Blog Ecologia è la risorsa sulle novità tecniche e tecnologiche a supporto dello sviluppo sostenibile, della eco-compatibilità e della coscienza ecologica. Le aziende che operano nel Green Market possono inviarci i loro comunicati e pubblicare le loro schede nella directory gratuita.

Archivio per la Categoria ‘Aziende Ecologia’

16feb

Melting Ice,la nuova frontiera degli antighiaccio prodotta da AirBank

Airbank è l’azienda leader in Italia nel settore dell’antinquinamento e della sicurezza ambientale, ma soprattutto un’azienda a bassissimo impatto ambientale. Grazie al suo impianto fotovoltaico, infatti, nell’ultimo anno ha evitato l’emissione di oltre 72 tonellate di CO2 nell’atmosfera.

Ora si ripropone immettendo sul mercato Melting Ice,  un antighiaccio che offre garanzie sulla sicurezza per le auto in movimento e per l’Ambiente. Questo prodotto agisce a temperature a cui non arriva il sale(fino a -28°C), ma soprattutto non danneggia la vita vegetale, dall’erba agli alberi, non mette in pericolo le falde acquifere e non rischia di corrodere la superficie stradale, scongiurando la formazione di buche e quindi abbattendo notevolmente i costi di ripristino e di manutenzione. Viste le condizioni metereologiche dell’ultimo periodo, non c’è stato periodo migliore per commercializzare Melting Ice….come dire, tempismo perfetto!

26lug

I Comuni piu’ sensibili alle scelte ecosostenibili.


Un dato positivo in tema di ecosostenibilità ambientale, sono infatti in aumento i “Comuni virtuosi” che prestano maggiore attenzione verso l’innovazione ambientale ed energetica in tema di regolamenti e politiche edilizie. Questo è il dato emerso nel 3° Rapporto ONRE – Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico – promosso da Legambiente e Cresme, al fine di monitorare la filiera delle costruzioni al fine di limitare i consumi energetici e le conseguenti emissioni di CO2.

Sono 705 i comuni italiani, ovvero quasi il 9% del totale – che hanno adattato i propri regolamenti edilizi per introdurre importanti obiettivi di sostenibilità ambientale, quali risparmio energetico, diminuzione delle emissioni inquinanti, recupero di acqua piovana, riciclo di materiali da costruzione, ecc.

In testa alla classifica dei migliori Comuni, stilata da Legambiente e Cresme, troviamo un comune dell’interland torinese – Collegno; le amministrazioni locali della Val d’Elsa e Salerno che hanno approvato un regolamento edilizio completo che contempla i diversi aspetti legati alla sostenibilità.
I principali paramentri presi in considerazione per l’analisi sono l’isolamento termico, l’utilizzo di fonti rinnovabili, efficienza energetica in edilizia, orientamento e schermatura degli edifici, impiego di materiali da costruzione locali e riciclabili, risparmio idrico e recupero acque meteoriche, l’isolamento acustico.

22lug

Bari. Bosch investe in produzione ecosostenibile

A Bari l’azienda Bosch di Modugno ha inaugurato un impianto fotovoltaico installato sui tetti delle due principali unità produttive del proprio stabilimento.

Il progetto, iniziato nel 2010, è parte integrante di un progetto di più ampia portata che vede da anni il gruppo in prima linea nella riduzione delle emissioni di Co2; e proprio il sito produttivo di Bari è stato scelto come progetto pilota.

Il gruppo Bosch punta ad aumentare l’efficienza energetica e la quota di energia prodotta da fonti alternative, e che entro il 2020 intende ridurre del 20%, rispetto al 2007, le emissioni nocive prodotte da tutti i propri stabilimenti. Per tale motivo nel 2010 la Bosch ha investito 8 milioni di euro a livello europeo, per la realizzazione di impianti fotovoltaici nei suoi siti produttivi. Per il progetto pugliese ha sostenuto un impegno economico di circa 500milioni di euro, durerà per 15 anni.

