Blog Ecologia è la risorsa sulle novità tecniche e tecnologiche a supporto dello sviluppo sostenibile, della eco-compatibilità e della coscienza ecologica. Le aziende che operano nel Green Market possono inviarci i loro comunicati e pubblicare le loro schede nella directory gratuita.

Archivio per la Categoria ‘Soluzioni Ecosostenibili’

02apr

Italia terza al mondo per il riciclo dell’alluminio

Solo Giappone e Stati Uniti superano il nostro paese per quanto riguarda il riciclaggio di alluminio.

Più del 72% dell’alluminio in circolo in Italia deriva dal riciclo di imballaggi.

465oo tonnellate di imballaggi riciclati implicano meno diffusione di gas serra, per un risparmio di energia pari a 160 mila tonnellate di petrolio.

Primi in Europa, grazie all’interessamento dei cittadini attenti all’ambiente, ma soprattutto grazie al sistema messo a punto dal Politecnico di Milano, che consente di recuperare l’alluminio anche dalla raccolta indifferenziata (carta stagnola delle barrette di cioccolato e dello yogurt).

I materiali, vengono selezionati e controllati, pressati in balle e portati nelle fonderie dove vengono trattati a 500 gradi per eliminare le sostanze estranee, e poi fusi a 800 gradi. Le proprietà rimangono uguali al prodotto originale.

Grazie al riciclo si risparmia il 95% di energia e si evitano nuove estrazioni di bauxite.

fonti: http://eco.myblog.it/

http://gestione-rifiuti.it/

30mar

Trasporti del futuro

Chennai, capoluogo del distretto omonimo, nello stato federato del Tamil Nadu, è una città indiana composta da 6 milioni di abitanti. L’altissima densità abitativa è uno dei suoi principali problemi, ed è causa di sporcizia e disagi. La costruzione di una nuova ed evoluta metropolitana (si dice addirittura migliore di quella di New York) potrebbe migliorare la situazione.

«La maggior parte delle sperimentazioni sui trasporti pubblici ormai avvengono nei paesi in sviluppo» spiega Kartik Chandran, professore di Ingegneria ambientale alla Columbia University. «Perché là ci sono pochissime infrastrutture per il trasporto di massa».

Le cose si stanno muovendo anche nelle grandi metropoli dei paesi più avanzati.

«I governi stanno cercando di ridurre le emissioni di gas serra, e indurre la gente a usare i mezzi pubblici è un buon modo per farlo» afferma Alain Flausch, segretario generale della International Association of Public Transport. «Con un maggiore spostamento verso il trasporto pubblico potremmo ridurre le emissioni del 50%».

L’Unione Europea sta mettendo a punto bus con mappe interattive in modo da agevolare i trasferimenti.

A Dubai, sono stati introdotti 900 nuovi autobus con l’aria condizionata.

Anche città come Dallas e Los Angeles, da sempre fedeli alle quattro ruote, stanno implementando una rete di trasporti.

Deron Lovaas, direttore trasporti del Natural Resources Defence Council la pensa così: «I trasporti pubblici devono diventare uno stile di vita: un buon modo per incoraggiare questo cambiamento sarebbe installare il Wi-Fi gratuito sui mezzi. Al guidare i giovani preferiscono tweettare».

Per quanto riguarda le automobili, il futuro prevede una riduzione delle dimensioni. Le auto del futuro dovranno muoversi dinamicamente e agilmente, visto che entro il 2030 è previsto un aumento della popolazione nelle megalopoli. Altro passo importante sarà la costruzione. I materiali usati dovranno essere riciclati e vista la scarsità di petrolio si dovrà pensare all’energia pulita come strumento per la ricarica. Al momento si punta sulla EN-V, auto elettrica della General Motors.

