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Archivio per la Categoria ‘Energia nucleare’

05nov

Inversione di tendenza: dal nucleare al fotovoltaico

pannelli fotovoltaici

pannelli fotovoltaici

A Trino Vercellese, comune piemontese roccaforte del nucleare dal 1964, si converte all’energia solare fotovoltaica.

E’ stato installato un maxi-parco fotovoltaico di 70 MW, attualmente  il più grande d’Europa; costo: 250 milioni di euro ed entrerà in funzione fra 3 anni.

I lavori  di questo nuovo impianto fotovoltaico verranno eseguiti dalla società Agatos Energia, che vanta  esperienza pluriennale nelle installazioni di grosse centrali per conto di Enel Green Power e di Enel Si. , mentre i pannelli installati avranno la tecnologia Suntech.

La nuova centrale fotovoltaica sorgerà accanto alla moderna centrale turbogas a ciclo combinato, con vista sulla torre di raffreddamento del reattore della centrale nucleare che ormai è in via di smantellamento.

Il nuovo parco fotovoltaico produrrà energia elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di una cittadina di 100 mila abitanti a zero emissioni di CO2; evitando dunque l’immissione nell’atmosfera 1 milione di tonnellate di CO2.

07ott

Scoperta nuova forma di uranio

nitruro di uranio

nitruro di uranio

Una nuova forma di uranio, scoperta dai ricercatori del Los Alamos National Laboratory, potrebbe in futuro alimentare le automobili. Si tratta del nitruro di uranio, molecola a lungo cercata da diversi gruppi di ricerca, in grado non solo di essere usata come combustibile, ma può anche aumentare l’efficienza dei derivati del petrolio favorendo la rottura del legame tra carbonio e idrogeno. I nitruri di uranio sono dunque i carburanti ideali delle centrali nucleari del futuro, secondo quanto ha spiegato Jaqueline Kiplinger a Discovery News.

05ott

La mappa dei siti italiani per il deposito di scorie nucleari.

Energia nucleare, i veri costi...

Energia nucleare

La misteriosa mappa dei siti italiani individuati per ospitare le scorie radioattive, sembra essere ormai quasi definita.
Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico, ha manifestato apprezzamento per il lavoro svolto dalla “Sogin”, società che sta redigendo a mappa che contiene 52 zone classificate idonee al deposito di  scorie radioattive. Attualmente la mappa è soltanto una bozza in attesa del benestare dell’Agenzia per il Nucleare; dovrà inoltre  superare positivamente il cosiddetto procedimento di Vas (Valutazione Ambientale Strategica). I parametri utilizzati per la redazione di questa bozza sono, tra gli altri, la stabilità del suolo, la non sismicità e la bassa densità di popolazione.

04mag

Nucleare: favorevole il 79% dei giovani tra 18 e 24 anni

Energia nucleare, i veri costi...

Energia nucleare

Secondo un sondaggio condotto dall’Istituto di ricerca Ispo guidato da Renato Mannheimer, pubblicato il 30/04 sul Sole 24 Ore, il 79% dei giovani nella fascia d’età 18-24, è favorevole all’energia nucleare. Solamente il 33% degli intervistati è contrario persino all’acquisto dei kw prodotti dalle centrali atomiche estere.

In Italia inoltre è ancora forte la cosiddetta sindrome del “NIMBY” (“Not In My Back Yard”, ovvero “non nel mio giardino”) e l’Italia ha sul suo confine decine di centrali nucleari…

11feb

Nucleare: anche Legambiente punta tutto sulle elezioni regionali

no al nuclere - Legambiente

no al nuclere - Legambiente

Il Governo ha appena licenziato il decreto per l’individuazione dei siti nucleari ma Legambiente è già passata al contrattacco.

Il Ministro Claudio Scajola ha tranquillizzato i presidenti delle Regioni affermando che il loro parere sarà fondamentale per decidere dove impiantare ogni centrale nucleare, ma Legambiente ribatte mettendo in fila, uno per uno, tutti i candidati alle presidenze delle Regioni che hanno già affermato la propria indisponibilità a qualsiasi tipo di ritorno all’atomo.

