Blog Ecologia è la risorsa sulle novità tecniche e tecnologiche a supporto dello sviluppo sostenibile, della eco-compatibilità e della coscienza ecologica. Le aziende che operano nel Green Market possono inviarci i loro comunicati e pubblicare le loro schede nella directory gratuita.

Archivio per la Categoria ‘Prodotti Eco-Friendly’

14mar

Natura Donna Impresa

NATURA DONNA – IMPRESA – VERSO EXPO’ 2015 ideata e curata dall’Agenzia di Comunicazione Edizione Eventi Misuraca&Sammarro prenderà parte a Milano il 30 – 31 marzo e l’1 aprile 2012 alla fiera “Fa’ la cosa giusta!” (FIERAMILANOCITY – Milano).

 

Dalle arti, al design, alla moda, alla comunicazione, al mondo delle imprese, alla cultura, alla politica, alle associazioni, al volontariato, Natura – Donna – Impresa verso Expò 2015 è un workshop permanente per raccogliere singole testimonianze e per costruire un cammino in condivisione. In una contemporaneità politica e sociale in cui il ruolo della donna è sempre più marginale e altresì goffamente relegato a cliché degradanti, il progetto “NDI – verso expò 2015” si pone come esperimento concreto e costruttivo per creare forza reciproca tra le numerosissime donne che spesso in solitudine, in tutte le parti del Paese, sono impegnate in prima persona a condurre la propria “impresa”, sfidando imbarazzi di genere e pregiudizi.

Dall’acronimo NDI – Natura Donna Impresa – al motto:

Niente Di Impossibile!   E’ la sfida per un Expò criticamente rosa.

per saperne di più: http://falacosagiusta.terre.it/ e http://www.misuracasammarro.com/

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14mar

Progetto SEME

Una linea di magliette totalmente naturale attenta alla sostenibilità e ai processi di tintura.

Tintura effettuata tramite l’uso di coloranti naturali su abiti in puro cotone, con processi in grado di trasformare elementi tipici della cucina in inchiostri indelebili.

Piante e fiori di stagione, utilizzati da stencils per la realizzazione delle grafiche, rendono ogni singolo abito unico e strettamente legato alla reperibilità delle materie prime.

La sostenibilità del progetto si manifesta anche a fine vita del prodotto: dopo un naturale scolorimento delle tinte, l’abito può essere riconsegnato al punto vendita per la ristampa, in modo da aver sempre a disposizione qualcosa da indossare che cambia al variare delle stagioni.

Scarica il pdf:  catalogo SEME

28feb

Intelligent Energy Europe: per un futuro sostenibile

L’Europa mette a disposizione un fondo per finanziare progetti nel campo delle rinnovabili, dell’efficienza e della sostenibilità energetica in generale. Lo scorso 20 dicembre, infatti, è stato pubblicato il bando Intelligent Energy Europe 2012, i cui dettagli sono stati resi noti qualche giorno fa dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) nell’ambito di una giornata informativa dedicata al progetto comunitario.

Il bando, in dettaglio, prevede quattro aree di intervento tra le quali viene ripartito il budget a disposizione: Save – Efficienza energetica (bilancio indicativo: 15 milioni di euro); Altener – Fonti di energia nuove e rinnovabili (bilancio indicativo: 11,5 milioni di euro); Steer – Energia nei trasporti (bilancio indicativo: 12,5 milioni di euro); Iniziative integrate (bilancio indicativo: 27 milioni di euro).

Potranno richiedere i finanziamenti tutte le persone giuridiche pubbliche o private, residenti in uno dei Paesi dell’UE, ma anche in Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Croazia ed ex-Repubblica Iugoslava di Macedonia, nonché le organizzazioni internazionali e le agenzie energetiche locali e regionali create nell’ambito del programma EIE. Aperto anche per il Centro comune di ricerca della Commissione europea.

