Blog Ecologia è la risorsa sulle novità tecniche e tecnologiche a supporto dello sviluppo sostenibile, della eco-compatibilità e della coscienza ecologica. Le aziende che operano nel Green Market possono inviarci i loro comunicati e pubblicare le loro schede nella directory gratuita.

Archivio per la Categoria ‘Ecologia ed Ecosostenibilià’

22ott

Rifiuti elettronici, cresce il riciclo dei piccoli elettrodomestici: +10%

Arrivano segnali positivi dopo tre anni di stallo nella raccolta dei rifiuti elettronici: aumentata del 10% il riciclo dei piccoli elettrodomestici.

«In un quadro che è stanzialmente fermo, ci conforta il dato che ci arriva sulla raccolta di piccoli elettrodomestici, cellulari e pc non più funzionanti: più rifiuti elettronici10%», afferma Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, consorzio nazionale RAEE che gestisce un terzo di tutti i piccoli elettrodomestici raccolti in Italia. «Questo è indice di una crescente sensibilità da parte dei cittadini che non gettano nel sacco dell’indifferenziata il vecchio aspirapolvere o il frullatore non funzionante, ma si assicurano che segua un corretto percorso di recupero affidandolo all’ecocentro comunale oppure portandolo in negozio».

Nei primi nove mesi del 2014 la raccolta complessiva dei rifiuti elettronici si è attestata intorno alle 150mila tonnellate, poco al di sopra di quanto gestito nello stesso periodo dell’anno scorso. Sostanzialmente stabili i raggruppamenti R1 ed R2, ovvero frigoriferi e congelatori per il primo e forni, lavatrici e lavastoviglie per il secondo. In calo il raggruppamento R3, televisori e monitor: «Si sta esaurendo l’effetto digitale terrestre che ha portato al rinnovo degli apparecchi televisivi. Al posto dei pesanti televisori a tubo catodico, sono stati introdotti quelli a schermo piatto che oltre ad essere meno ingombranti pesano meno della metà dei precedenti», osserva Dezio. In crescita invece i RAEE più piccoli, ovvero quelli che appartengono al raggruppamento R4. «Ecolight ha registrato un incremento del riciclo del 10% rispetto all’anno scorso, arrivando a gestire quasi a 11.500 tonnellate piccoli rifiuti elettronici», continua il direttore generale del consorzio. «Questa tipologia di rifiuti da sempre è quella più difficile da intercettare. Troppo spesso infatti cellulari, telecomandi, ma anche piccoli elettrodomestici per la cucina finiscono nel sacco della spazzatura indifferenziata quando non funzionano più. Come consorzio abbiamo investito molto per aumentare la sensibilità, progettando sistemi innovativi di raccolta finalizzata al riciclo».

Ecolight ha infatti sviluppato dei cassonetti intelligenti per i piccoli RAEE che potessero rispondere alle esigenze dei cittadini-consumatori e di chi è chiamato a raccoglierli. Ricorda Dezio: «Nell’ambito del progetto europeo Identis WEEE, progetto inserito nel programma Life+, in collaborazione con il Gruppo Hera abbiamo studiato e dato vita ad una sperimentazione in Emilia Romagna che sta dando buoni frutti:

in un anno sono state raccolte 24 tonnellate di piccoli RAEE. Inoltre, da questo progetto è nata una seconda iniziativa dedicata ai punti vendita con la realizzazione di cassonetti smart pensati per la raccolta per i rifiuti elettronici come  piccoli elettrodomestici e lampadine a risparmio energetico. I 10 cassonetti che sono stati posizionati a metà luglio in due mesi e mezzo hanno permesso la raccolta di oltre 2.200 pezzi tra vecchi cellulari, ferri da stiro e stampanti che non funzionano più, oltre a un centinaio di lampadine». Per quanto ancora parziali, i frutti sono positivi. Conclude il direttore di Ecolight: «La strada da fare è ancora molta, ma qualcosa si sta muovendo. Ecolight ha in programma il posizionamento di altri cassonetti intelligenti in prossimità di grandi punti vendita».

