistenza alla corrosione e all’ossidazione.

Tale materiale deve la sua capacità di resistere alla corrosione alla presenza di elementi di lega principalmente clori, on grado di coprirsi di uno strato di ossidi invisibile, che protegge il metallo sottostante dall’azione degli agenti chimici esterni.

Grazie ai sui svariati campi di applicazione, l’acciaio è un materiale che gode di una cerata importanza ed è addirittura quotato in borsa.

Le aziende che si occupano della raccolta differenziata di acciaio inox e dello smaltimento dei metalli non ferrosi devono essere autorizzate al trasporto e allo stoccaggio di rifiuti metallici.

Le più importanti del settore si occupano della bonifica dei siti mediante raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti offrendo un servizio completo e in grado di soddisfare le più diverse esigenze.

Applicazioni

Alcune delle problematiche maggiori, legate allo smaltimento dell’acciaio, derivano dalla raccolta e dallo smaltimento civile, in quanto negli imballaggi dei prodotti che utilizziamo quotidianamente, esistono diverse forme d’imballaggi.

Ecco alcune applicazioni:

  • Banda stagnata: conosciuta comunemente come “latta”, viene impiegata comunemente per barattoli e scatole per gli alimenti.
    È composto da un foglio d’acciaio ricoperto su entrambi i lati dallo  stagno che permette di evitare l’ossidazione e la corrosione dell’acciaio;
  • Banda cromata: viene impiegata soprattutto per i fondi e i coperchi.
    È costituita da un foglio d’acciaio ricoperta da ossidi di cromo;
  • Lamierino o banda nera: viene utilizzato per la produzione di fusti a scopo industriale ed è composto esclusivamente da un foglio di acciaio.

Oltre alla ben nota resistenza all’ossidazione e alla corrosione, l’acciaio inox è una lega che presenta elevati livelli di resistenza al calore e al fuoco e un migliore rapporto resistenza/peso rispetto a tutti gli altri tipi di acciaio.

Inoltre, è dotato di una notevole facilità di trasformazione nei processi produttivi, pertanto è un materiale molto usato in svariati campi di applicazione, dall’arredamento all’edilizia.

Le ditte specializzate nel recupero e nello smaltimento intelligente dei metalli non ferrosi e dell’acciaio inox, lavorano in modo tale che questi materiali possono essere riutilizzati per la creazione di nuovi oggetti e per nove applicazioni.

La raccolta e lo smaltimento devono essere affidati a personale specializzato e e qualificato, che segue le procedure standard previste dalla legge.

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Il DigitalMeet torna a parlare di AgriFood http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/il-digitalmeet-torna-a-parlare-di-agrifood/ http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/il-digitalmeet-torna-a-parlare-di-agrifood/#respond Tue, 18 Oct 2016 08:47:07 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=6447 Al via la seconda edizione del Food Meets Digital dove produttori, ristoratori e consumatori si confrontano sul tema della trasformazione digitale Il 21 ottobre, presso VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, si terrà...

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Al via la seconda edizione del Food Meets Digital dove produttori, ristoratori e consumatori si confrontano sul tema della trasformazione digitale

Il 21 ottobre, presso VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, si terrà la seconda edizione del Food Meets Digital, l’evento dedicato alla digitalizzazione delle imprese che operano nel settore agroalimentare.

L’iniziativa è curata da Grow the Planet, l’Agrifood Digital Company di H-FARM, in collaborazione con Ca’ Foscari Challenge School, che ha all’attivo, tra le molte iniziative, anche un master in Cultura del Cibo e del Vino. Tra le finalità dell’evento, quella di rinsaldare e valorizzare il legame tra formazione e professionalizzazione.

Questa nuova edizione del Food Meets Digital è strutturata in quattro cluster tematici, trattati in successione, che vogliono toccare trasversalmente i punti focali che ad oggi caratterizzano e influenzano la filiera agroalimentare.

Si parlerà quindi di come il digitale può influire sui sistemi produttivi, sulla comunicazione d’impresa, sul modo di fare ristorazione, sul legame prodotto-territorio e sul modo di consumare. Tra i vari temi anche la formazione, importante driver per l’innovazione degli operatori del settore, sui quali Ca’ Foscari Challenge School è attiva con numerose iniziative, tra cui un master universitario.

Ogni sezione tematica del Food Meets Digital 2016 è arricchita con case history, progetti innovativi, nuove visioni e studi specifici, così da fornire stimoli utili e concrete ispirazioni a chi opera nei vari ambiti del settore. Calare le possibili applicazioni del digitale nella realtà agroindustriale italiana e avere consapevolezza delle sue potenzialità, non può che rivelarsi un potente motore per aumentare la competitività e sostenere lo sviluppo del comparto.