I progetti da finanziare (il contributo europeo coprirà al massimo il 75% delle spese) dovranno avere una durata non superiore ai 3 anni e ogni proposta deve essere presentata da un partenariato costituito da almeno tre soggetti giuridici indipendenti, ciascuno con sede in un paese diverso.

Le candidature possono essere presentate online, utilizzando il Servizio Elettronico di Presentazione delle Proposte (EPSS). Il termine per l’invio delle domande scade il prossimo 8 maggio. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo email eaci-iee-enquiries@ec.europa.eu.

Fonte: Unione Europea

27feb

World Environment Day 2012: sarà a Rio de Janeiro

Il 5 giugno la Giornata mondiale dell’ambiente (WORLD ENVIRONMENT DAY) avrà luogo in Brasile. Ad annunciarlo Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (Unep), il quale spiega tale scelta come un ritorno alle radici dello sviluppo sostenibile.

Proprio nel 2012 inoltre, ricorre il ventennale del famoso Vertice della Terra tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992 in cui fu approvata la Dichiarazione su ambiente e sviluppo oltre che all’Agenda 21 ed alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici e quella sulla diversità biologica.

Proprio a Rio de Janeiro inoltre ci sarà la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo sostenibile (Rio +20), il cui obiettivo è quello di crescere economicamente e creare nuovi posti di lavoro senza compromettere risorse naturali.
Il brasile si impegna concretamente a lottare contro la deforestazione dell’Amazzonia e contro le emissioni di gas serra.
A parere dell’Unep il Brasile infatti sarebbe all’avanguardia in fatto di riciclaggio ed energie rinnoasbili, offrendo lavoro a milioni di persone e producendo più di 2 miliardi di dollari  e 10 tonnellate di gas ad effetto serra in meno. E’ anche leader per quanto riguarda la produzione di bioetanolo, nonchè in espansione sull’energia eolica e solare.300.000 posti di lavoro infatti sono serviti alla costruzione di 500.000 nuovi edifici dotati di impianti solari termici.

Ma le manifestazioni sull’ambiente non si svolgeranno solo in Brasile ma anche nel resto del mondo. Si tenterà di ripetere e incrementare il successo ottenuto dalla passata edizione svoltasi in India. Si cercherà di fare leva sul singolo individuo cercando di responsabilizzarlo sullo sviluppo globale equo e sostenibile.

Tra le iniziative previste, mostre, petizioni, maratone, passeggiate in bicicletta, concerti all’aperto, concorsi di blogging verde, campagne per la pulizia dei luoghi pubblici. Il sito web dedicato avrà una funzione fondamentale per ispirare, informare e coinvolgere le persone con una modalità interattiva rafforzata.

24feb

Costi ambientali elevati: WWF lancia l’allarme

WWF, in collaborazione con Sustainable Europe Research Institute (SERI), ha reso noto lo studio Market Transformation – Sostenibilità e mercati delle risorse primarie. In pratica solo in Italia commodities quali caffè, cotone, carta e olio di palma:

  “costano” all’ambiente 8 miliardi m³ di acqua, 34,5 mln t di CO2, 8,5 mln ettari di terra, 20 mln t di materiali ‘biotici’ ovvero la biomassa coltivata, 36,5 mln t di materiali ‘abiotici’ (come sedimenti, rocce, minerali erosi) per un totale di mezza tonnellata/anno di risorse per ogni italiano. In 30 anni + 65% di risorse naturali prelevate, con 35 aree prioritarie minacciate.