14lug

Ecologia Italia. Il Gruppo SANFAUSTINO abbraccia il green mood

Poligrafica San Faustino SpA, azienda quotata alla Borsa di Milano segmento STAR (PSF.MI) ottiene la certificazione FSC
Poligrafica San Faustino SpA ottiene l ‘importante certificazione FSC, standard valido a livello mondiale, che garantisce che la materia prima usata per realizzare un prodotto in carta proviene da foreste dove sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
La certificazione FSC rappresenta uno dei maggiori risultati per la realtà bresciana e dà prova dell’impegno concreto a tutelare e salvaguardare le foreste e l’ambiente.
Poligrafica San Faustino SpA, riconosciuta all’altezza degli elevati standard promossi dall’organizzazione, rientra tra le aziende che hanno ottenuto un certificato di chain-of-custody (COC), Catena di Custodia, valido e che permette di lavorare e vendere i propri prodotti con il marchio FSC.
La certificazione attesta la conformità di Poligrafica San Faustino SpA agli standard per l’acquisto di carta e cartoncino FSC Puro e FSC Misto, per la progettazione e la produzione di stampati commerciali e promozionali ed etichette FSC Puro e FSC Misto.
Poligrafica San Faustino SpA ha liberamente e volontariamente scelto di ottenere la certificazione FSC, impegnandosi a rispettare nella propria gestione gli standard FSC in linea con la politica aziendale e con l’attenzione riservata alle tematiche ambientali.
La particolare sensibilità verso i problemi connessi alla protezione dell’ambiente e alla sua salvaguardia ha spinto il Gruppo Sanfaustino a manifestare apertemente il proprio lato green. Sta infatti per nascere una nuova versione del sito web www.psf.it declinata sulle varie iniziative green promosse dal Gruppo. Questa sezione sarà dedicata alla politica green del Gruppo Sanfaustino dove verranno pubblicate le varie certificazioni, tra cui la FSC, le proposte, le iniziative e le promozioni legate al mondo dell’educazione e del rispetto per l’ambiente: dall’utilizzo di sistemi integrati volti a risparmiare la stampa a supporti promozionali divertenti e allo stesso tempo educativi.
Grazie alla certificazione FSC, Poligrafica San Faustino SpA rientra in un elenco internazionale di aziende che hanno fatto dell’etica una scelta imprenditoriale, e di una nicchia di mercato in fortissima crescita che contribuisce concretamente alla salvaguardia delle foreste mondiali.

07lug

Costruzione impianti fotovoltaici: intesa MAPEI-EDISON

La collaborazione tra l’industria chimica Mapei ed Edison – il principale fornitore di energia elettrica in Italia, ha portato ad un accordo per la realizzazione di 8.388 moduli fotovoltaici integrati sul tetto, che coprono una superficie complessiva di 25.000 m2. I moduli fotovoltaici, in silicio policristallino, sono stati posati seguendo la conformazione delle coperture. I siti produttivi coinvolti sono due: Robbiano di Mediglia e Latina, entrambi di proprietà del Gruppo Mapei.

Lo scopo è di ridurre la dipendenza da fonti energetiche fossili e contribuire al contenimento delle emissioni di gas serra. I tetti dei due capannoni industriali sono stati rivestiti da impianti fotovoltaici da circa 900 kWp ciascuno.

Le due società partner hanno messo a punto accordi per realizzare gli impianti su edifici di proprietà Mapei ma con l’apporto di tecnologie e di investimenti da parte di Edison, sfruttando gli incentivi offerti dal Conto Energia per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

L’impianto di Mapei Latina, nelle ore di maggiore irraggiamento, sviluppa una potenza di 970 kWp, pari a 1.100.000 kWh all’anno, in questo caso, l’energia elettrica prodotta sarà assorbita prevalentemente dallo stabilimento e ne soddisferà circa un terzo dei suoi consumi complessivi.

L’impianto di Mapei Mediglia, in provincia di Milano, ha invece una potenza massima di erogazione di 865 kWp, pari a una produzione annua di 880.000 kWh di energia elettrica, ovvero circa un decimo dei consumi elettrici dell’intero complesso produttivo.
Si stima che i due impianti fotovoltaici riduranno le emissioni di gas serra di circa 1000 t l’anno nell’arco dei 25 anni di funzionamento.

05lug

SCEMPIO CAUSATO DA TORRI EOLICHE INUTILI

energia eolica

energia eolica

Accademia KRONOS promuove le energie rinnovabili in contrapposizione a quelle tradizionali, prodotte da combustibili fossili. Nel mese di giugno è stato presentato un innovativo progetto in grado di fornire circa il 26% di energia elettrica e calorica al nostro Paese, grazie ai cosiddetti “dissociatori molecolari” che negli ISA sono in funzione ormai da anni, e da poco tempo in costruzione anche in Europa.
Accademia KRONOS ha dichiarato che non accetterà le idee di quei falsi ecologisti che fanno della tutela del paesaggio il loro unico “interesse”.