Legambiente, infatti, ha sottoposto agli aspiranti governatori una semplicissima domanda: “una centrale nella mia Regione sì o no?”. In 23, sia di centro destra che di centro sinistra, hanno risposto con un secco “no” e solo sei governatori hanno accettato il nucleare e, tra loro, ci sono dei distinguo interessantissimi.
Uno su tutti quello del lombardo Formigoni che si mostra favorevole agli impianti nucleari ma non sul proprio territorio.

Secondo il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza

Sul nucleare il Governo ha deciso, ma come farà ora a convincere la popolazione se non ha convinto nemmeno i candidati della maggioranza alle regionali?

Una domanda molto interessante che, da una parte, lascia presagire forti conflitti e continui appelli alla Corte Costituzionale mentre, dall’altra, aggiunge un’altra big dell’antinuclearismo italiano tra i soggetti che invitano i cittadini a recarsi alle urne, il 28 e 29 marzo, e scegliere i candidati contrari al nucleare. La stessa strategia è stata presa, pochi giorni fa, da Greenpeace.

A più di 20 anni dall’incidente di Chernobyl, il nucleare oltre a porre ancora gravissimi problemi di sicurezza,  è anche una fonte energetica costosa che di certo non abbasserà la bolletta energetica nazionale, non ridurrà la nostra dipendenza dall’estero e non ci permetterà di rispettare gli impegni europei e internazionali.
Ripuntare sul nucleare vuole anche dire abbandonare qualsiasi investimento alternativo sullo sviluppo delle tecnologie pulite e dell’efficienza energetica, e rinunciare alla costruzione di un sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale.

Fonte: Legambiente

01feb

I veri costi dell’Energia Nucleare…

Energia nucleare, i veri costi...

Energia nucleare

Quale sarà il costo dell’energia elettrica dopo il ritorno al nucleare contestato e pericoloso? Avrà più o meno il prezzo delle patate, dice il Governo.

Per niente. Sarà ben più cara di ora se si prendono come punto di riferimento le valutazioni di Citigruoup, la più grande azienda di servizi finanziari nel mondo, relative ai costi e ai rischi degli investimenti nelle centrali nucleari.

Ora l’energia elettrica costa circa 65 euro per megawatt. Che l’energia nucleare costerà come le patate, o giù di lì, lo ha affermato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, a margine del convegno sul nucleare organizzato dall’Enea.

L’Ansa registra la sua dichiarazione: nel momento in cui le centrali nucleari funzioneranno a regime in Italia, il costo dell’energia potrà scendere a 40 euro per megawatt. Il costo, ha spiegato, viene calcolato sulla base dell’impianto di finanziamento, a 40 anni, da parte delle banche.

Ben diversi i calcoli di Citigroup diffusi da Greenpeace nel briefing “Bufale nucleari”. Il punto di partenza è il rapporto “New Nuclear, The Economics Say No” pubblicato nel novembre 2009 da Citi Investment Research & Analysis, divisione di Citigroup Global Market.

Citigroup afferma in sostanza che ci saranno costi più alti e tempi più lunghi del previsto per la costruzione dei nuovi reattori. Nell’ipotesi di maggiori costi pari al 20% e di ritardi di due anni nella costruzione, il prezzo dell’energia dovrà essere pari ad almeno 70 euro per megawatt affinchè gli investimenti siano ragionevoli.

Cioè più alti rispetto ai 65 euro attuali e molto, molto più alti rispetto alle rosee indicazioni del sottosegretario.

Si può aggiungere che le previsioni di Citigroup peccano di manifesto ottimismo se si prende come punto di riferimento il reattore finlandese di Olkiluoto. Un reattore Epr come quelli che si vogliono costruire in italia.

Olkiluoto è ancora in costruzione. Doveva entrare in funzione tre anni fa e nessuno si azzarda a prevedere quando sarà ultimato. Nel frattempo i costi sono aumentati del 50%. Molto di più delle pur negative previsioni formulate dagli analisti di Citigroup! Il Governo dovrebbe tenere in giusta considerazioni questi fatti prima di prendere decisioni che rischiano di far ricadere i maggiori costi sui già bistrattati contribuenti e sugli utenti aziende comprese…