Il documento che sarà discusso in occasione di Rio20+ è rivolto alle aziende piuttosto che ai consumatori e include per l’Italia i grandi marchi quali Illy, Lavazza o Zanetti per il caffè; il Gruppo Sofidel, secondo gruppo europeo nel mercato tissue, e ben 18.798 imprese impegnate nella filatura e tessitura oltre alle 36.200 legate alla confezione di abbigliamento; per l’ olio di palma sono coinvolti ENI per i biocombustibili e Autogrill, Ferrero o Barilla per i prodotti alimentari. La richiesta è articolata e richiede appunto che le grandi aziende siano consapevoli della fine delle risorse che potranno essere gestite se si adotteranno:

soluzioni per trasformare il mercato, promuovendo fonti e filiere sostenibili di produzione delle risorse primarie con il coinvolgimento di imprese, istituzioni e cittadini: un ‘vademecum’ di proposte specifiche, che vanno dall’adesione a standard di sostenibilità per l’approvvigionamento responsabile e sistemi di certificazione internazionalmente riconosciuti (come il Forest Stewardship Council-FSC) all’abolizione delle tariffe sull’importazione di materie certificate, dal trasferimento della pressione fiscale dalla forza-lavoro all’uso delle risorse naturali alle attività di policy fino al consumo consapevole.

ECCO IL “FARDELLO” DEL MERCATO ITALIANO: DAL BAR ALL’ARMADIO AL SERBATOIO
Inquinamento, deforestazione, perdita di habitat, specie animali ridotte a rischio estinzione, sottrazione di terreni all’agricoltura, negazione dei diritti umani, sfruttamento e stravolgimento degli stili di vita delle comunità indigene: sono alcune componenti del ‘fardello ecologico’ che il mercato, attraverso le filiere produttive di moltissimi prodotti che entrano nella nostra vita quotidiana ‘trasferisce’ sulle nostre tavole, nei nostri armadi, nel serbatoio delle auto, sui banchi di scuola o sulle scrivanie a lavoro. Oltre a fornire dati e stime sullo scenario italiano e globale, il WWF ha concentrato la propria analisi sui processi produttivi di caffè, carta, cotone e olio di palma:

    CAFFE’: IN UNA TAZZINA DEFORESTAZIONE E SPECIE A RISCHIO.
Le importazioni italiane di caffè (circa 470mila tonnellate nel solo 2008) gravano sull’ambiente con 1400 milioni di metri cubi acqua, circa 4 milioni di tonnellate di CO2-equivalenti, 1,6 milioni di ettari l’anno – ovvero più della superficie dell’intera Calabria – 700mila tonnellate di materiali biotici e 6,5 milioni di tonnellate di materiali abiotici. In generale, per produrre un chilo di caffè sono necessari 12-14 mq di terra arabile, mentre sono circa 10 milioni gli ettari di terra destinati globalmente alla coltivazione del caffè. Le importazioni italiane di caffè in forma grezza, torreffata o decaffeinata sono cresciute del 130% dal 2000 a oggi e provengono soprattutto da Brasile (33%), Vietnam (16%) e India (10%). (Vedi mappa importazioni italiane). Nello stesso periodo invece le esportazioni sono aumentate del 195%. La produzione mondiale invece ammonta a oltre 7,5 milioni di tonnellate ed è aumentata dell’8% dal 2004 al 2009. Tra i principali danni ambientali e sociali ci sono: il taglio delle foreste pluviali, rischio d’estinzione per il rinoceronte di Sumatra, elefante indiano e tigre di Sumatra. Le aree più colpite sono: Amazzonia, Choco-Darien, laghi africani del Rift, Sumatra, Borneo e Nuova Guinea, Ghats Occidentali (India) e area del grande Mekong. In particolare nell’Isola di Sumatra l’area ricoperta da foreste è passata dal 60%, nel 1960, ad appena il 10% nel 2010.