09ott

Migliorate le performances di riciclaggio delle chiusure in alluminio

La percentuale media di riciclaggio delle chiusure in alluminio ha raggiunto in Europa il 45%.

  • In Italia il tasso di riciclaggio delle chiusure in alluminio ha raggiunto la quota del 65 %
  • Nonostante le dimensioni ridotte, le chiusure in alluminio vengono raccolte e riciclate in gran misura – separatamente ad altri materiali d’imballaggio o assieme alle bottiglie di vetro
  • Il riciclo dell’alluminio impiega fino al 95% di energia in meno rispetto alla sua produzione iniziale.

Grazie ad un miglioramento della raccolta e del riciclaggio in vari paesi europei il tasso medio di riciclo delle chiusure in alluminio ha raggiunto attualmente il 45%. Il riciclaggio dell’alluminio consente un risparmio fino al 95% nell’impiego di energia rispetto alla sua produzione iniziale, con la conseguente riduzione di emissioni di gas serra. Riciclo-delle-chiusure-in-alluminioL’alluminio può essere riciclato ripetutamente senza nessuna perdita di qualità.

Le chiusure in alluminio vengono usate soprattutto per il vino, i superalcolici, l’acqua e l’olio d’oliva. Il vantaggio dei tappi in alluminio è rappresentato dal fatto che possono essere raccolti sia assieme alle frazioni miste d’imballaggi sia durante il processo di raccolta del vetro. L’alluminio viene poi facilmente estrapolato da entrambi i materiali per essere riciclato.

“Le chiusure in alluminio sono probabilmente il tappo più riciclato al mondo nel settore vinicolo e dei superalcolici”, commenta il Direttore Esecutivo della EAFA Stefan Glimm riferendosi agli ottimi risultati di riciclo. “Soprattutto, i consumatori europei sono sempre più consapevoli dei vantaggi delle chiusure in alluminio per quanto riguarda la sostenibilità e la comodità. L’industria comunque continuerà a sostenere le iniziative nazionali per incrementare la raccolta e il riciclaggio”.

I tassi di riciclaggio differiscono in base alle istruzioni date ai consumatori e alle infrastrutture di raccolta e riciclaggio presenti sul territorio, e oscillano tra l’85% e oltre in Germania, il 65% in Italia e il 45% in Inghilterra. Paesi con quote di mercato più basse come la Spagna e la Francia riciclano comunque più di un terzo delle chiusure in alluminio.

Nonostante le dimensioni ridotte, le chiusure in alluminio raccolte assieme alle frazioni miste d’imballaggi vengono facilmente separate mediante sistemi che sfruttano le “correnti di Foucault”. Sistemi analoghi sono impiegati anche per separare completamente i tappi di alluminio dal vetro, come richiesto dalle norme il riciclaggio del vetro. Il valore dell’alluminio riciclato sostiene quindi l’economia del processo di riciclaggio di entrambi i materiali. Una volta separati, i tappi di alluminio entrano nel ciclo di riciclaggio specifico dell’alluminio per essere rifusi e poi riutilizzati per altri preziosi prodotti in alluminio.

I tassi di riciclaggio sono calcolati sulla base delle percentuali nazionali disponibili pubblicamente e dei dati di consumo forniti dalle ricerche di mercato. Questi valori rispecchiano anche il fatto che sia il consumo sia le percentuali di riciclo variano considerevolmente da paese a paese.

 

25set

VINNI, Il cartone della pizza riciclabile

Partita la campagna di crowdfunding per trasformare il prototipo di cartone 100% riciclabile in realtà.storia_001-535x1024


Solo in Italia si consumano oltre 547 milioni di pizze all’anno mentre negli Stati Uniti la cifra sale a quasi 3 miliardi: se impilassimo tutte le scatole portapizza utilizzate nel mondo arriveremmo sulla Luna. E il problema è che il cartone della pizza non è riciclabile: l’unto e i resti di cibo ci impediscono di buttarlo nella carta, generando così una montagna di rifiuti. Fino ad oggi, perchè da Saronno (in Lombardia) arriva il prototipo di Vinni Pizza, il cartone riciclabile al 100%.