fonte: http://www.metronews.it/master.php?pagina=home.php

28mar

Italia: la patria degli Eco-giovani

L’Italia sta diventando piu’ eco, ovvero piu’ attenta e concreta sui versanti dell’ eco-logia e dell’eco-nomia. E’ quanto emerge dalle conclusioni della rilevazione condotta da Eurisko GfK, sulle opinioni degli italiani in materia di ambiente, presentata a Roma in occasione del settimo Rapporto MOPAmbiente promosso da Risl, del settore delle relazioni istituzionali e studi legislativi. In particolare il 67% degli italiani e’ attento alle tematiche ambientali, secondo l’indicatore di sensibilita’ ambientale predisposto dalla ricerca, con una leggera flessione rispetto ai dati del 2008, nel contempo cresce la diffusione di comportamenti virtuosi tra i cittadini-consumatori. La crisi economica ha contribuito ad accelerare l’adozione di forme concrete di risparmio su tutte le risorse, anche in materia di ambiente, di energia. Da una lettura piu’ analitica dei dati emerge inoltre che i giovani s’informano maggiormente sulle tematiche dell’ambiente, mentre le donne si attribuiscono maggiori responsabilita’ individuali nel contrasto dell’inquinamento.

 

fonte: http://www.meteoweb.eu

27mar

Tianjin: la città Eco

Prima di parlare di Tianjin Eco-City, vale la pena di ricordare il contesto in cui tale progetto si sviluppa.
L’epocale processo di urbanizzazione che ha riguardato la Cina nell’ultimo ventennio ha messo al centro dell’agenda dei governanti cinesi il tema della sostenibilità dello sviluppo urbano.

Con metropoli sorte dall’oggi al domani e già alle prese con problemi la cui gestione non si prospetta facile, come traffico, aria irrespirabile e condizioni sanitarie difficili a causa dell’inadeguatezza di rete fognaria e di sistemi di smaltimento rifiuti, la questione della pianificazione dei nuovi insediamenti urbani e la progettazione di quartieri quando non intere città eco-sostenibili è diventata una necessità irrinunciabile per la Cina.
Ecco quindi spiegata la presenza di progetti avveniristici di nuove smart cities alla cinese, quali la già descritta Caofeidian, piuttosto che Nanjing Green City o Hainan Future City.

Un altro esempio particolarmente significativo di progettazione di nuove città iper-tecnologiche e soprattutto sostenibili, dove efficienza energetica e adeguata presenza di verde urbano sono due caratteristiche fondanti, è appunto quella di Tianjin Eco-City.

Tianjin è una metropoli di 12 milioni di abitanti situata nel nord-est della Cina, la quinta metropoli del Dragone per popolazione.
Storicamente noi Italiani la conosciamo come Tientsin, avendo ospitato dal 1902 al 1943 una Concessione Italiana, fino a quando, dopo l’8 Settembre e l’armistizio, i Giapponesi non la occuparono deportando gli ex-alleati Italiani.
Proprio nel quartiere della Concessione Italiana si sviluppò nella prima metà del novecento un esperimento urbanistico che gli architetti cinesi contemporanei hanno ristudiato con interesse.

Qui, lontani migliaia di chilometri dall’Italia, venne ricreato un pezzo di Belpaese, trasformando il quartiere della Concessione Italiana in un angolo di Europa nella Terra di Mezzo, utilizzando una varietà di stili architettonici in voga all’epoca, liberty in primis.
Edifici bassi, piazzette e giardini che coniugavano il meglio della tradizione urbanistica dell’epoca, una vera e propria città nella città, che si sta cercando di conservare all’ombra della metropoli sorta negli ultimi decenni.

Tianjin Eco-City, progettato da un consorzio di società cinesi e di Singapore, è un’ambizioso progetto che al completamento (previsto per il 2020) ospiterà la bellezza di 350.000 abitanti in 30 km quadrati.
Una città nella città, come era il quartiere della Concessione Italiana, ma ovviamente con un concept rivisitato ed adeguato alla fortissima domanda abitativa che vige a Tianjin, facendo ausilio delle nuove tecnologie.