Più di venti personalità provenienti dal mondo della produzione agroalimentare e della ristorazione, esperti di turismo enogastronomico e comunicatori specializzati, prenderanno parte all’iniziativa e racconteranno la loro preziosa esperienza. Questo è per noi motivo di profondo orgoglio, perché vediamo il Food Meets Digital crescere e diventare un importante, oltreché necessario, momento di riflessione per chi opera nel vasto e diversificato panorama agroalimentare italiano,” dice Gianni Gaggiani di Grow the Planet.

Food Meets Digital 2016 è un’iniziativa organizzata nell’ambito del Digitalmeet, il più grande festival diffuso del Nordest sull’alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese. L’evento si terrà presso il Padiglione Antares, a partire dalle 14:30 e si chiuderà alle 18:30 con un aperitivo offerto da cantine e produttori locali. Qui è possibile visionare il programma completo dell’evento.

Come partecipare a Food Meets Digital 2016:

L’evento è gratuito su prenotazione. Registrazioni su fmd2016.eventbrite.it.
Si suggerisce di utilizzare i seguenti hashtag ufficiali per seguire o partecipare all’evento: #DMFood #Digitalmeet.

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Come funzionano e come vengono assemblate le luci a led? http://www.blogecologia.it/soluzioni-ecosostenibili/a-illuminotronica-ags-presenta-la-soluzione-chiavi-in-mano-per-i-produttori/ http://www.blogecologia.it/soluzioni-ecosostenibili/a-illuminotronica-ags-presenta-la-soluzione-chiavi-in-mano-per-i-produttori/#respond Tue, 04 Oct 2016 12:22:01 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=6428 I minori consumi e la maggiore durata fanno della tecnologia led il futuro del settore dell’illuminazione. Elettronica e design si integrano dando vita a risultati innovativi. Evoluzione dell’illuminazione, la tecnologia led rappresenta oggi il...

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I minori consumi e la maggiore durata fanno della tecnologia led il futuro del settore dell’illuminazione. Elettronica e design si integrano dando vita a risultati innovativi.

Evoluzione dell’illuminazione, la tecnologia led rappresenta oggi il futuro del settore. I minori consumi e la maggiore durata ne fanno una soluzione particolarmente modulabile, capace di arrivare a risultati innovativi e creativi. Nei led (light-emitting diodes) la generazione della luce è ottenuta mediante semiconduttori anziché utilizzando un filamento o un gas.                            «Le sorgenti luminose a led sono dei piccoli microchip che si inseriscono in un circuito elettrico. Accanto alla parte elettronica, c’è il design, ovvero l’involucro esterno che compone la lampada e che viene progettato a seconda dell’esigenza», afferma Denis Vigo amministratore di AGS con quartier generale a Rosà (Vi) e sede Tecnica a Udine e cofondatore della società con Renato Comelli. «AGS, che opera nella subfornitura avanzata per i settori dell’elettronica e dell’elettromeccanica nell’ambito delle schede elettroniche e nello stampaggio di materiale plastico, è il punto di unione di questi due ambiti: allo sviluppo del circuito abbiniamo la possibilità di stampare il supporto plastico secondo ogni esigenza».

Dal progetto, allo stampaggio e alla consegna, AGS porta a Illuminotronica il modello “chiavi in mano” per il settore dell’illuminazione. Alla fiera dedicata all’illuminazione led, domotica e sicurezza in programma a Padova fiere dal 6 all’8 ottobre presenta il proprio «servizio completo», come lo definisce Vigo. «Parliamo di sviluppo, design, produzione e consegna con un unico referente. Questo, inserito un settore estremamente dinamico, permette di ottimizzare i propri processi risparmiando sulla gestione dei prodotti e velocizzando la logistica. Il risultato è una soluzione unica, chiavi in mano. Il modello AGS che presentiamo si basa su una rete in grado di rispondere alle esigenze dei produttori di lampade led in tempi brevi e con elevata qualità», afferma l’amministratore di AGS. «Avere un interlocutore unico porta non solamente ad un vantaggio economico, ma anche ad un miglioramento della logistica e all’ottimizzazione dei processi».

La testa è in Italia ma le braccia arrivano in tutto il mondo. Questa è AGS. «La cura di un artigiano con l’operatività di una multinazionale», aggiunge Vigo. «Una filosofia che ci ha permesso di crescere del 30% nella prima parte di quest’anno. La struttura si basa su un sistema di controllo che agisce direttamente alla produzione. La nostra peculiarità è quella di creare team di tecnici esperti all’interno delle sedi produttive dei nostri fornitori; questi team che ci permettono di porre la massima attenzione alla qualità in ogni fase del processo. E con questo sistema non abbiamo limiti di produzione e di operatività».

AGS è presente a Illuminotronica nel padiglione 11, stand C11-D12.