COME FUNZIONA VINNI?
Il portapizza Vinni si presenta all’apparenza come un normale cartone per l’asporto, ma in realtà nasconde un “asso nella scatola”: un controvassoio in plastica con i lati rialzati che protegge le pareti cartacee da macchie di olio o altri alimenti, rendendo così l’involucro pronto per il riciclo.  Guarde il video

VINNI_PROTOTIPOIn questo modo, al termine del pasto, è sufficiente togliere Vinni dal cartone, sciacquarlo sotto l’acqua e buttarlo nella plastica mentre la scatola, perfettamente integra e pulita, potrà essere gettata tranquillamente nella carta. Non solo. Il sottopiatto è realizzato in PET, materiale atossico più adatto del cartone al contatto con i cibi che, grazie alla particolare struttura, fa traspirare l’alimento mantenendone la fragranza. Può inoltre essere utilizzarlo come piatto, dato che si può facilmente estrarre dal cartone e che è dotato di linee di taglio per porzionare la pizza. Al momento Vinni Pizza è un prototipo brevettato, ma con una campagna di crowdfunding si sta cercando di trasformarlo da sogno in realtà: www.gofoundme.com/vinnipizza
23set

Arriva Nylla, il nuovo gioco per IOS

E’ disponibile ora sull’Apple store il nuovo gioco di Nylla, la tartaruga che combatte per recuperare e rigenerare i rifiuti in filo di nylon ECONYL® e in nuovi prodotti. nylla

Il gioco nasce dalla sfida di trasformare un complicato ma miracoloso processo chimico e meccanico in un appassionante videogame. L’ECONYL® Regeneration System, un processo in sei step per la trasformazione di rifiuti pre e post consumer in filo di nylon rigenerato, diventa un videogioco in cui Nylla e il giocatore sono i protagonisti di questa miracolosa trasformazione che dà nuova vita ai rifiuti per creare un pianeta più pulito.

Quella dei rifiuti è sicuramente una delle grandi sfide del prossimo futuro e le nuove generazioni non potranno permettersi di abbandonare o ignorare i rifiuti che ogni anno si accumulano in mari,
discariche o in natura. Tutto ciò che ora gettiamo senza pensarci, dovrà diventare una risorsa preziosa, sia per l’esaurimento graduale delle materie prime, sia per la salute del nostro pianeta.
Il videogioco è una chiave efficace per entrare in contatto con le nuove generazioni e renderle partecipi in modo divertente in questo processo di riciclo dei rifiuti e in quella che sarà la grande sfida del futuro”

nylla3
Saranno i consumatori di oggi e di domani quelli che decideranno la sorte del nostro pianeta con le loro scelte quotidiane. Spingere per prodotti più sostenibili e che non solo siano riciclati ma anche riciclabili dopo il loro utilizzo è una scelta che cambierà enormemente il modo in cui guarderemo ai rifiuti. Il brand ECONYL® lo fa già da diversi anni sforzandosi di aumentare la quantità di rifiuti rigenerati e di creare prodotti che siano rigenerabili all’infinito dopo il loro utilizzo.Con Nylla è arrivato il momento di condividere, specialmente con i più giovani, questo prezioso insegnamento.

Inizia a giocare —->  https://itunes.apple.com/it/app/nylla/id901791114?l=it&ls=1&mt=8

18set

Quarta edizione del “PREMIO IMPATTO ZERO”

 

C’è tempo fino a martedì 30 settembre per iscriversi alla quarta  edizione del “Premio Impatto Zero”, iniziativa di Arci che promuove e valorizza le buone pratiche  sostenibili di cittadini, associazioni e cooperative: scelte di vita e comportamenti ecologicamente virtuosiche riducono lo sfruttamento di risorse, le emissioni, i rifiuti e contribuiscono a diffondere la cultura della sostenibilità, migliorando così anche la qualità della vita della comunità.