Tratti salienti di questo progetto sono:
- affidamento quasi integrale alle energie rinnovabili (solare, eolico, micro-idroelettrico) per fare fronte ai bisogni energetici del quartiere/città;
- mobilità sostenibile: Tianjin Eco-City è progettata in modo che il 90% dei residenti usi un tram leggero di superficie per muoversi tra i vari punti di interesse;
- sviluppo verticale inframmezzato da importanti aree verdi, che fungeranno anche come luoghi di svago e aggregazione sociale.

Una città giardino che ambisce a fornire la risposta a come dovrebbe essere la metropoli del futuro: interconnessa, energeticamente efficiente, con trasporti pubblici adeguati alle esigenze di mobilità della popolazione e con una porzione di verde urbano che la renda il più possibile a misura d’uomo.

 

fonte: http://www.tuttogreen.it

26mar

Airbus: volare grazie all’Eucalipto

Quante cose si possono fare grazie alla pirolisi. Con questo procedimento, per esempio, si può trasformare l’ eucalipto, anzi una sua varietà battezzata “ mallee” e coltivata nella “wheat belt” dell’Australia occidentale, in carburante per gli aerei.
Il procedimento promette bene, se è vero che anche il gigante europeo Airbus si è unito a un consorzio costituito da Virgin Australia e messo in piedi proprio per ideare una nuova procedura per la produzione di carburanti sostenibili destinati all’aviazione civile. “ Per produrre un biocombustibile che potrà essere utilizzato in maniera sostenibile sugli aeromobili attualmente a nostra disposizione – ha dichiarato Sean Donohue, Executive of Operations di Virgin Australia Group – è importante che siano coinvolti i membri di tutti i segmenti della supply chain. Airbus porterà al consorzio la sua vasta esperienza di costruttore di aeromobili e siamo estremamente lieti che una società di queste dimensioni si sia unita a questo promettente progetto lanciato in Australia”.
Rispetto alle soluzioni architettate in passato, la novità del “mallee” è che la sua coltivazione, per quanto autoctona e squisitamente australiana, è opportuna e sostenibile. Anzi, ripara addirittura il suolo danneggiato dal sale rendendolo di nuovo fertile e può associarsi senza problemi ad altre attività agricole. Nulla a che vedere, insomma, col contraddittorio bioetanolo o suoi consimili.
Il processo della conversione termica attraverso pirolisi non è stato ancora certificato. L’ingresso di Airbus nella cordata è legato proprio a questa fase di certificazione: il produttore franco-tedesco servirà, con tutto il suo peso economico e strategico, ad accelerare il processo di approvazione, col supporto della Manchester Metropolitan University, Regno Unito. Obiettivo ultimo è quello di sviluppare un centro pilota sui carburanti alternativi, ambito nel quale le tante sperimentazioni procedono da anni a ritmi e schemi piuttosto scoordinati.
L’idea di Airbus rientra nel piano di realizzazione di una catena di valore specializzata nella produzione sostenibile di biocarburanti per velivoli in ogni continente. Attualmente ne dispone in Europa, America Latina, Medio Oriente e, appunto, in Australia.
26mar

Vinitaly Edizione 2012

Al via il 25 Marzo 2012 il prossimo Vinitaly con importanti novità.                                                       Uno spazio al primo piano del Palaexpo accoglierà le aziende italiane ed estere che producono secondo i sistemi dell’agricoltura biodinamica. Con il cambio di cadenza settimanale, il Salone diventa più aderente alle esigenze commerciali degli espositori e degli operatori con l’intendo di rendere sempre più internazionale l’evento, di incrementare i contatti commerciali degli operatori con particolare riferimento agli albergatori, ristoratori e ed operatori del settore banqueting. La manifestazione mette a disposizione un servizio traffico via blackbarry e palmare, che credo possa tornare molto utile. Il nuovo servizio è realizzato da Vinitaly disponibile sul sito in collegamento con VeronaMobile del Comune di Verona.                                                                                                                                                                                        Durante la fiera, l’appuntamento è anche con le rassegne Sol ed Agrifood Club, che completano l’offerta di Veronafiere nel settore wine&food. Nelle stesse date, appuntamento anche con Enolitech, salone delle tecnologie per le filiere vitivinicola ed olearia.