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Design e Plastic Free: le nuove bottiglie di Pura http://www.blogecologia.it/soluzioni-ecosostenibili/prodotti-eco-friendly/le-nuove-bottiglie-pura/ http://www.blogecologia.it/soluzioni-ecosostenibili/prodotti-eco-friendly/le-nuove-bottiglie-pura/#respond Fri, 30 Sep 2016 10:57:24 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=6417 Già forte del successo della scorsa stagione, il brand americano PURA porta in Italia la nuovissima linea di biberon PURA KIKI e borracce PURA SPORT in acciaio inox più sicura sul mercato globale. Pratiche...

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Già forte del successo della scorsa stagione, il brand americano PURA porta in Italia la nuovissima linea di biberon PURA KIKI e borracce PURA SPORT in acciaio inox più sicura sul mercato globale.

Pratiche e caratterizzate da un design elegante e raffinato, queste magiche bottiglie accompagneranno i bambini nella crescita trasformandosi da biberon a borraccia con il semplice cambio del beccuccio: così che la stessa bottiglia possa essere utilizzata da chiunque, “dai neonati ai nonni”.

A differenza di ogni altro biberon sul mercato, Pura realizza queste bottiglie in acciaio inox antibatterico #304 per alimenti, lo stesso materiale che è usato per la pastorizzazione del latte da decenni. Le bottiglie sono quindi BPA free, igieniche, leggere e non rilasciano nessuna sostanza nella bevanda.

Accanto alle versioni classiche, PURA KIKI conferma anche i biberon TERMICI da 250 ml. Queste bottiglie sono uniche nel mercato, possono tenere i liquidi caldi o freddi per un massimo di 6 ore.
Naturalmente, come tutti i prodotti della linea KIKI, anche la bottiglia termica cresce assieme al bambino… La tecnologia PURA KIKI permette a tutte le bottiglie di adattarsi alle mutevoli esigenze con un semplice cambio del boccaglio in silicone: dal ciuccio, alla cannuccia passando per il tappo in silicone che converte la bottiglia da biberon a contenitore per snack e merendine.

I ragazzi più grandi, adulti e sportivi potranno optare invece per le borracce PURA SPORT, disponibili sia nella versione tradizionale da 550 ml e 850 ml che in quella termica da 650 ml. Queste borracce sono dotate di un tappo Big Mouth™ in silicone e di un anello per poter trasportare la bottiglia solo con una mano o per poterla agganciare ad uno zaino. Grazie al collo largo, è possibile inserire all’interno delle bevande più consistenti come frullati, ghiaccio e succhi di frutta mentre il doppio foro permette di bere con estrema facilità.

A differenza di ogni altra borraccia sul mercato, PURA è l’unica bottiglia al mondo senza plastica al 100% e l’unica ad aver ottenuto il No Toxic Certified.

Tutte le bottiglie sono inoltre senza vernici, ma dotate comunque di un grande appeal estetico grazie ai frizzanti colori della custodia in silicone medicale con cui vengono avvolte.

Unica, innovativa ed eco-friendly, con PURA KIKI e PURA SPORT nasce un nuovo standard per bere in totale sicurezza!

PURA è distribuito in Italia da TATANATURA http://tatanatura.com

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NET, la sella rivoluzionaria di Selle Italia http://www.blogecologia.it/soluzioni-ecosostenibili/prodotti-eco-friendly/net-la-sella-rivoluzionaria-di-selle-italia/ http://www.blogecologia.it/soluzioni-ecosostenibili/prodotti-eco-friendly/net-la-sella-rivoluzionaria-di-selle-italia/#comments Tue, 20 Sep 2016 07:42:24 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=6395 Colore, divertimento ed energia per NET, la sella rivoluzionaria realizzata da Selle Italia e destinata a cambiare per sempre il mondo delle selle urban.
 Più leggera, più comoda, più traspirante, ma anche ecosostenibile, profumata...

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Selle Italia
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Colore, divertimento ed energia per NET, la sella rivoluzionaria realizzata da Selle Italia e destinata a cambiare per sempre il mondo delle selle urban.
 Più leggera, più comoda, più traspirante, ma anche ecosostenibile, profumata e dotata di stile per differenziarsi da tutte le altre selle in commercio. Grazie ad un serie di plus, NET è davvero unica al mondo.

Il suo nome deriva dal fatto che è composta da tre strati caratteristici a nido d’ape: la calotta, l’imbottitura e il rivestimento in materiale termoplastico. L’E.V.A. nella imbottitura consente una maggiore ammortizzazione, mentre gli strati di rete (oltre ad offrire una ventilazione e una traspirazione senza precedenti) garantiscono anche un comfort impareggiabile. La struttura in polipropilene è anche incredibilmente leggera, portando il peso totale della sella a soli 360g.