    CARTA: A SCUOLA, IN UFFICIO, IN EDICOLA E A CASA.
Sui banchi di scuola o sulle scrivanie in ufficio approda ogni giorno, sotto un’altra veste, il nostro ‘fardello’ quotidiano ‘nascosto’ in quaderni, libri, block notes ecc. Lo stesso vale per carta per usi igienico-sanitari, imballaggi di numerosi prodotti, giornali ecc. Alle importazioni italiane di carta e pasta-carta, infatti, (circa 7,6 milioni di tonnellate) è riconducibile l’utilizzo di 900 milioni di metri cubi d’acqua, l’emissione di 8,5 milioni di tonnellate di gas serra (CO2-equivalente), 5,8 milioni di ettari di terra l’anno – pari alla superficie di Campania, Calabria, Basilicata e puglia messe assieme –, 16 milioni di materiali biotici e 17 milioni di materiali abiotici. Questa risorsa arriva in Italia soprattutto da Germania (19%), Svezia (14%), Francia (10%), USA (8%), Austria (7%), Brasile (6%), Spagna (5%). (Vedi mappa importazioni italiane). I principali problemi ambientali e sociali sono: deforestazione e trasformazione delle foreste, taglio illegale, conflitti sociali, minaccia degli habitat naturali, violazione dei diritti umani e distruzione delle foreste protette. Le aree prioritarie più colpite sono: Amazzonia, foresta Atlantica brasiliana, Cerrado/Pantanal, Borneo, foreste Valdiviane, Altai Sayan, Amur Heilong, Sumatra, area del Mekong, fiumi degli USA sud-orientali. Circa la metà del legno tagliato sul pianeta per usi commerciali è usato per produrre carta, che “occupa” 130 milioni di ettari di terra e solo il 10% della popolazione mondiale (Europei e Nord Americani) consuma circa la metà dei prodotti. Nel 2009 la produzione mondiale di carta e cartone è stata di 377 milioni di tonnellate.

COTONE: 20MILA ‘SCHELETRI’ L’ANNO NELL’ARMADIO.
Il fardello ecologico che portano con sé le importazioni italiane di cotone (circa 670mila tonnellate di cotone e derivati nel solo 2009) equivale a: un consumo di 5.300 milioni di metri cubi di acqua, l’emissione di circa 20 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti di gas serra, 944mila ettari di terra l’anno – superficie paragonabile a quella delle Marche –, 955 migliaia di tonnellate di materiali biotici e 13 milioni di tonnellate di materiali abiotici. L’Italia importa il cotone prevalentemente da: Cina (20%), Turchia (13%), Pakistan (11%), India (9%), Bangladesh (5%). (Vedi mappa importazioni italiane). La produzione mondiale è di circa 25 milioni di tonnellate, di cui l’80% proveniente da 5 soli Paesi: Cina (34%), India (21%), USA (12%), Pakistan (8%) e Brasile (5%). Il 99% dei produttori, cui si deve il 75% del prodotto, si trova nei Paesi in via di sviluppo. Il consumo pro-capite è di 6,8 kg l’anno (di 17,7 kg nei Paesi sviluppati). I principali danni ambientali e sociali sono: ingente consumo di acqua ed energia, uso di pesticidi altamente inquinanti (in particolare fertilizzanti azotati sintetici) per l’ambiente e dannosi per la salute umana: si stimano circa 20mila morti l’anno. Condizioni di lavoro precarie che talvolta sconfinano nello sfruttamento minorile e nella schiavitù. Non quantificabili i danni alla fauna selvatica. Le aree prioritarie maggiormente interessate sono: lo Yangtze, l’Amur Heilong, l’Himalaya, i Gaths Occidentali, il Golfo di California, il Delta dell’Indo, l’Amazzonia, le foresta Atlantica brasiliana (Mata Atlantica), il Cerrado/Pantanal.