Il gruppo scientifico di Accademia KRONOS sta valutando con molta attenzione alcuni progetti proposte da aziende ecologiste ai vari comuni; si tratta di impianti a biomassa che utilizzano l’olio di palma o di colza, per arrivare alle fattorie eoliche.

Ormai gli impianti ad oli vegetali vanno verso uno stop definitivo in quanto negli ultimi anni il costo di questi oli è praticamente triplicato e continua a registrare aumenti che lo rendono non più vantaggioso.

Per quanto riguarda l’energia eolica, da recenti studi si è stimato che un grande impianto eolico per essere utile dal punto di vista economico e per dare in rete un congruo e costante apporto di energia elettrica, necessiti di un minimo di 3.500 ore di vento annue. In Italia le aree  geografiche che fanno registrare questi dati sono pochissime, e ormai aono già state occupate da torri eoliche. Nelle restanti aree italiane, che rappresentano circa il 70%, la ventosità non supera mai le 1.800 ore annuali. Per questo motivo possiamo infatti assistere a pale eoliche inattive in molte aree della nostra penisola.

16giu

Il Kansas avrà il nuovo parco eolico da 200 mw

La controllata americana di Enel Green Power – Enel Green Power Nord America Inc.

Ha avviato la costruzione dell’impianto eolico di Caney River nella contea di  Elk, in Kansas. Il progetto è stato sviluppato dal partner di EGP NA, Trade Wind Energy, ed è stato già concluso un accordo con la Tennessee Valley Authority per la vendita dell’energia che sarà prodotta dal nuovo impianto .

Il nuovo impianto sarà costituito da 111 turbine eoliche V-90 della Vestas da 1,8 MW ciascuna, per una capacità totale installata di circa 200 MW. Una volta in funzione, l’impianto di Caney River produrrà a regime 765 milioni di kWh all’anno, in grado di soddisfare i consumi annuali di circa 70.000 US famiglie e di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 580.000 tonnellate di CO2 all’anno. L

’intero investimento nel progetto ammonta a circa 350 milioni di dollari.Il progetto di Caney Wind River prevede il finanziamento del piano per la conservazione dell’ambiente naturale focalizzato sulla Prairie Tallgrass in Kansas. Il finanziamento, in particolare, servirà alla costituzione dei vincoli necessari alla conservazione ambientale di  oltre 18.000 ettari, alla riqualificazione di 6.000 ettari della Tall Grass Prairie Habitat e alla ricerca sul vento e la fauna selvatica di questo ecosistema. “Il Nord America ha un grande potenziale di risorse  rinnovabili e sono lieto di vedere un ulteriore sviluppo della nostra capacità eolica nello stato del Kansas, con un progetto che contempla non soltanto la produzione di energia pulita, ma anche la conservazione dell’ambiente e la ricerca” – ha commentato Francesco Starace, Amministratore Delegato di Enel Green Power.

16giu

Nel 2015 in Italia il fotovoltaico costerà come l’energia elettrica di rete

Conergy Italia e il team del Professor Lorenzoni dell’Università di Padova hanno realizzato congiuntamente lo studio più aggiornato ad oggi disponibile che analizza il momento in cui in Italia verrà raggiunta la ‘grid parity’, il momento cioè in cui il costo del kWh fotovoltaico uguaglierà il costo del kWh elettrico proveniente dalla rete.Lo studio è stato condotto su 2 tipologie di impianto, il 3 kWp per applicazioni residenziali (il classico tetto di casa), e il 200 kWp per applicazioni industriali (l’impianto FV su capannone industriale), arrivando a determinare per ciascuno l’anno di raggiungimento della grid-parity in 3 zone climatiche italiane: nord, centro, sud.

Lo studio, dal titolo “Le prospettive di grid parity per il fotovoltaico in Italia” è partito da una dettagliata analisi dell’evoluzione dei costi dell’elettricità per uso domestico e industriale, com’è risaputo in costante crescita sia in termini di domanda che di costo, per poter prevedere a partire da dati statistici e tenendo conto delle più accreditate previsioni, quale sarà il trend di costo dell’energia elettrica nei prossimi anni.