Modello Jeans

Le fibre della maglia in polipropilene sono praticamente indistruttibili e, per la prima volta in una sella, totalmente impermeabili.

La sella NET è inoltre assemblata a incastro, senza l’uso di colle o altri equivalenti tossici. Questa rivoluzione produttiva è resa possibile grazie ad un nuovo processo robotizzato che riduce l’impatto ecologico della produzione. NET non è solo riciclabile al 100%, ma è anche molto semplice da produrre. L’intera produzione è 100% made in Italy, e realizzata in uno dei più prestigiosi distretti di produzione sportiva del mondo.

Dall’aspetto più elegante e sofisticato, NET è dotata di una speciale copertura di rete stampabile e può essere facilmente personalizzabile, portando così uno sprazzo di colore e originalità alla propria bici. Il design inoltre è curato nei minimi dettagli e abbraccia i gusti sia del pubblico maschile che femminile, tra i modelli già disponibili troviamo infatti la versione Jeans, Canvas, Black, Flower, Comic e Camouflage (www.netsaddle.com).

Ultimo ma non meno importante, NET è realizzata con un materiale arricchito da una leggera profumazione di lavanda, per un’esperienza che abbraccia tutti i sensi.

NET è una sella nata per il tempo libero e frutto di un progetto ad ampio raggio che coinvolge modernità, impatto ambientale e customizzazione alla massima potenza.

Selle Italia (www.selleitalia.com) attualmente produce NET in sei modelli, ma in cantiere c’è il progetto di renderla personalizzabile e sempre più vicina alle esigenze estetiche del consumatore.

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Da New York a Londra, le green city del futuro http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-mondo/new-york-londra-le-green-city-del-futuro/ http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-mondo/new-york-londra-le-green-city-del-futuro/#respond Tue, 06 Sep 2016 07:38:12 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=6384 Le grandi metropoli hanno pressochè esaurito gli spazi da dedicare ai parchi e ai percorsi ciclabili, facendo delle green city quasi un’utopia. Ma se ci fosse una soluzione e si trovasse proprio sotto i...

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Le grandi metropoli hanno pressochè esaurito gli spazi da dedicare ai parchi e ai percorsi ciclabili, facendo delle green city quasi un’utopia. Ma se ci fosse una soluzione e si trovasse proprio sotto i nostri piedi?

A New York, la vecchia stazione della metro nel Lower East Side di Manhattan ha stimolato la nascita di un progetto innovativo per rinverdire e riqualificare gli spazi in disuso. Si tratta del Lowline Project, firmato da James Ramsey del Raad Studio, che si propone di realizzare la prima foresta sotterranea del mondo. L’apertura di questo spazio rivoluzionario potrebbe avvenire nel 2018, ma intanto è già possibile averne un assaggio visitando il Lowline Lab, un laboratorio temporaneo per testare lo sviluppo e la crescita delle piante nel futuro parco underground. Grazie ad un’apposita tecnologia, denominata luce solare remota, sarà possibile godere di una lussureggiante vegetazione in tutte le stagioni, in un’area sottratta all’inquinamento e al traffico della grande metropoli.

Dettaglio del Lowline Lab

Un simile progetto di riqualificazione del sottosuolo urbano è in sviluppo anche a Londra, un’altra potenziale green city del futuro. Qui le linee dismesse della metropolitana verranno utilizzate per creare percorsi ciclabili e pedonali sotterranei, con tanto di negozi e ristoranti. La cosiddetta London Underline sarà completamente autosufficiente grazie all’uso di una particolare pavimentazione in grado di convertire l’energia cinetica, prodotta dal movimento di pedoni e ciclisti, in elettricità. Tutto ciò permetterà non soltanto di spostarsi in modo ecologico, ma di risparmiare una considerevole quantità di tempo, e in tutta sicurezza. Sempre a Londra potrebbe inoltre essere realizzato un altro progetto dedicato alla mobilità sostenibile: la Cycle Superhighways, un’autostrada dedicata esclusivamente alle biciclette.

La stazione abbandonata di Aldwych

Ecco dunque cosa ci aspetta in futuro: spazi verdi  e percorsi ecologici non tradizionali, innovativi e anche underground. La riconversione delle grandi metropoli in green city è infatti possibile proprio sfruttando gli spazi abbandonati e le nuove tecnologie per creare ambienti sempre più ecosostenibili.

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10 consigli per rendere le vostre vacanze più green http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-italia/10-consigli-rendere-le-vacanze-piu-green/ http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-italia/10-consigli-rendere-le-vacanze-piu-green/#respond Wed, 03 Aug 2016 10:48:36 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=6378 Dai consulenti di viaggio CartOrange, alcuni suggerimenti per pensare all’ambiente anche in vacanza Tutti possono dare un contributo per rendere le proprie vacanze più green, grazie a semplici accorgimenti da adottare anche in viaggio....

