Blog Ecologia è la risorsa sulle novità tecniche e tecnologiche a supporto dello sviluppo sostenibile, della eco-compatibilità e della coscienza ecologica. Le aziende che operano nel Green Market possono inviarci i loro comunicati e pubblicare le loro schede nella directory gratuita.

Archivio per la Categoria ‘Soluzioni Ecosostenibili’

22feb

Apple eco-sostenibile: ecco i pannelli solari

Nel corso degli anni Apple ha sempre avuto un occhio di riguardo su temi quali ambiente e risparmio energetico. Tutto ciò viene confermato dal fatto che l’azienda di Cupertino abbia intenzione di installare pannelli fotovoltaici per alimentare il data center del North Carolina, in pratica il server in cui sono contenuti i nostri dati icloud.
Le strutture in costruzione copriranno 100 acri, con un impianto fotovoltaico da 20 MW e una cella a combustibile da 5 MW, capaci di garantire rispettivamente 42 e 40 milioni kWh all’anno. Non si tratta di tutta l’energia necessaria al suoi datacenter, ma rappresenta almeno una parte non trascurabile di essa (calcolata in circa 100 MW).

Assegnata ad Apple  la maggior riconoscenza per gli stabilimenti industriali che soddisfano i più alti criteri in fatto di ecologia, la certificazione  Leed Platinum da parte dello US Green Building Council.
Dopo Google e Facebook dunque anche Apple ricerca fonti energetiche alternative che possano abbattere i costi di gestione dei datacenter e migliorare l’immagine aziendale.

D’altra parte, sull’argomento, Apple ha già ricevuto la pressione di alcune associazioni ambientaliste (in particolare cinesi) e sembra aver anche chiesto dettagli sulle politiche ambientali adottate dai suoi fornitori orientali, arrivando ad affidarsi  a soggetti terzi per la redazione di uno rapporto a tal riguardo, al fine di evitare problemi di pubbliche relazioni.

21feb

Italia: è sempre più “eco-turismo”

Ormai è diventata la parola d’ordine anche in ambito turistico: ECOSOSTENIBILITA‘. Stando ai dati emersi da un sondaggio effettuato da UniVerde, il 70% degli italiani, a parità di prezzo, preferirebbe un albergo in grado di fornire servizi “eco-friendly“. Addirittura il 55% di quelli interpellati sarebbe disposto a pagare un supplemento pur di avere un hotel ecologico  in cui trascorrere la propria vacanza. Questa ricerca, a cura della fondazione Univerde e IPR Marketing, dal titolo “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” è stata presentata alla Borsa Italiana del Turismo (BIT).

A conferma di questi dati, vi sono diverse iniziative  dislocate su tutta la penisola. In Emilia Romagna viene riproposta la ‘Primavera Slow’ nel parco del delta, offrendo escursioni a piedi, passeggiate a cavallo, degustazioni e birdwatching.                       Le città d’arte in pianura fanno invece leva sul cicloturismo,  con una serie di percorsi ovviamente su due ruote e consultabili anche sul cellulare dai siti del circuito che raggruppa questi centri urbani e della Fiab, che ha realizzato una serie di mappe digitali.  Sempre su due ruote, ma tra Italia e Francia, anche il percorso ciclabile di 150 Km che unisce Racconigi, Saluzzo e Savigliano con Guillestre , immersi completamente tra la natura e le montagne. ‘Green Road’ invece riguarda la Puglia con una serie di percorsi che attraverso 100 masserie portano al mare.

Insomma, come detto ad inizio articolo, il turismo in Italia è sempre più Verde.

21feb

contenitori alimentari riciclabili: in arrivo Organic Pack

Luke Hornung, Caterina Gobbi, Matteo Vilardo.  Ecco i tre designers dello IED di Milano che hanno ideato Organic Pack, il nuovo metodo di conservazione e riscaldamento del cibo, interamente riciclabile. L’ideale per chi è costretto a consumare almeno una volta al giorno un pasto fuori casa.
Ma di cosa si compone Organic Pack? Da tre tipi di prodotti, ovvero:

  • Heat & Eat, un contenitore monoporzione con cui, grazie ad una reazione termica, in pochi passaggi è possibile riscaldare il cibo.
  • Sotto % Sopra, Monoporzione con il doppio utilizzo di piatto oppure all’occorrenza padella.
  • Pop up Pan, 25 satole in alluminio che possono fungere anche da padella.