 

L’azienda Salcheto,con Michele Manelli,in occasione di Vinitaly, ha deciso di promuovere la sua idea sull’ecologia proponendo uno stand staccato dalla rete elettrica centrale che recupre l’energia da una piccola stazione fotovoltaica.I visitatori che vogliono assaggiare i vini trovano un risciò sul quale devono salire e pedalare per far azionare il generatore. Salcheto è un’azienda di Montepulciano che ha 200 mila bottiglie di vino,prodotto in 40 ettari di vigneto biologico. L’azienda si è posta l’obiettivo di creare la prima cantina energicamente autonoma per poter produrre e recuperare la “sua” energia. Questa cantina non teme il buio perchè grazie ad un gioco di specchi e lucernari si cattura l’illuminazione esterna che si diffonde fino a 15 metri sottoterra. Questo sistema è stato già premiato tra gli altri da Legambiente e dalla fondazione Spadolini. Poter godere di un buon vino consapevoli che l’energia consumata non provoca un danno al paese fa si che si possa innescare un meccanismo per cui l’ambiente non debba essere vittima a causa dei bisogni dell’uomo. La natura fornisce tutti gli elementi per mantere un equilibrio ecologico che porta a dei benifici; Salcheto continua la sua “battaglia” per far convivere l’uomo e l’ambiente in uno stato di equilibrio.

L’edizione 2011 di Vinitaly ha registrato la presenza di 156 mila visitatori, dei quali 48 mila provenienti da oltre 110 paesi con in testa la Germania ed a seguire, gli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Est Europa con una forte presenza russa, Cina, Hong Kong, ecc.

 I numeri della passata edizione sono:

 - 95 mila metri espositivi

 - 4164 espositori

 - 156 mila visitatori

 - 2625 giornalisti

 Per la prossima edizione sono programmate quattro giorni di grandi eventi, rassegne, degustazioni e workshop mirati all’incontro delle cantine espositrici con gli operatori del comparto, assieme ad un ricco programma convegnistico che affronta ed approfondisce i temi legati alla domanda ed offerta in Italia, Europa e nel resto del mondo.

 Veronafiere – Viale del Lavoro, 8

 Orario continuato 9.30 / 18.30

 Biglietti: Giornaliero € 50 Online € 45

 Informazioni: 045 8298854 (orario: 9.00 / 12.30

fonti:  http://www.econews24.it http://www.cucinaconoi.it

 

22mar

World Water Day 2012

World Water Day 2012: si celebra oggi 22 marzo la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 (la prima edizione fu nel 1993) per promuovere una gestione equa e sostenibile delle riserve idriche del Pianeta. Un appuntamento costellato da notizie incoraggianti ed altre meno, diffuse nei giorni scorsi nell’ambito del sesto Forum mondiale dell’Acqua di Marsiglia. Ad oggi 800 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile.

Il dato positivo riguarda gli Obiettivi del Millennio. L’Unicef e l’OMS hanno infatti annunciato nei giorni scorsi che per quanto riguarda l’accesso a riserve idriche sicure sono stati raggiunti. Ad oggi l’89% della popolazione mondiale, pari a 6,1 miliardi di persone, ha infatti a disposizione acqua dalla qualità sufficientemente alta da scongiurare malattie infettive ed intossicazioni da contaminazione delle falde. Percentuale che nel 2015 dovrebbe attestarsi al 92%.