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Dai consulenti di viaggio CartOrange, alcuni suggerimenti per pensare all’ambiente anche in vacanza

Tutti possono dare un contributo per rendere le proprie vacanze più green, grazie a semplici accorgimenti da adottare anche in viaggio. A dare consigli per migliorare la sostenibilità dei viaggiatori è CartOrange, la più grande rete italiana di Consulenti per Viaggiare, con oltre 400 consulenti di viaggio. «Sempre più clienti sono attenti al rispetto dell’ambiente anche quando viaggiano – affermano i consulenti di viaggio CartOrange -. Si tratta di piccoli gesti quotidiani che però, insieme, possono fare la differenza per la tutela dell’ambiente».
Ecco quindi alcuni semplici accorgimenti da mettere in pratica in vacanza.

1) Scegliere strutture ricettive attente all’impatto ambientale. I consulenti CartOrange aiutano a selezionare nelle destinazioni alberghi con progetti di ristorazione con prodotti bio a filiera corta, efficienza energetica e risparmio idrico. In crescita le richieste.

2) Non farsi prendere dalla “leggerezza” dello spirito vacanziero e stare attenti agli sprechi nelle piccole azioni quotidiane, comportandosi con la stessa attenzione che si avrebbe a casa propria.  Quindi: spegnere la luce quando si lascia la camera e non sprecare acqua quando si fa la doccia pensando che “tanto non la paghiamo noi”. Al buffet, evitare di riempirsi troppo il piatto senza poi mangiarne il contenuto.

3) Viaggiare leggeri. «È possibile viaggiare in modo più “green” anche prendendo l’aereo, ad esempio cercando di non avere troppe valigie – dicono i consulenti -. Più sono pesanti i bagagli, maggiori sono le emissioni degli aerei. Oltretutto viaggiare con meno bagagli è molto più comodo».

4) Preferire gli spostamenti in bicicletta o con i mezzi pubblici.  «Una soluzione sempre più apprezzata dai viaggiatori è scegliere mezzi di trasporto a basso impatto ambientale per raggiungere la propria meta di viaggio, come il treno, e muoversi con mezzi ecologici una volta sul posto, in particolare in bicicletta, a piedi o con i mezzi pubblici, che consentono tra l’altro di venire in contatto con la gente del posto. Per i più allenati, sono sempre più diffusi tour in bicicletta o trekking» spiegano da CartOrange.

5) Spegnere pc e altri device. Quando non servono, spegnere il pc e gli altri device è un’azione che permette alla batteria di durare più a lungo ma è soprattutto un modo per consumare meno energia per ricaricarli.

6) Biglietti sullo smartphone. Gli e-tickets consentono di evitare sprechi di carta. «Ci sono diverse applicazioni per smartphone che permettono di caricare tutti i biglietti che ci servono in viaggio senza bisogno di stamparli. Non solo si evita di sprecare carta inutilmente, ma è anche molto più comodo e sicuro da portarsi dietro» aggiungono i consulenti CartOrange.

7) Ci sono piccole azioni che possono ridurre l’inquinamento. In particolare in spiaggia è utile dotarsi di posacenere fai-da-te per evitare di lasciare i mozziconi in giro: il tempo di decomposizione va da uno a due anni.

8)  Non cambiare gli asciugamani ogni giorno. Quando si è in hotel, sostituire gli asciugamani tutti i giorni ha un costo ambientale elevato: «Raccomandiamo di essere “parsimoniosi” nell’uso degli asciugamani nei bagni ed evitare di sostituirli ogni giorno. L’acqua è un elemento prezioso, soprattutto in alcuni Paesi del mondo» affermano i consulenti di viaggio CartOrange.

9) Riutilizzare le bottiglie di plastica. «Ci sono piccole abitudini che contribuiscono a creare meno rifiuti. In particolare, nessun Paese è immune dal problema dell’inquinamento della plastica, consigliamo quindi una particolare attenzione all’uso di questo materiale, dotandosi di borracce da riutilizzare riempiendole dal rubinetto, se possibile, o da dispenser. Anche le bottiglie di plastica possono essere riutilizzate più volte. Importante è poi buttare i rifiuti nei contenitori per la raccolta differenziata» sostengono gli esperti CartOrange.

10) Preferire prodotti locali. Un buon modo per sostenere l’economia locale è cercare il più possibile di consumare prodotti del posto sia per quanto riguarda il cibo, sia per i souvenir.

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A Rimini il Festival Ecofuturo per la giornata dell’energia http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-italia/rimini-festival-ecofuturo-per-la-giornata-energia/ http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-italia/rimini-festival-ecofuturo-per-la-giornata-energia/#respond Fri, 29 Jul 2016 16:38:40 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=6374 dal 26 al 31 luglio a Rimini, presso EcoArea. L’energia è, quasi, a portata di mano di tutto. Se ne è discusso alla terza giornata del Festival Ecofuturo Ieri al Festival Ecofuturo è stata...