    OLIO DI PALMA: IN CUCINA, NEL ROSSETTO E NEL SERBATOIO.
Il fardello ecologico dell’olio di palma importato in Italia (nel 2010 sono arrivate circa 1.100.000 tonnellate di olio grezzo) è costituito da: un consumo di 410 milioni di metri cubi di acqua, 2 milioni di tonnellate di CO2-equivalenti, 210mila ettari di terreno l’anno – un’area grande quanto la provincia d’Ancona -, circa 3 milioni di tonnellate di materiali biotici e circa 1,2 milioni tonnellate di materiali abiotici. La gran parte dell’olio di palma giunge nel nostro Paese da Indonesia (71%), Malesia (13%), Thailandia (7%), Papua Nuova Guinea (6%). (Vedi mappa importazioni italiane). L’utilizzo per i principali prodotti derivati è così suddiviso: 185mila tonnellate per i biocarburanti, 115mila per i prodotti chimici organici, 50mila per le margarine e circa 200mila tonnellate complessive per prodotti il cui contenuto non è facilmente determinabile (cibi contenenti grassi vegetali, saponi e cosmetici). Una ‘zavorra ecologica’ in aumento se si considera che la produzione mondiale di olio di palma negli ultimi 30 anni è passata da 4,9 a 49 milioni di tonnellate e che rispetto al 2000 ci si aspetta una crescita della domanda del 100% nel 2020 e del 200% nel 2050, anche a causa degli investimenti dei produttori di biodiesel. I principali danni ambientali e sociali collegati alla sua filiera produttiva sono: perdita di habitat, erosione e degrado del suolo, inquinamento chimico delle acque e dispersione di pesticidi che giungono sino agli ecosistemi marini, sfruttamento e distruzione degli stili di vita delle popolazioni indigene. Le aree più colpite sono: Borneo, Sumatra, Papua Nuova Guinea, Amazzonia, Bacino del Congo.

fonte: http://www.ecoblog.it/post/14639/collasso-ecologico-il-wwf-denuncia-i-costi-ambientali-delle-materie-prime#continua

23feb

2012: Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile

Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite ha proclamato ufficialmente il 2012 “Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti”. Il lancio dell’iniziativa avrà luogo ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) in occasione del “World Future Energy Summit” (Vertice Mondiale sul Futuro Energetico) che si svolgerà dal 16 al 18 gennaio 2012. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riconoscendo l’importanza fondamentale dell’accesso universale all’energia per lo sviluppo sostenibile del pianeta, aveva già designato l’anno in corso quale  “Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile per tutti”  sin dal dicembre 2010 con la Risoluzione 65/151.

La Risoluzione 65/151  sottolinea come l’Anno Internazionale dedicato alle energie rinnovabili, pulite e a prezzi equi per tutti costituisca un’opportunità preziosa e unica per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale “sull’importanza di affrontare i temi legati all’energia, compresi l’accesso universale a servizi energetici moderni e a prezzi equi per tutti, all’efficienza energetica, nonché alle fonti e all’utilizzo di energie rinnovabili” a livello locale, nazionale, regionale e internazionale.

L’ONU spiega che l’energia “sostenibile” è “l’energia prodotta ed utilizzata in modo tale da poter sostenere lo sviluppo umano a lungo termine in tutti suoi aspetti sociali, economici e ambientali”. Mentre per “accesso universale all’energia” si intende l’accessibilità fisica a sevizi energetici moderni (compreso, ad esempio, l’utilizzo di forni per cucinare efficienti e sicuri) che garantiscano la soddisfazione dei bisogni primari a prezzi accessibili a tutti. Questi servizi energetici moderni devono essere affidabili, sostenibili e, dove sia fattibile, prodotti da fonti rinnovabili.

Oggi, secondo le Nazioni Unite, 1,4 miliardi di persone non hanno ancora la possibilità di accedere alle fonti energetiche rinnovabili e ben 3 miliardi di persone utilizzano ancora “fonti tradizionali” e carbone come principali combustibili. Eppure “l’obiettivo dell’accesso universale all’energia sostenibile può essere raggiunto formalmente entro il 2030. Investendo solo il 3% delle spese globali destinate all’energia per i prossimi 20 anni, l’accesso universale all’energia sarà assicurato”.