Come già accennato ad inizio articolo, l’Organic Pack è interamente riciclabile, al 100%. Una Eco-soluzione per le future pause pranzo di molte persone.

21feb

Progetto Arbio

Arbio, o Associazione per la Resilienza del Bosco (cosí in si chiama la Foresta Amazzonica in Perú) alla Inter-Oceanica, nasce nel 2010 a Puerto Maldonado, capitale della regione amazzonica meridionale del Perù, Madre de Dios.
Ha a disposizione una superficie di 916 ettari di foresta amazzonica (9.16 km2) in contratto di concessione rilasciato dal governo peruviano, ed è associata con un area adiacente di 724 ettari (7,24 km2). Queste aree rappresentano la base per lo sviluppo del progetto.

Obiettivi
L’obiettivo è quello di consentire la coesistenza della foresta con la popolazione locale e la superstrada Inter-Oceanica. Non sono contro la costruzione della superstrada, che offre molteplici opportunità di sviluppo. Peró si auspicano che questo sviluppo sia sostenibile e non rada al suolo la foresta nel suo percorso.

Fondatori

Tatiana Espinosa Q.

Ingeniera in Scienze Forestali della UNALM-Perú, nata a Lima. Il suo interesse per l’Amazzonia la ha portata a lavorare nella regione di Madre de Dios dall’anno 2003, in conservazione, fauna silvestre e gestione di prodotti non maderabili (specialmente la noce del Brasile). Magister Scentiae in Gestione e Conservazione della foresta Tropicale e Biodiversitá al CATIE, Costa Rica, grazie a una borsa di studio della cooperazione técnica belga. Esperienza in Servizi Ecosistémici e Adattamento al Cambio Climático tanto in Perú come in Centroamérica. Nell’anno 2009 torna a Madre de Dios con Michel per cominciare a creare ArBio.

Michel Saini

Ingeniere Ambientale al Politecnico di Milano, nato a Como, Italia. Nel 2003 si é trasferito in Cile per studiare Ingenieria Forestale e da allora decide di dedicarsi allo studio e alla conservazione delle foreste in Latinoamérica. Magister Scentiae in Gestione e Conservazione della foresta Tropicale e Biodiversitá al CATIE, Costa Rica, specializzandosi in politica e governanza delle risorse naturali. Consulente con esperienza in politiche ambientali e adattamento al cambio climático. Nel 2010 fonda Arbio e attualmente vive, con Tatiana, nella regione di Madre de Dios.

Rocío Espinosa Q.

Ingeniera in Industria Alimentaria de la UNALM-Perú, con Master in Amministrazione d’impresa en ESAN, Lima. Esperta in organizzazione di commercio sostenibile e problematiche relazionate al Cambio Climático in Perú. Durante gli ultimi 12 anni ha sviluppato una personale ricerca centrata sulla spiritualità, metafisica, e occultismo, pubblicando un libro nel 2005 dove comparte le sue esperienza nel tema. Da Lima coordina la gestione amministrativa delle attivitá di ArBio.

Associati

Antonio Fernandini Guerrero

Biologo della UNALM, Perú. Presidente della FAR (Fondazione Amazzonica per la Reciprocitá). L’amore di Antonio per la Amazzonia e la sua gente si é sviluppato con il suoi sforzi per salvare l’aquila arpía, specie en pericolo di estinzione e creatura mítica che ha condotto Antonio a conoscere molte comunitá native della selva peruviana dal 1995. Dal 2004, sta construendo il “Centro Sowewankeri per le aquile amazzoniche”, dove promuovere lo sviluppo comunitario sostenibile.  Inoltre, attualmente lavora nella rivalorizzazione dell’ancestrale cultura amazzonica appoggiando la Federazione Nativa di Madre de Dios (FENAMAD).

Manuel Arguedas

Nato a Puerto Maldonado, capitale della regione di Madre de Dios. Castañero. Forma parte del comitato esecutivo della Associazione Castañera della Riserva Tambopata – ASCART. Ha amplia esperienza dell’ecosistema amazzonico, avendo partecipato come assistente a molti progetti di ricerca a livello universitario, master e dottorato. Il suo forte e quello che piú lo appassiona é la conservazione della fauna silvestre. Attualmente sta implementando il circuito di sentieri per il monitoreo della fauna nell’area di ArBio.