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dal 26 al 31 luglio a Rimini, presso EcoArea.

L’energia è, quasi, a portata di mano di tutto. Se ne è discusso alla terza giornata del Festival Ecofuturo

Ieri al Festival Ecofuturo è stata la giornata dell’energia. Si è iniziato con il fotovoltaico potatile che è stato illustrato da Alessandro patrizi di Eneco che ha parlato delle potenzialità di questa fonte d’energia in grado di soddisfare tutte le esigenze di consumi, da quelle piccole a quelle di medie dimensioni. Il fotovoltaico su substrato sottile, infatti, è arrivato a un’efficienza energetica che è simile a quella del fotovoltaico policristallino, proprio grazie all’esperienza fatta sulle piccole utenze mobili come quella legata al mondo della camperistica.

Successivamente, durante la tavola rotonda sull’energia si è discusso del futuro dell’energia anche di fronte agli accordi sui cambiamenti climatici di Parigi, a Cop 21, del dicembre scorso. Rivelando degli aspetti inediti circa le fonti rinnovabili come la coniugazione tra elettricità e gas, per quanto riguarda il sistema elettrico. «Power-to-gas è la possibilità, per un impianto di biogas, di utilizzare l’elettricità in eccesso della rete per produrre idrogeno che, combinato con la CO2 di scarto dal processo di upgrading del biogas, produce biometano. Ciò significa che il sistema elettrico e del gas naturale possono bilanciarsi tra di loro usando la tecnologia del biogas. – ha detto Marco Pezzaglia, del CIB Consorzio Italiano Biogas – Se il biogas è prodotto secondo i nostri principi del Biogasfattobene (R), la produzione energetica diventa carbon negative». In pratica le rinnovabili sono in grado, in questo caso con il biogas, di offrire servizi al sistema elettrico che sono indispensabili, al fine di sfruttare al meglio rinnovabili intermittenti quali l’eolico e il fotovoltaico. Senza contare le potenzialità che ci sono sul fronte dell’ottimizzazione dell’efficienza energetica.

«Utilizzando il gas naturale e il biogas per la cogenerazione si ottengono molti vantaggi per le aziende: maggiore efficienza energetica, minori costi, maggiore competitività e minor inquinamento. Le applicazioni della cogenerazione con gas naturale sono molte: dall’utilizzo nell’industria agro-alimentare, tessile, al riscaldamento degli impianti sportivi, alla climatizzazione delle strutture sanitarie. – afferma Marco Cuttica di AB EnergyOltre ai benefici ambientali, la cogenerazione ha vantaggi sociali poiché ha salvato e sta salvando dal trasferimento all’estero numerose aziende italiane a cui ha ridato competitività».

Dario Tamburrano eurodeputato del M5S, invece, ha illustrato le potenzialità della nuova etichetta energetica degli elettrodomestici di cui è stato relatore a Bruxelles. Rivelando alcuni fatti poco noti. «Oggi si fa un gran parlare di prosumer. – ha detto Tamburrano, il termine identifica il consumatore che è anche produttore d’energia – Ma il problema è che a livello legislativo questa figura non esiste e per questo motivo è complicato riuscire a intervenire in maniera efficace con norme che favoriscono l’autoproduzione energetica».

E proprio durante la discussione nella giornata sull’energia è arrivata la notizia che è in discussione alla commissione X del Senato l’emendamento 34.0.03, proposto da uno schieramento eterogeneo di Senatori che prevede l’introduzione anche in Italia di un sistema legislativo che permetterebbe la nascita delle reti di distribuzione elettriche chiuse. Tradotto: chi vuole può rendersi autonomo nella produzione ed utilizzo di energia. Le associazioni Codici, Greenpeace, Italia Solare, Kyoto Club, Legambiente e Wwf si sono schierate in favore dell’iniziativa. «È esattamente uno dei provvedimenti che stiamo aspettando per avvicinare il mondo della produzione ai cittadini», ha detto Fabio Roggiolani, uno degli organizzatori di Ecofuturo.

«Le tecnologie già mature che consentono la purificazione del biogas a biometano sono numerose. Bilfinger ha sviluppato negli ultimi anni tecnologie e processi nel settore delle rinnovabili proponendo oggi soluzioni complete chiavi in mano di sistemi che comprendono tutti gli stadi di processo della filiera biogas/biometano: upgrading del biogas, compressione/liquefazione e odorizzazione del biometano, recupero CO2, stazioni di rifornimento per automezzi. Noi di Bilfinger crediamo molto nell’elevato potenziale del mercato italiano del biometano in considerazione di alcuni aspetti chiave. – ha detto Massimo Pardocchi, di Bilfinger EMS – l´Italia è tra i primi produttori di biogas e tra i primi paesi come numero di veicoli alimentati a metano in Europa. La Penisola poi potrebbe divenire a breve il nuovo principale hub europeo per l’importazione e distribuzione di gas metano verso i paesi dell’Europa centrale e settentrionale».