Ban Ki-moon, insieme a UN-Energy (Agenzia delle Nazioni Unite per l’Energia) e United Nations Foundation, sta coordinando l’iniziativa globale chiamata  “Sustainable Energy for All”  che coinvolgerà – durante tutto il 2012 – i governi, la società civile e il settore privato affinché si raggiungano tre obiettivi fondamentali entro il 2030:
1. garantire l’accesso universale a servizi energetici moderni;
2. raddoppiare il tasso di incremento dell’efficienza energetica;
3. raddoppiare la percentuale di energie rinnovabili all’interno del mix energetico globale.

La Risoluzione 65/151 afferma, infine, che “nei paesi in via di sviluppo l’accesso a servizi energetici moderni a prezzi accessibili è essenziale per la realizzazione degli Obiettivi del Millennio e per lo sviluppo sostenibile.” L’energia pulita e universalmente accessibile è al servizio di tutti gli 8 “Obiettivi di Sviluppo del Millennio”  perché è essenziale:

1. per aumentare la produttività agricola;                                                                                                                                                                                  2. per poter studiare;
3. per alleviare le fatiche di donne e bambine;
4. per salvare la vita ai bambini;
5. per fare progressi in campo medico e nell’assistenza sanitaria;
6. ai medici per curare le persone;
7. per rendere le comunità indipendenti;
8. per costruire ponti verso il futuro.

Perciò, l’impossibilità di usufruire di un’energia pulita, accessibile ed affidabile impedisce di fatto qualsiasi sviluppo umano, sociale ed economico. Per questo l’ONU “riconosce l’importanza dell’accesso universale all’energia sostenibile per il benessere dell’umanità, per il futuro dell’economia a livello globale e per la salvaguardia del nostro pianeta”.

 

Fonte:   http://www.buonenotizie.it/ambiente/2012/01/04/2012-anno-internazionale-dell%E2%80%99energia-sostenibile/

22feb

Apple eco-sostenibile: ecco i pannelli solari

Nel corso degli anni Apple ha sempre avuto un occhio di riguardo su temi quali ambiente e risparmio energetico. Tutto ciò viene confermato dal fatto che l’azienda di Cupertino abbia intenzione di installare pannelli fotovoltaici per alimentare il data center del North Carolina, in pratica il server in cui sono contenuti i nostri dati icloud.
Le strutture in costruzione copriranno 100 acri, con un impianto fotovoltaico da 20 MW e una cella a combustibile da 5 MW, capaci di garantire rispettivamente 42 e 40 milioni kWh all’anno. Non si tratta di tutta l’energia necessaria al suoi datacenter, ma rappresenta almeno una parte non trascurabile di essa (calcolata in circa 100 MW).

Assegnata ad Apple  la maggior riconoscenza per gli stabilimenti industriali che soddisfano i più alti criteri in fatto di ecologia, la certificazione  Leed Platinum da parte dello US Green Building Council.
Dopo Google e Facebook dunque anche Apple ricerca fonti energetiche alternative che possano abbattere i costi di gestione dei datacenter e migliorare l’immagine aziendale.

D’altra parte, sull’argomento, Apple ha già ricevuto la pressione di alcune associazioni ambientaliste (in particolare cinesi) e sembra aver anche chiesto dettagli sulle politiche ambientali adottate dai suoi fornitori orientali, arrivando ad affidarsi  a soggetti terzi per la redazione di uno rapporto a tal riguardo, al fine di evitare problemi di pubbliche relazioni.

21feb

Italia: è sempre più “eco-turismo”

Ormai è diventata la parola d’ordine anche in ambito turistico: ECOSOSTENIBILITA‘. Stando ai dati emersi da un sondaggio effettuato da UniVerde, il 70% degli italiani, a parità di prezzo, preferirebbe un albergo in grado di fornire servizi “eco-friendly“. Addirittura il 55% di quelli interpellati sarebbe disposto a pagare un supplemento pur di avere un hotel ecologico  in cui trascorrere la propria vacanza. Questa ricerca, a cura della fondazione Univerde e IPR Marketing, dal titolo “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” è stata presentata alla Borsa Italiana del Turismo (BIT).