Carlos Ramirez

Custode Forestale. Nato a Puerto Maldonado, pescatore, esperto conoscitore di molti fiumi e boschi della regione, fra cui il Rio Piedras. Esperto in costruzione con materiali locali, riconoscimento di specie vegetali utili, raccolta di castaña e identificazione di fauna silvestre. Ha lavorato come vigilante cittadino per il suo municipio. Attualmente é Custode Forestale nell’area base di ArBio.

21feb

Ipack Ima 2012: Quali i gusti degli italiani in fatto di packaging?quali le risposte delle aziende?

Questo il tema che Comieco presenterà durante il convegno del 2 marzo dal titolo “Carta e Cartoni: protezione per il prodotto, protezione per l’ambiente” (ore 11,00 – Sala Scorpio)

Protezione del prodotto, attenzione all’ambiente, rispetto del consumatore. Questi sono i caratteri del packaging in carta e cartone, come emerge da uno studio commissionato da Comieco ad Astra Ricerche, che svelerà le preferenze dei consumatori italiani in fatto di imballaggi. A commentare i risultati della ricerca e a presentare innovazione e best practice sul packaging saranno presenti due aziende, ospiti di Comieco, Barilla, rappresentata da Maurizio Bonuomo, e Francesco Zago del Gruppo Progest.

Proprio nel contesto di Ipack-Ima Comieco presenterà ufficialmente il “Club Carta e Cartoni”, studiato e sviluppato dal consorzio con l’intento di alimentare e condividere tutto quello che è importante e necessario sapere sul packaging in cellulosa in termini di innovazione e responsabilità.

Appuntamento venerdì 2 marzo alle ore 11

presso la Sala Scorpio per il convegno

“Carta e Cartoni: protezione per il prodotto, protezione per l’ambiente”.

Interventi di : Claudio Covini, Assografici

Carlo Montalbetti, Comieco

Enrico Finzi, Astra Ricerche

Maurizio Bonuomo, Barilla

Francesco Zago, Gruppo Progest

Coordinamento:       Piero Capodieci

Il management di Comieco è disponibile per interviste prima e dopo il convegno (venerdì 2 marzo presso la Sala Scorpio).

Per approfondimenti è possibile scaricare il programma del convegno a questo link: Convegno 2 marzo

20feb

Torino. Rinascita di un quartiere: San Salvario sostenibile

«San Salvario Sostenibile» è un progetto sperimentale che ha l’obiettivo di riqualificare e rendere il quartiere a misura di cittadino e «amico» della natura. Dunque avviare un’attività commerciale sostenibile, che rispetti l’ambiente e la qualità della vita, darà agevolazioni e sconti.  L’esperimento è cominciato, con l’approvazione del Comune, dal quartiere di San Salvario e fino ad oggi le adesioni sono state quasi 400 oltre ad una trentina di attività commerciali che promuovono concretamente la sostenibilità: utilizzano materiali biodegradabili, risparmiano energia elettrica, riducono rifiuti e sprechi di cibo, utilizzano prodotti a km zero e incentivano l’utilizzo della bici.

Assunzioni
Parte fondamentale della riqualificazione urbana di San salvario passa attraverso le iniziative delle attività commerciali, che assumono persone del quartiere, sostengono la valorizzazione del territorio, organizzano eventi culturali, prevedono sconti per pensionati. Sul portale  www.sansalvariosostenibile.it  vengono pubblicate dai commercianti stessi le iniziative attraverso le quali sostengono il progetto in modo che alla fine ci si sponsorizzi a vicenda in quanto promotori dell’iniziativa.  Si possono trovare, ad esempio, la libreria e il teatro che organizzano eventi culturali, il ristorante che utilizza solo prodotti a km 0, il parrucchiere che coniuga bellezza e arte.  Attraverso la registrazione online, inoltre, si riceve una tessera che fornisce sconti del 10% per i residenti e del 5% per tutti gli altri, presso gli esercizi commerciali associati.