Interessante anche l’accenno che ha fatto Tamburrano circa le potenzilità della nuova etichetta energetica che sta studiando l’Europa. Un QRcode presente sull’etichetta, infatti, permetterà all’utente finale il trasferimento dei dati energetici dell’apparecchio direttamente sullo smartphone, consentendo confronti sulle prestazioni in tempo reale. Per finire si è arrivati a discutere di trasporti, settore nel quale l’elettrico ha ancora dei problemi, specialmente per quanto riguarda le merci e dove già oggi si potrebbero utilizzare fonti rinnovabili.

«L’Italia si sta aprendo adesso alle possibilità offerte dal biometano con un approccio moltoinnovativo, in particolare con l’utilizzo per autotrazione. – dice Mauro Nicoletti di Schmack Biogas – Gli impianti biogas e biometano italiani possono offrire un grande contributo in termini di produzione di energia, chiusura delle filiere agroalimentari e stabilizzazione delle reti nel futuro mix energetico del Paese. E’una grande sfida, ma abbiamo già oggi tutti gli strumenti e le tecnologie per pensare ad un futuro di sviluppo, sostenibilità e benessere della nostra economia».

Nel frattempo all’esterno di Ecoarea le Sentinelle dell’Energia hanno cucinato un pranzo per oltre venti persone utilizzando il Solar Cooking, ossia la cucina attraverso l’energia solare, utilizzata in maniera semplice e diretta con dei concentratori solari la cui autocostruzione è alla portata di tutti.

Qui il programma del Festival Ecofuturo: festivalecofuturo.myblog.it/2016/06/24/programma-terza-edizione/

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Rifiuti elettronici, cresce la raccolta di cellulari e piccoli elettrodomestici. http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-italia/rifiuti-elettronici-cresce-la-raccolta-cellulari-piccoli-elettrodomestici/ http://www.blogecologia.it/ecologia-ed-ecosostenibilia/ecosostenibilita-italia/rifiuti-elettronici-cresce-la-raccolta-cellulari-piccoli-elettrodomestici/#respond Wed, 27 Jul 2016 11:02:16 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=6371 Il consorzio nazionale per la gestione dei RAEE presenta il Rapporto Sociale 2015. «Abbiamo investito in innovazione, efficienza e cultura per difendere l’ambiente»   Cresce la raccolta dei piccoli rifiuti elettronici. Sono quasi 17mila...

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Il consorzio nazionale per la gestione dei RAEE presenta il Rapporto Sociale 2015. «Abbiamo investito in innovazione, efficienza e cultura per difendere l’ambiente»

 

Cresce la raccolta dei piccoli rifiuti elettronici. Sono quasi 17mila tonnellate di cellulari, elettrodomestici e elettronica di consumo gestiti da Ecolight nel 2015, con un +9% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal Rapporto Sociale 2015 che Ecolight ha recentemente pubblicato e che raccoglie l’attività svolta l’anno scorso. «Le soluzioni innovative introdotte e la capillarità di azione hanno permesso al consorzio di incrementare i volumi gestiti complessivamente del 12,5%», premette il presidente di Ecolight Walter Camarda. «Particolare attenzione è stata dedicata al raggruppamento R4, quello che comprende gli elettrodomestici di uso più comune, i cellulari e gli elettroutensili: questi rappresentano da soli oltre l’80% dei rifiuti gestiti da Ecolight e il 40% di quanto gestito dall’intero sistema RAEE in Italia. In vista dei nuovi obiettivi di raccolta è proprio qui che si gioca una partita importante: questi rifiuti hanno infatti un tasso di ritorno che è inferiore al 15% e una possibilità di recupero che supera il 95% del loro peso».

Nel complesso l’anno scorso Ecolight ha gestito circa 24mila tonnellate di RAEE raccogliendo tutte le tipologie di rifiuti elettronici: dai frigoriferi ai televisori, dalle lavatrici fino ai cellulari e alle sorgenti luminose. L’azione si è divisa in tre ambiti: innanzitutto, all’interno del sistema del Centro di Coordinamento RAEE. Fornendo il servizio ai 2.902 punti di prelievo affidati, Ecolight ha raccolto 23.000 tonnellate di RAEE facendo 18.151 missioni nelle isole ecologiche di tutta Italia. Inoltre, in risposta a quanto previsto dal cosiddetto decreto “Uno contro Uno”, Ecolight ha erogato un servizio specifico dedicato alla Distribuzione servendo direttamente i punti vendita e raccogliendo oltre 800 tonnellate di RAEE. Non certo ultimo, alle aziende è stata dedicata una grande attenzione potenziando il servizio Fai Spazio per la gestione dei rifiuti professionali. Il servizio, che garantisce una gestione rispettosa delle norme e dell’ambiente e una completa tracciabilità documentale, ha visto Ecolight gestire oltre 1.700 tonnellate di rifiuti (+47% rispetto al 2014) .