“Premio Impatto zero” nasce a Padova nel 2011 e cresciuto fino a raggiungere il livello nazionale,logo_premio_impatto_zero il Premio èpromosso e organizzato da Arci, con il contributo di AcegasApsAmga-Società del Gruppo Hera, in collaborazione con Legambiente  Nazionale, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Progetto Life+Eco Courts, Legacoop Veneto, Centri Servizi Volontariato di Padova, Verona, Vicenza, Rovigo, Treviso e Belluno, Confcooperative Padova, e con il patrocinio di EXPO Milano 2015, Ministero dell’Ambiente e Comune di Padova.

La quarta edizione di “Premio Impatto Zero” prevede quattro categorie in concorso: “sharing economy”, appunto (condivisione di beni e servizi nella vita quotidiana: acquisti di prodotti materiali; esperienze aggregative per le risorse energetiche e beni comuni, scambio/baratto; ideazione, creazione e utilizzo di servizi per la mobilità, il lavoro, la finanza, il tempo libero; l’utilizzo di spazi e beni immobili); “tecno_green” (ideazione e gestione di media e nuove strumenti comunicativi per diffondere la cultura della sostenibilità come blog e siti, app, social network….); “savethefood” (last minute market, progetti per il recupero e la ridistribuzione di eccedenze alimentari e di solidarietà sociale…); “vivo verde” (pratiche quotidiane e scelte di vita ecocompatibili come autoproduzione, acquisto di alimenti da filiera corta, turismo e mobilità sostenibili, riciclo e riuso, mercato dell’usato…).

Il concorso suddivide i premi, e quindi le candidature, tra le categorie Veneto e Italia; i riconoscimenti saranno assegnati da un’apposita commissione composta da esperti e rappresentanti istituzionali e dai promotori del Premio. Saranno decisivi nella scelta: l’originalità e la creatività, il minor impatto ambientale,l’efficacia della promozione della sostenibilità, l’esportabilità delle prassi ad altre realtà del territorio, il miglioramento della vita sociale e gli apprezzamenti ottenuti tramite le votazioni online. In palio, buoni sconto per l’acquisto di bici elettriche, forniture di prodotti biologici, cena al ristorante, selle eco friendly per bicicletta, e molto altro ancora…

17set

IO CASA RIVA DEL GARDA Dal 3 al 5 Ottobre 2014

 

IO CASA RIVA DEL GARDA…. il nuovo corso continua!
Un viaggio attraverso gli stili dell’abitare seminari professionisti del settore e giovani talenti.

La 6^ edizione della fieiocasa2ra, in programma dal 03 al 05 ottobre 2014 nel quartiere fieristico di Riva del Garda (Trentino) si presenta a pubblico e professionisti di settore con un format ulteriormente arricchito ed un positivo +15% di visitatori rispetto all’edizione 2013.

Una fiera dove trovare nuove idee per rendere sicura, ecosostenibile, unica ed accogliente la propria casa. Ad un padiglione espositivo dedicato ad aziende e realtà più strutturali, con proposte di impiantistica, bioedilizia e architettura, si contrappone un padiglione più emozionale, centrato sul benessere della persona e sulla salubrità della casa, con soluzioni di arredo, illuminazione e design oltre ad un’intera area shopping, per acquisti veloci e convenienti.

IO CASA RIVA DEL GARDA ha voluto investire anche su nuovi talenti. Quindici selezionati giovani designer avranno l’occasione di esprimere la loro creatività attraverso realizzazioni originali e inedite. Ad affiancare questa iniziativa, saranno presenti anche gli autori di dieci tesi di ingegneria e architettura. La fiera diventa quindi, non solo momento espositivo, ma vero e proprio laboratorio di idee, pensato per dare voce ai professionisti del futuro. Una scelta coraggiosa, che sottolinea come gli spazi espositivi possano essere gestiti in modo inedito.