20feb

Crisi alimentare e biocarburanti

Secondo gli scienziati agricoli si sta avvicinando sempre più velocemente la  crisi alimentare, detta anche “tsunami silenzioso”.  Secondo Josette Sheeran del Programma Alimentare Mondiale, un organismo delle Nazioni Unite, un’ondata di inflazione dei prezzi degli alimenti si sta abbattendo sul pianeta, lasciando disordini e indebolendo governi nella sua scia. Tutto questo è confermato dalle statistiche, per la prima volta in 30 anni stanno emergendo proteste per la mancanza di cibo simultaneamente in molti luoghi.

Ad esempio, in Bangladesh sono aumentati i disordini, la Cina comincia a sentire i rigori di queste carenze. In Venezuela vi sono moltissimi poveri, quelli che vivono con 10  “bolivares” al giorno, stanno ritirando i bambini dalla scuola e diminuendo le verdure per poter pagare  il riso. Coloro che vivono con 5 “bolivares” al giorno stanno riducendo carne e verdure e uno o due pasti, in modo da poter comperare  una ciotola di riso. Le classi medie nei paesi poveri stanno rinunciando all’assistenza sanitaria ed eliminando la carne, per garantirsi tre pasti al giorno.

Circa un miliardo di persone vive con redditi non superiori a 5 “bolivares” al giorno. Secondo le stime, se il costo degli alimenti aumenta del 20% (in America Latina e in Africa, questi prezzi sono aumentati molto di più), 100 milioni di persone potrebbero tornare al livello di povertà assoluta. In alcuni paesi, ciò  annullarebbe tutto quello che è stato acquisito nella riduzione della povertà negli ultimi dieci anni di crescita. Dato che i mercati alimentari sono agitati, i conflitti civili sono in aumento, la crisi alimentare potrebbe diventare una sfida alla globalizzazione. A questa variabile macroeconomica ovvero il cibo, si deve aggiungere l’impatto della produzione sempre più accelerata di biocarburanti. Questi ultimi sono stati pensati come chiave per combattere i cambiamenti climatici e sono ottenuti da coltivazioni che a volte sono fondamentali per il sostentamento alimentare dei  paesi sottosviluppati.
Le colture per la produzione di biocarburanti, l´opzione energetica che si fa strada per la fornitura di benzina o gasolio come combustibile, cominciano ad avere una forte opposizione sociale.
Le ONG provenienti da diversi paesi produttori di materie prime (semi di soia in Argentina e Brasile, ed olio di palma dall’Indonesia e dalla Malaysia) hanno denunciato le devastazioni dell’ agricoltura industriale e coltivazioni energetiche: la deforestazione, lo spopolamento delle campagne, perdita di biodiversità, inquinamento delle acque, il sovraffollamento nelle città e la fame.

Un rapporto delle Nazioni Unite ha avvertito che la corsa a produrre quantitativi di biocarburanti (dal mais, canna da zucchero, soia o palma) sta causando un aumento di deforestazione e fame. Le Nazioni Unite non si oppongono a impianti di carburante, ma temono che questa fonte di energia si sta sviluppando senza controllo e senza cosiderare realmente tutte le sue conseguenze. Secondo Jorge Rulli,  ricercatore argentino “I biocarburanti accrescono gli attuali disordini  di un modello agricolo che ha causato danni sociali e ambientali, così come  la povertà in molti paesi”, spiega inoltre come le “monocolture abbiano provocato spostamenti massicci di popolazione alle città e la contaminazione dei campi.
L’industria agricola impiega a pochi lavoratori, e la disoccupazione rurale alimenta la disoccupazione urbana.
Infine Rulli ha detto “trasformeremo i campi di soia in nuovi campi petroliferi”.
Nei paesi in cui è già cominciata la coltivazione per produrre la materia prima per gli biocarburanti, si comincia a notare la speculazione della terra; i prezzi sono diventati più costosi e non c’è dove mettere il bestiame, che cominciarono ad occupare le pianure e le sul ciglio della strada. ”

Inoltre sempre dal rapporto delle Nazioni Unite si evince che le colture a fini energetici (cereali e canna da zucchero per l’etanolo, e oli di soia o di palma, dedicati a biodiesel) possono causare uno squilibrio nella catena alimentare. Il pericolo è che ne risentano le terre, le acque e altre risorse a scapito delle merci. La scarsità e l’aumento dei prezzi potrebbe aggravare le condizioni dei poveri. In Messico, l’aumento dei prezzi delle tortillas di mais (l’alimento base della dieta messicana) a causa della deviazione di grano per la produzione di etanolo degli Stati Uniti ha suscitato grande inquietudine.