Si è quindi arrivati a stimare un tasso di aumento annuo dell’energia elettrica pari al 3.28% per il mercato residenziale, e del 3.02% per il mercato industriale a partire da dati dell’AEEG (Authority per l’energia Elettrica e il Gas) e del DG Energy della Commissione Europea. Sono quindi state elaborate assunzioni riguardo ai costi dell’impianto fotovoltaico a partire dalle stime di producibilità di un impianto nel corso della vita utile, stimata conservativamente in 25 anni, per le 3 fasce climatiche. Successivamente si è proceduto a stimare la riduzione di costo nei prossimi anni per l’impianto fotovoltaico (tenendo conto della riduzione di prezzo di moduli, inverter, sistemi di fissaggio e di monitoraggio, cablaggi e tutti gli altri componenti) e per le spese di gestione e manutenzione dell’impianto (spese assicurative, di manutenzione, di sostituzione componenti danneggiati). Ecco dunque le proiezioni dei costi di installazione: il costo annuo del sistema FV residenziale (3 kW) IVA è di euro 11.840 nel 2010, previsto di euro 6.617 nel 2020; nel sistema FV industriale (200 kW) è di euro 600.000 nel 2010, previsto di euro 324.541 nel 2020. Una riduzione prevedibile, ma il “costo evitato” più importante rimane l’acquisto dell’elettricità dalla rete, immaginando che l’energia prodotta da fotovoltaico venga autoconsumata.

Il punto di forza delle tecnologie che permettono la produzione in loco dell’elettricità che si consuma è proprio l’assenza di tutte le voci di costo che invece paghiamo sul kWh che acquistiamo regolarmente dalla rete – costi di rete, oneri generali di sistema, imposte. I risultati così ottenuti, che tengono anche conto dei tassi di interesse (nello studio l’assunzione è stata di tassi al 5.3%) sono così risultati:Impianti residenziali: Sud nel 2014, Centro nel 2016, Nord nel 2017. Impianti Industrali: la grid parity sarà raggiunta nel 2013 al Sud, nel 2015 al Centro e nel 2016 al Nord. Complessivamente lo studio dimostra pertanto che lo grid-parity avverrà mediamente circa 1 anno prima per gli impianti industriali rispetto a quelli residenziali. Se da una parte il costo della bolletta è più alta per i clienti residenziali, in questo caso l’impianto fotovoltaico rimane leggermente più caro, rendendo così più veloce il raggiungimento della grid parità in applicazioni industriali. Lo studio fa riferimento al caso tipico di autoconsumo, assumendo che tutta l’elettricità prodotta venga consumata in loco ed entri in concorrenza con l’elettricità acquistata dalla rete al prezzo dei clienti finali.  Lo studio volutamente è stato sviluppato tenendo conto di ipotesi conservative e quindi realistiche, ad esempio si è voluto stimare l’aumento della bolletta elettrica media annua per i prossimi anni in, solo, il 3-3.28%, dato che potrebbe verosimilmente essere sottostimato a causa della prorompente corsa del prezzo del barile di petrolio. Nel caso in cui gli aumenti dell’energia dovessero essere maggiori di quanto stimato, questo porterebbe ad un raggiungimento della grid parity ben prima di quanto indicato nello studio.

A partire da questi dati ora Conergy, sempre in collaborazione con l’Università di Padova andrà a valutare possibili nuovi modelli di business per il fotovoltaico, in uno scenario dove, al raggiungimento della grid parità gli incentivi in Conto Energia non saranno più necessari per il sostegno al settore, che potrà quindi svilupparsi senza più bisogno di incentivi.

16giu

Energia. L’efficienza conviene Google fa scuola alle aziende

Il colosso di Mountain View chiama a raccolta i responsabili dei data center di mezzo mondo per spiegare come si possa risparmiare e contemporaneamente fare bene all’ambiente: grazie a pochi accorgimenti “da massaia”.