A conferma di questi dati, vi sono diverse iniziative  dislocate su tutta la penisola. In Emilia Romagna viene riproposta la ‘Primavera Slow’ nel parco del delta, offrendo escursioni a piedi, passeggiate a cavallo, degustazioni e birdwatching.                       Le città d’arte in pianura fanno invece leva sul cicloturismo,  con una serie di percorsi ovviamente su due ruote e consultabili anche sul cellulare dai siti del circuito che raggruppa questi centri urbani e della Fiab, che ha realizzato una serie di mappe digitali.  Sempre su due ruote, ma tra Italia e Francia, anche il percorso ciclabile di 150 Km che unisce Racconigi, Saluzzo e Savigliano con Guillestre , immersi completamente tra la natura e le montagne. ‘Green Road’ invece riguarda la Puglia con una serie di percorsi che attraverso 100 masserie portano al mare.

Insomma, come detto ad inizio articolo, il turismo in Italia è sempre più Verde.

21feb

contenitori alimentari riciclabili: in arrivo Organic Pack

Luke Hornung, Caterina Gobbi, Matteo Vilardo.  Ecco i tre designers dello IED di Milano che hanno ideato Organic Pack, il nuovo metodo di conservazione e riscaldamento del cibo, interamente riciclabile. L’ideale per chi è costretto a consumare almeno una volta al giorno un pasto fuori casa.
Ma di cosa si compone Organic Pack? Da tre tipi di prodotti, ovvero:

  • Heat & Eat, un contenitore monoporzione con cui, grazie ad una reazione termica, in pochi passaggi è possibile riscaldare il cibo.
  • Sotto % Sopra, Monoporzione con il doppio utilizzo di piatto oppure all’occorrenza padella.
  • Pop up Pan, 25 satole in alluminio che possono fungere anche da padella.

Come già accennato ad inizio articolo, l’Organic Pack è interamente riciclabile, al 100%. Una Eco-soluzione per le future pause pranzo di molte persone.

21feb

Ipack Ima 2012: Quali i gusti degli italiani in fatto di packaging?quali le risposte delle aziende?

Questo il tema che Comieco presenterà durante il convegno del 2 marzo dal titolo “Carta e Cartoni: protezione per il prodotto, protezione per l’ambiente” (ore 11,00 – Sala Scorpio)

Protezione del prodotto, attenzione all’ambiente, rispetto del consumatore. Questi sono i caratteri del packaging in carta e cartone, come emerge da uno studio commissionato da Comieco ad Astra Ricerche, che svelerà le preferenze dei consumatori italiani in fatto di imballaggi. A commentare i risultati della ricerca e a presentare innovazione e best practice sul packaging saranno presenti due aziende, ospiti di Comieco, Barilla, rappresentata da Maurizio Bonuomo, e Francesco Zago del Gruppo Progest.

Proprio nel contesto di Ipack-Ima Comieco presenterà ufficialmente il “Club Carta e Cartoni”, studiato e sviluppato dal consorzio con l’intento di alimentare e condividere tutto quello che è importante e necessario sapere sul packaging in cellulosa in termini di innovazione e responsabilità.

Appuntamento venerdì 2 marzo alle ore 11

presso la Sala Scorpio per il convegno

“Carta e Cartoni: protezione per il prodotto, protezione per l’ambiente”.

Interventi di : Claudio Covini, Assografici

Carlo Montalbetti, Comieco

Enrico Finzi, Astra Ricerche

Maurizio Bonuomo, Barilla

Francesco Zago, Gruppo Progest

Coordinamento:       Piero Capodieci

Il management di Comieco è disponibile per interviste prima e dopo il convegno (venerdì 2 marzo presso la Sala Scorpio).

Per approfondimenti è possibile scaricare il programma del convegno a questo link: Convegno 2 marzo