In Brasile, l’espansione della canna da zucchero per produrre etanolo ha trovato una resistenza  inaspettata da parte del governo locale di Rio Verde (città prospera nello stato centrale di Goiás) e le imprese agricole, le quali hanno deciso di imporre alla coltura di canna da zucchero un limite del 10% dei terreni agricoli comunali.tuto ciò rappresenta 50.000 ettari, otto volte l’area già occupata dalla canna di zucchero nel comune, per la fornitura di una vecchia distilleria di alcool o etanolo. Per loro questa monocoltura di canna è “uno tsunami verde che spezza la catena produttiva agro-alimentare” e ”provoca tragedie sociali”  e  ambientali, se non sono controllate.
Inoltre, l’Unione Europea, ha intenzione diimportare grandi quantità di materie prime (palma, soia)provenienti da foreste tropicali, paludi e altri ecosistemi, e denunciare i gruppi ambientali europei.Secondo loro ”I biocarburantisono una minaccia per le foreste”, e mettere in guardia dei pericoli che incombono sul Ecuador, Colombia e Brasile. In Indonesia prevede di sviluppare i biocarburanti (legata allapolitica europea) di prevedere moltiplicando per 43 la produzione di olio di palma, che ha distrutto 20 milioni di ettari di foresta tropicale, secondo Veterinari Senza Frontiere.

A nostro modo di vedere, la soluzione inizia con l’educazione ambientale, l`unica uscita per prendere coscienza e fare del risparmio energetico una proposta di vita. C’è accordo sul fatto che con  i biocarburanti vi siano due pericoli concreti e imminenti. Oltre alle conseguenze negative sulla produzione alimentare nel mondo e l’impatto sugli ecosistemi, si stanno creando false aspettative  e false speranze tecnologiche. Il pericolo è che si abbassi la guardia sul risparmio energetico e consumo responsabile, che  sono le soluzioni chiave di cui abbiamo bisogno per mitigare il cambiamento climatico e  avvicinarci ad un società più equa, più armoniosa con l’ambiente.

20feb

Tessitura Langè: tessuti tecnici da fibre riciclate

Il mercato del settore tessile è sempre più sensibile alle tematiche ambientali.
Quasi certamente, nel prossimo futuro, l’interesse e la richiesta di tessuti riciclati continueranno ad aumentare. Secondo alcuni produttori italiani, le fibre naturali riciclate catalizzeranno un’interesse sempre maggiore e avranno un ruolo fondamentale per risolvere concretamente il problema della sostenibilità nel settore tessile.
Tra questi la Tessitura Langè srl, un’azienda lombarda con sede a Robecchetto con Induno, a nord di Milano, specializzata nella produzione di tessuti in fibre naturali per molteplici settori: calzatura, pelletteria e accessori, packaging d’immagine, arredamento, tessuti tecnici e molto altro.
Negli ultimi anni, talvolta andando in controtendenza, rispetto alle richieste di mercato, ha continuato nella produzione di tessuti in cotone e fibre naturali, mantenendo fede ad una tradizione che dura dal 1948.
Oggi, all’inizio del 2012, è pronta a rinnovare questa tradizione presentando una nuova linea di tessuti ecologici realizzati in cotone riciclato.
Questi tessuti nascono dal progetto T-REC: Textile RECycling project, un progetto grande e ambizioso, una ricerca verso nuovi modi di creare tessuti con fibre naturali riciclate ed ecologiche, realizzate attraverso processi e lavorazioni a basso impatto ambientale.
Il marchio “RCF – Recycled Cotton Fabric” è il primo passo in questa direzione; RCF identifica il “cotone riciclato” che la Tessitura Langè srl ha sviluppato e prodotto. I pregi di questa fibra riciclata sono innumerevoli ed è giusto citarne alcuni:

- non impiega nuove risorse: la materia prima riciclata, deriva interamente da scarti preesistenti
(scarti di tessitura, filati, tessuti, ritagli di confezione, ecc.)