L’efficienza energetica prima ancora che di tecnologie sofisticate e grandi investimenti è un fatto di consapevolezza e gesti banali. Un’affermazione che forse a molti può apparire scontata, ma le cose cambiano se a sostenerla è un colosso mondiale dell’economia e del high-tech come Google. Sorpresa lei per prima da come sia facile e conveniente risparmiare in bolletta, l’azienda americana ha deciso di diffondere questa scoperta a un pubblico più vasto possibile, chiamando a raccolta oggi a Zurigo i responsabili dei data center di mezzo mondo. Il messaggio è chiaro e diretto: “There is no magic in efficiency”, ovvero “non c’è nulla di magico nell’efficienza energetica”.
Stando alle ultime stime, complessivamente il settore dell’information technology è responsabile di circa il 2% delle emissioni globali di gas serra e di questo 2% una quota compresa tra il 14 e il 18% è dovuto all’enorme consumo di energia richiesto per far funzionare i centri elaborazione dati e tenerli al fresco, evitando che si surriscaldino. Bestioni che possono arrivare a succhiare fino a 10 MW per gestire le richieste a un motore di ricerca, il trading online o l’e-commerce e che generalmente hanno una PUE (power usage effectiveness) intorno a 2. Tradotto da questa speciale unità di misura creata appositamente dal consorzio internazionale Green Grid per calcolare l’efficienza energetica dei data center, significa che circa il 20% di elettricità che assorbono dalla rete viene sprecata per utilizzi (raffreddamento e illuminazione dell’ambiente, ad esempio) che non hanno nulla a che fare con i loro compiti “istituzionali”.
“Siamo partiti dai piccoli DC che utilizziamo non per il motore di ricerca ma nei nostri uffici”, spiega alla platea di Zurigo Joe Kava, Direttore delle “data center operations” di Google. “Abbiamo scoperto che eravamo ad una PUE di circa 2,4, la situazione era assolutamente fuori controllo. Nel giro di pochi mesi  -  ricorda – grazie ad investimenti per appena 25 mila dollari siamo attorno e 1,5, il che ci fa risparmiare 67 mila dollari l’anno”. “Ebbene – dice ancora Kava  -  sapete quali sono stati gli interventi più importanti? Montare delle tende di plexiglass come quelle delle macellerie dei supermercati intorno alle pile di server e puntare i bocchettoni dell’aria condizionata nella giusta direzione. Per questo vi dico che non bisogna essere un gigante della tecnologia per migliorare l’efficienza, tagliando drasticamente la bolletta”.
Urs Hoelzle, vicepresidente senior di Google, incontrando i giornalisti ai margini del “Data Summit” rende il concetto ancora più chiaro: “Si può fare la stessa cosa su qualsiasi scala di grandezza, anzi penso che sia pazzesco non farlo. Eppure la maggior parte delle aziende che gestiscono dei data center non lo fanno. Sono convinte che sia difficile e costoso, ma non si rendono conto di quanto spendono veramente in elettricità e di quanto sia semplice risparmiare. Noi come impresa leader sentiamo la responsabilità di rendere più aziende possibile partecipi di questa nostra scoperta”.
Il fatto che molto possa essere ottenuto praticamente a costo zero con accorgimenti “da massaia” non significa che Google non sia al lavoro per trovare soluzioni più radicali e spettacolari. L’incontro di Zurigo è stato quindi occasione per illustrare i progressi compiuti nella realizzazione dell’avveniristico data center di Hamina, in Finlandia. In una vecchia cartiera degli anni ’50 in riva al Baltico, entro la fine dell’anno dovrebbe entrare in funzione un innovativo sistema di raffreddamento ad acqua marina a bassissimo impatto ambientale e ridottissimi consumi energetici. Un gioiello costato circa 200 milioni di euro che si va ad aggiungere ai data center di minori dimensioni che già oggi in Belgio e Irlanda utilizzano rispettivamente l’acqua di un canale di scolo e l’aria esterna per tenere i computer al fresco.

15giu

Le elvetiche EOS e BKW investono nei parchi eolici

Pochi giorni fa la decisione del Consiglio federale elvetico di abbandonare l’energia nucleare, due importanti aziende elettriche svizzere hanno annunciato oggi di aver rilevato alcuni parchi eolici in Germania e in Italia.
La romanda EOS Holding ha rilevato otto parchi eolici in Germania per complessivi 200 milioni di euro (246 milioni di franchi). Le 88 turbine producono ogni anno circa 320 Gigawattore (GWh), equivalente al consumo di 80’000 economie domestiche.
Grazie a questa acquisizione, spiega EOS in una nota, il gruppo diventa il primo produttore elvetico di energia eolica. Due parchi eolici si trovano in Bassa Sassonia, tre in Sassonia-Anhalt e tre in Brandeburgo e in Meclemburgo-Pomerania Anteriore.
Da parte sua, l’Azienda elettrica bernese (BKW) ha comunicato di aver acquistato due parchi eolici supplementare in Puglia (Italia). I due siti – a Buglia e a Ripacandida – dispongono di una potenza complessiva di 62 Megawatt (MW) e producono annualmente circa 95 Gigawattore (GWh).
Se la transazione sarà approvata dalle autorità di vigilanza italiane, BKW disporrà in totale di sei parchi eolici in Puglia, la regione più ventosa della vicina penisola.