Per valorizzare ulteriormente le eccellenze del Trentino, saranno presenti, con un progetto espositivo comune, ITEA, Progetto ARCA, Trentino Sviluppo e Università di Trento che animeranno le tre giornate di fiera con seminari, spunti e riflessioni. Confermato il ritorno dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento che, in occasione della fiera, presenteranno un anteprima della 3^ Triennale del Legno, in programma a Trento Fiere dal 16 al 19 ottobre 2014. All’interno del loro spazio espositivo verranno coinvolti anche i Maestri Artigiani lattonieri e carpentieri del ferro con interessanti lavorazioni dal vivo.iocasa1

Di assoluta rilevanza le iniziative messe in campo per i professionisti, con tre seminari informativi, in cui si alterneranno riconosciuti architetti e designer, quali Monica Armani e Luciano Galimberti, Consuelo Nava e Hans-Jorg Ruch, Giulio Ceppi e BaldessarieBaldessari.

12set

Eco alloggi a basso impatto ambientale ed elevato comfort

Settembre 2014 – La costa meravigliosamente frastagliata della Cornovaglia è oggi arricchita da una nuova meraviglia: The Residence, 50 eco alloggi creati perseguendo superiori standard di sostenibilità, eleganza e comfort.  Il progetto da 6.000.000 Sterline (circa 7 600 000 euro), realizzato dall’azienda inglese Building With Frames, offre la possibilità di diventare proprietari di queste case vacanza hi-tech composte da tre camere da letto di eccellente qualità, in cambio di un canone di locazione come ritorno dell’investimento.
Costruito per superare il livello 4 del codice che certifica la sostenibilità degli edifici (i livelli variano da 1 a 6), il progetto utilizza un sistema di pannelli isolanti strutturali (SIP) in legno combinati a materiali di eccellente qualità, come il rivestimento per esterni in legno Thermowood® e le membrane traspiranti avanzate DuPont™ Tyvek®, al fine di raggiungere livelli ottimali di rendimento energetico.
cornovagliaSono stati installati in totale 5.500 metri quadrati di membrana DuPont™ Tyvek®Housewrap negli edifici del progetto, scelta per soddisfare gli elevati livelli di ermeticità, controllo dell’umidità, prestazioni termiche e comfort interno richiesti dal progetto. StephenBoyd, Managing Director di Building With Frames (Truro, Regno Unito), ha scelto DuPont™ Tyvek® per la sua reputazione di qualità duratura, una reputazione pari a quella della sua azienda, attualmente l’unica impresa edile in Cornovaglia a utilizzare pannelli isolanti strutturali SIP.
“La tenuta all’aria, e con essa le prestazioni termiche, costituiscono elementi fondamentali del progetto. Il nostro obiettivo era di ridurre al minimo le perdite d’aria, sia per soddisfare i requisiti dei regolamenti edilizi sia per realizzare delle strutture conformi allo standard qualitativo per il quale la nostra azienda è conosciuta. Stephen aggiunge: “E’ inoltre importante che le strutture possano affrontare con successo le peggiori condizioni climatiche invernali della Cornovaglia e che siano protette contro la formazione dannosa di condensa. Installare una membrana con una buona colonna d’acqua e permeabilità al vapore era dunque essenziale. DuPont™ Tyvek® offre tutte le risposte in un unico strato: prestazioni, protezione e sostenibilità.”
La membrana DuPont™ Tyvek® è unica nel mercato, grazie alla sua costituzione mono strato di alta qualità ed è naturalmente permeabile al vapore, ma ermetica a vento e acqua. Leggera ma robusta, DuPont™ Tyvek® è facile da installare su pareti esterne e tetti e offre affidabilità per un lungo periodo di tempo. È stata sottoposta a rigorosi test e valutazioni e viene fornita insieme al supporto tecnico di un produttore rinomato per il suo impegno nel servizio, sicurezza e sostenibilità.

I primi eco alloggi del progetto The Residence a Gwel an Mor, Portreath, in Cornovaglia sono stati ultimati e i residenti potranno presto godere di tutti i benefici che la zona e l’altissima efficienza energetica del progetto sono in grado di offrire.