- è identico al cotone tradizionale: conserva le stesse proprietà di durata e comfort del cotone coltivato

- lavorazioni a basso impatto ambientale: limitano l’utilizzo di acqua, coloranti e prodotti chimici.

- abbattimento delle emissioni di CO2: si pensi ai costi e all’inquinamento provocato dai trasporti via mare e terra, necessari ad importare filati e tessuti di cotone, dai Paesi produttori stranieri.

- nessuno scarto da lavorazione: negli ultimi anni, la Tessitura Langè si è organizzata per raccogliere e recuperare, in maniera differenziata, tutti gli scarti che derivano dal ciclo produttivo.

- costi più contenuti: rispetto al cotone biologico/organico.

L’estensione della pratica del riciclo dipenderà naturalmente molto dall’atteggiamento dei produttori di capi e articoli finiti, ma anche dalla capacità di stilisti, designer, distributori e uomini del marketing di valorizzare questi materiali e di spiegarli al pubblico. Intanto, la Tessitura Langè srl si è dimostrata già preparata ad affrontare questa nuova ed importante sfida.

20feb

Talenti Italiani: Turismo ecologico e sostenibilità

 

Tutti gli anni Talenti Italiani assegna un premio per le migliori idee su un turismo nuovo, ecosostenibile, esperienziale, che metta in risalto le bellezze dei piccoli borghi italiani, fatte di enogastronomia e tradizioni popolari. L’edizione 2012 ha visto trionfare le donne che si sono classificate ai primi tre posti.
Queste le vincitrici:

  •     “Turisti per kaos” è il progetto presentato da Giulia Boniardi che propone vacanze concepite per persone disabili, la cui meta proposta è la Toscana. Il suo progetto si svolge a Montecatini Val di Cecina (Pisa) e nei pressi del borgo.

 

  •     “Energy Landscape-il paesaggio dell’energia” è invece la proposta di Elena Zuliani che ha come meta la Sardegna, nel Sulcis-Iglesiente. Si tratta di un pacchetto “ad alta consapevolezza ambientale” sulle fonti energetiche del passato e del futuro.

 

  •     Il premio “Ambiente e paesaggio” di Vivitalia è stato assegnato a Valentina Braccia per il suo concept di viaggio in barca a vela raggiungendo le più belle e suggestive aree protette della Puglia.

In questo articolo ci soffermeremo principalmente sull’idea di un turismo legato all’energia di ieri e di domani, di Elena Zuliani. La ragazza cagliaritana, dopo la laurea conseguita all’Università di Sassari in Scienze della Comunicazione ha completato anche un master in Tourism e Leisure, a Trieste.
La giuria composta da esperti dell’Università Luiss, Associazione Italiana Turismo Responsabile, SL&A Turismo e a Territorio ha premiato l’idea della ragazza, la quale non propone solo un viaggio come spiega la Zuliani: “Ma più esperienze accomunate proprio dall’energia: il dibattito attorno all’energia strettamente legato a quello della tutela del paesaggio.”

La Zuliani in particolare si riferisce a due fonti di energia che di certo non mancano in Sardegna e queste sono carbone e vento. Il primo riguarda principalmentel’area del Sulcis-Iglesiente tra Carbonia, la Grande Miniera di Serbariu e Buggerru.  Per quanto riguarda il vento invece vi sono gli oltre 30 parchi eolici dislocati tra Marmilla, Laconi, Isili e Orroli.

17feb

Torna l’iniziativa ” M’Illumino di meno”, al via l’edizione 2012

Oggi, 17 febbraio 2012, tra le ore 18:00 e le 19:30, ritorna l’appuntamento con “M’illumino di meno”, l’iniziativa sul risparmio energetico al fine di di razionalizzare i consumi.
La giornata dedicata al risparmio, promossa dalla trasmissione radiofonica di Radio2 Caterpillar, è ormai arrivata alla sua ottava edizione ed è supportata da migliaia di adesioni.

Sono previsti gli “spegnimenti” in città come Milano, Pisa, Firenze, Torino, Venezia, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari, Catania, ci saranno  feste in piazza a base di rinnovabili in comuni grandi e piccoli, delle cene a lume di candela oltre a concerti alimentati unicamente a pedali, nonchè fiaccolate e maratone a LED.