Accanto alla gestione dei punti di prelievo che gli sono stati affidati dal Centro di Coordinamento RAEE, Ecolight ha investito molto nel campo dell’innovazione per cercare di intercettare i rifiuti elettronici di piccole dimensioni, quelli che maggiormente sfuggono ad un corretto iter di raccolta. Dando seguito al progetto europeo Identis WEEE, sviluppato con la multiutility Hera e la fondazione spagnola Ecolum, il consorzio ha incentivato la raccolta di prossimità di RAEE di piccole dimensioni installando 27 postazioni automatizzate nei grandi punti vendita dell’Emilia Romagna che hanno permesso di raccogliere 24,5 tonnellate di elettrodomestici e telefoni non più funzionanti. L’iniziativa ha trovato seguito nel corso del 2016 con l’avvio di altre 15 EcoIsole RAEE in Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio. «L’azione messa in campo va in una duplice direzione: ambientale e culturale. Non solamente Ecolight ha incrementato i volumi di rifiuti raccolti migliorando sempre i tassi di recupero, ma anche ha voluto aumentare la sensibilità ambientale verso i RAEE», precisa il direttore generale del consorzio Giancarlo Dezio. «Sono questi i due canali che ci permetteranno di rispettare gli impegni europei in programma già alla fine di quest’anno».

 

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Il Margutta – L’arte di Tiziano Guardini diventa un abito ‘green’ d’alta moda http://www.blogecologia.it/protagonisti-ecologia/margutta-larte-tiziano-guardini-diventa-un-abito-green-dalta-moda/ http://www.blogecologia.it/protagonisti-ecologia/margutta-larte-tiziano-guardini-diventa-un-abito-green-dalta-moda/#respond Tue, 12 Jul 2016 11:14:00 +0000 http://www.blogecologia.it/?p=6362 Il giovane stilista ha intrecciato sul vestito della performer Peggy Sye legumi e verdure, foglie e fiori, per il primo esempio di alta moda “green” Un’ora di tempo per affettare, sbucciare, intessere, costruire, colorare...

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Il giovane stilista ha intrecciato sul vestito della performer Peggy Sye legumi e verdure, foglie e fiori, per il primo esempio di alta moda “green”

Un’ora di tempo per affettare, sbucciare, intessere, costruire, colorare un abito che di moda, inizialmente, non ha nulla: in occasione del Margutta Creative District di AltaRoma Altamoda lo stilista Tiziano Guardini, giovane e talentuoso fashion designer che ama la natura e la moda, è stato il protagonista, presso Il Margutta Vegetarian Food & Art di Tina Vannini, di un live show in cui ha trasformato un abito bianco in un’opera d’arte, in un capo di alta moda.

A disposizione non c’erano cotone e macchine da cucire, neanche ago e filo, tanto meno ornamenti ricercati e tessuti preziosi. Ma qualcosa di “prezioso” c’era: frutta e verdura, legumi e ortaggi. Un tavolo pieno di pomodori, insalate, fiori di zucca, carote, peperoni, piselli e tanto altro ancora. E così lo stilista, ispirato sul momento, senza riprodurre alcun bozzetto precedentemente pensato, ha realizzato, sul vestito indossato dalla performer Peggy Sue, il primo esempio di alta moda “green”.

Un appuntamento che ha visto due mondi di “eccellenze” intrecciarsi profondamente: quello di Tiziano Guardini con quello del più antico ristorante vegetariano capitolino. L’abito, inizialmente spoglio e neutro, si è colorato così di tutte le energie e della vita della natura, tra gli applausi di tutti gli ospiti, che nel frattempo hanno potuto gustare il delizioso Green Aperitif offerto per l’occasione. “La mia idea è stata quello di creare un ricamo, una texture, una stampa da ricreare – sottolinea Tiziano Guardini – eleganza e teatralità per lanciare un messaggio di moda innovativo ma, speriamo, dal grande impatto ambientale”.

LA PROSSIMA MOSTRA – Si inaugurerà giovedì 14 luglio, alle ore 19, l’ultima mostra della stagione del Margutta Vegetarian Food & Art, voluta da D-D’Arte e Profilexpo. “Alien Nation – Yatii”, che sarà visitabile per tutta l’estate fino al 15 settembre, propone le esplosive opere di YaTii e delle contaminazioni design di Flavio Tiberio Petricca.

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