Il report dell’OMS e dell’UNICEF Progress on Drinking Water and Sanitation 2012 ci racconta anche un’altra realtà meno rosea, sul fronte dell’accesso ai servizi sanitari. Entro il 2015 raggiungeranno appena il 67% della popolazione, mentre gli Obiettivi del Millennio puntavano ad una percentuale più ambiziosa, pari al 75%. Sembra impossibile, guardando il nostro Pianeta, ricoperto al 71% da oceani, pensare che ci sia scarsità idrica. Lo stesso se pensiamo alle alluvioni, alle bombe d’acqua che ci tormentano ogni anno con sempre maggiore intensità. In realtà, ben il 97,5% delle risorse idriche della Terra è costituito da acqua salata. Gli impianti di desalinizzazione hanno un costo elevato. Così ci ritroviamo a dipendere per lavarci, cucinare, irrigare e soddisfare la nostra sete dall’acqua dolce dei fiumi e dei laghi, che conta per l’0,3% dell’acqua dolce totale, dall’acqua di ghiacciai e nevi perenni (68,9%) e dall’acqua delle falde acquifere sotterranee che copre il restante 29,9%.

Anche se è importante risparmiare sui consumi domestici, così come puntare su nuove tecnologie di risparmio idrico anche a livello industriale, è l’agricoltura che attualmente assorbe la fetta maggiore di acqua per l’irrigazione. Pensate che alla produzione agricola è imputabile ben il 92% dei consumi idrici totali. L’industria incide per il 4,4%, mentre i consumi domestici per il restante 3,6%. Le coltivazioni inoltre causano (quelle convenzionali) la contaminazione delle falde acquifere a causa del percolamento dei fertilizzanti nel sottosuolo.

Per ridurre i consumi si può intervenire adottando metodi di irrigazione a risparmio idrico, come l’irrigazione a goccia che somministra acqua e fertilizzanti direttamente alle radici delle piante, risparmiando acqua e diminuendo l’inquinamento. In Cina non a caso stanno abbandonando i metodi più dispendiosi come l’irrigazione a pioggia, per allagamento e scorrimento, che causano la dispersione di molta acqua per via dell’evaporazione e del vento. Il Fiume Giallo sta fronteggiando una crisi idrica senza precedenti, a causa del sovrasfruttamento e della mancanza di piogge, ed il Governo sta intervendo proprio sull’agricoltura per ridurre gli sprechi. Inoltre, il costo dell’acqua è stato aumentato per convincere gli agricoltori a ridurre gli sprechi, incentivando d’altra parte le aziende agricole che adottano sistemi di irrigazione più efficienti.

Tornando ai consumi domestici, c’è grossa disparità tra i Paesi occidentali ed i Paesi in via di sviluppo. In testa troviamo gli americani che consumano mediamente 2.842 metri cubi d’acqua all’anno pro capite. Un cinese ne consuma mediamente 1.071 all’anno. Alla fine della classifica c’è il Bangladesh con appena 750 metri cubi d’acqua pro capite annui. In Italia consumiamo mediamente 215 litri al giorno. L’impronta idrica della nostra dieta è molto elevata. La water footprint è un indicatore che tiene conto dell’acqua consumata nell’intero ciclo di vita delle materie prime alimentari utilizzate per un piatto, dalla coltivazione al processo di trasformazione industriale alla preparazione dei cibi. La carne ha un impatto più alto di frutta e verdura. Un hamburger richiede 2.400 litri di acqua, un pomodoro 13, per fare solo un esempio. L’Italia è anche tra i principali importatori di acqua virtuale, ovvero importiamo molti prodotti che hanno un’impronta idrica alta. Importiamo 101 miliardi di metri cubi ogni anno. Gli Stati Uniti importano 234 miliardi di metri cubi.

 

fonte: http://www.ecoblog.it

22mar

Villa San Benedetto Menni pensa green

Struttura che rappresenta l’eccellenza in Italia per i disturbi di ansia e stress, Villa San Benedetto Menni è da sempre attenta all’ambiente. I pannelli solari e fotovoltaici montati sui tetti della struttura hanno preservato 9.151 alberi dal 2008 a oggi.