L’iniziativa è nata il 16 febbraio 2005 come un gioco con lo scopo di evidenziare il grande spreco di energia e proponeva lo spegnimento simbolico di monumenti, case, vetrine e scuole di tutto il Paese. A distanza di anni però è diventata una grande festa sulla razionalizzazione dei consumi.

Quest’anno la novità è rappresentata dai “M’illum-inni”, ovvero brani originali di ogni genere composti da professionisti o da musicisti amatoriali che hanno partecipato al contest per la selezione dell’inno ufficiale della campagna.

Come di consueto, istituzioni, scuole, commercianti e privati cittadini sono tutti invitati a diventare, almeno per un giorno, promotori del risparmio energetico.  In pratica bisognerà razionalizzare i consumi anche a livello individuale: ridurre gli sprechi, andare in bici, con i mezzi pubblici o a piedi, adottare il car sharing, fare la raccolta differenziata dei rifiuti e prestare attenzione allo spreco di cibo.

Il tutto è stato raccolto all’interno del Dodecalogo di “M’illumino di meno”, che contiene consigli per conseguire migliori risultati di efficienza energetica.

Ovviamente non basterà darsi da fare un giorno e singolarmente,occorre integrare il tutto con azioni tecnologiche, dall’acquisto di elettrodomestici agli interventi di riqualificazione edilizia, fino all’installazione di impianti di produzione dell’energia da fonte rinnovabile. Ma anche e soprattutto farne una vera e propria eco-abitudine  e non una rara occasione.
Tutto ciò che si può fare per migliorarci e modificare i nostri comportamenti rappresenta un allenamento fondamentale per la costruzione di una nuova cultura energetica.

Qui di seguito IL DODECALOGO PER RISPAMIARE:

1. Spegnere le luci quando non servono. Inoltre, sostituendo le lampadine a incandescenza con  quelle a basso consumo, si possono ridurre del 7% i consumi annui totali di energia elettrica

2. Spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici. In questo modo si potranno ridurre  i consumi di elettricità dal 5 al 10%

3. Sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria. Inoltre, ricordarsi che la temperatura raccomandata per il frigorifero è tra 1 e 4°C e per il congelatore è di -18°C. Per ogni grado al di sotto di queste temperature il consumo aumenterà del 5%

4. Mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola. Spegnere il forno ed i fornelli  qualche minuto prima del termine della cottura dei cibi lasciando che il calore residuo completi l’opera. Sul luogo di lavoro, utilizzare con moderazione gli apparecchi elettrici per scaldare l’acqua per il caffè o il tè e, se sono presenti grossi distributori di bevande e/o alimenti, verificate se è possibile tenerli spenti di notte

5. Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre. Riducendo la  temperatura ambiente di appena 1°C si possono tagliare i consumi ed i relativi costi del 5-10% all’anno. Inoltre, riprogrammando il termostato per abbassare la temperatura di notte, o quando nell’ambiente non c’è nessuno, e rialzarla al mattino o al rientro in casa ed in ufficio, la bolletta sarà più leggera del 7-15%. Durante l’estate si raccomanda di impostare la temperatura dei condizionatori non oltre sei gradi in meno rispetto alla temperatura esterna

6. Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria. Il ricambio d’aria nei locali deve avvenire in tempi rapidi e  con le finestre spalancate, mentre è controproducente tenere le finestre socchiuse per ore

7. Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi e le porte esterne

8. Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni

9. Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni

10. Utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto. In alternativa, scegliere di recarsi  sul luogo di lavoro utilizzando la bicicletta o i mezzi pubblici

11. Attenzione alla pressione degli pneumatici: se è inferiore a 0,5 bar, l’automobile utilizza il 2,5% in più di carburante. Inoltre, utilizzando un olio a bassa viscosità per il motore, si può ridurre il consumo di carburante di oltre il 2,5%. Anche in automobile non abusare dell’aria condizionata che aumenta i consumi complessivi del 5% circa

12. non usare il ciclo di prelavaggio della lavatrice. Evitando questo passaggio è possibile risparmiare fino al  15% di energia.