 Se l’attenzione al paziente è la natura intrinseca diVilla San Benedetto Menni di Albese con Cassano (Co), l’attenzione all’ambiente è una naturale evoluzione. La struttura, che rappresenta un’eccellenza lombarda in fatto di sostegno e cura dei pazienti affetti da disturbi di ansia e stress, ha installato, dal 2008 a oggi, 360 metri quadrati di pannelli solari e fotovoltaici sui propri tetti. «Ci è parsa una scelta importante per tutelare l’ambiente – ha dichiarato Mario Sesana, direttore di Villa San Benedetto Menniuna struttura come la nostra non poteva che rivelarsi sensibile a temi dell’eco sostenibilità».

Grazie all’impianto allestito, Villa San Benedetto Menni ha prodotto 137.289 Kwh di energia evitando 72.245 Kg di Co2. Il totale di alberi salvati è di 9.151.

Villa San Benedetto MenniNata con l’obiettivo di sostenere la persona affetta da disturbi e patologie psichiatriche in tutte le sue necessità, Villa San Benedetto Menni di Albese con Cassano (CO) fa parte della Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù fondata nel 1881 da San Benedetto Menni. Una struttura dedita al pazienze dotata di 240 posti letto, servizi, ambulatori.Un punto di riferimento importante per il territorio lombardo reso unico grazie all’impegno e alla dedizione dei professionisti che vi lavorano.

per ulteriori informazioni: www.albese.ospedaliere.it

19mar

Guardian: il radar amico dell’ambiente

 

Da una collaborazione triennale tra la Marotta di Cercola ed il Cira di Capua nasce “Guardian”, un radar  che non emette radiazioni e rispetta l’ambiente. Numerose le sperimentazioni prima di giungere a questo risultato.
Guardian azzera l’inquinamento elettromagnetico e sarà utilizzato da Guaria Costiera ed aeroporti dopo aver superato i test di Fiumicino eseguiti circa un mese fa.
Proprio la Campania è una regione all’avanguardia nel campo dell’ingegneria aerospaziale, avendo realizzato numerosi progetti grazie alla presenza di ben tre università più il Cira.

Ora si è aggiunto a Capua un Centro di prove test per satelliti, interamente finanziato con 4 milioni dalla Regione. Altri prodotti sono allo stadio di test nei laboratori della Marotta che opera nella cintura urbana di Napoli.

19mar

WIP sul Treno Verde di Legambiente, tappa a Grosseto

Il Treno Verde di Legambiente con un carico di iniziative volte all’informazione e all’educazione ambientale farà tappa anche in Toscana, a Grosseto il 20 e 21 marzo. La cittadinanza potrà visitare la mostra itinerante sulle città del futuro presso la stazione in piazza Guglielmo Marconi dalle 16 alle 19. Anche W.I.P. è citata come buona pratica industriale e all’interno del Treno Verde sarà possibile apprezzare lo stabilimento produttivo, campione di sostenibilità, dove l’azienda pratese realizza i primi pannolini compostabili al Mondo.

La nostra fabbrica – afferma Marco Benedetti, Presidente di W.I.P. spa – situata a Castel San Niccolò nei pressi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e sorta dalla bonifica di un impianto di produzione di poliuretano espanso, altamente inquinante, rappresenta un esempio di recupero e protezione ambientale nell’industria. Inoltre l’impianto prevede un sistema di areazione e filtraggio delle polveri che permette un consistente risparmio energetico e un’elevata protezione termica e igienica delle materie prime durante la produzione. Infatti d’estate e d’inverno i locali sono mantenuti alla stessa temperatura con l’avvio della macchina”.

La campagna di monitoraggio sull’inquinamento delle nostre città, promossa da Legambiente in collaborazione con Ferrovie dello Stato, ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e delle amministrazioni locali sui temi della qualità urbana, ponendo l’attenzione sui problemi principali che si trovano ad affrontare: l’insostenibilità del trasporto privato su gomma, la necessità di spostare la mobilità su mezzi pubblici e su rotaie, gli interventi per la riduzione delle emissioni, la promozione delle energie pulite, il contrasto al consumo di suolo e la riduzione dei consumi. E’ possibile seguire il viaggio del Treno Verde su facebook e twitter.