 

28ago

Il futuro dell’ agroalimentare è nella sempre maggiore qualità di cibi e vini

A Lignano (Ud) il secondo incontro di “Єconomia sotto l’ombrellone“. Davanti ad un consumatore sempre più consapevole, solamente tecnologia, sicurezza e investimenti possono confermare l’agroalimentare come settore di punta

 

Qualità, qualità, qualità. Per chi opera nel settore agroalimentare italiano, non è solo una scelta eticamente corretta, ma una precisa necessità di mercato, sia che si tratti di un piccolo prosciuttificio artigiano, di una media azienda vitivinicola o di un colosso dei surgelati.

Lo hanno sostenuto Gianluca Tesolin amministratore delegato di Bofrost Italia, Cristian Specogna dell’omonima azienda vinicola friulana e Levi Gregoris della Bottega del prosciutto di San Daniele del Friuli nel secondo incontro della quarta edizione di “Єconomia sotto l’ombrellone”incentrato sul tema “Bere e mangiare nel prossimo futuro” e svoltosi mercoledì 13 agosto all’hotel President di Lignano Sabbiadoro (Ud).

«L’evoluzione dei gusti, una clientela sempre più informata e con esigenze sempre più specifiche fanno sì -hanno spiegato i tre relatori- che oggi le aziende del settore debbano essere ogni giorno più attente alla qualità e debbano sfruttare tutte le opportunità offerte dal progresso tecnologico e scientifico per realizzare prodotti sempre più sicuri, sani e gradevoli».

«Nessuna società di vendita diretta -ha aggiunto Tesolin- dura nel tempo se non cura con estrema attenzione l’aspetto qualitativo dei propri prodotti. Non a caso Bofrost da sempre mantiene un livello qualitativo ben superiore a quanto richiesto dalla legge. Inoltre, l’aumento di cultura alimentare da parte della clientela è un continuo stimolo al miglioramento, all’approfondimento della nostra offerta con prodotti per celiaci, vegetariani e vegani».

«Anche nel settore enologico -gli ha fatto eco Specogna- i clienti sono sempre più consapevoli di cosa vogliono, sempre maggiormente informati sulle metodologie di produzione e le diverse caratteristiche dei vini, oltre a essere sempre più attenti agli aspetti dietologici e quindi, ad esempio, al contenuto zuccherino dei vini. Questo è assolutamente un bene perché ci costringe non solo a migliorare costantemente i nostri prodotti, ma anche a sviluppare le nostre capacità di comunicare».

«Per chi opera nel mondo del prosciutto -ha chiarito Gregoris- la grande attenzione della gente all’alimentazione e la continua evoluzione dei gusti è un bene perché premia i prodotti di qualità come il San Daniele e aumenta di molto il piacere del dialogo con la clientela, costringendoci a uno sforzo nella capacità di spiegare le nostre metodologie produttive e le peculiarità del nostro prodotto. Certo, talvolta, ci troviamo a combattere con mode momentanee come quella di qualche anno fa per i prosciutti spagnoli. Tuttavia le mode passano e l’attenzione alla qualità alla lunga paga e, se è vero, che dobbiamo affrontare concorrenti stranieri sul mercato nazionale è anche vero che l’agroalimentare italiano sta “invadendo” i mercati esteri dove spesso i consumatori sono anche più attenti e preparati di quelli italiani».

Un problema di tutto il settore l’agroalimentare è quello di far fronte alle richiesta della clientela: sempre maggior qualità con prezzi sempre più bassi. «Nel mondo del vino, purtroppo -ha sostenuto Specogna la cui azienda produce 400mila bottiglie all’anno esportate in oltre 20 Paesi del mondo- si trovano spesso sul mercato vini il cui prezzo al pubblico non copre neanche il costo medio di produzione. Questo in parte è dovuto ad alcuni picchi di sovrapproduzione e soprattutto per vini che vivono momenti di “moda” e poi repentini cali di richiesta che deprimono il prezzo, in parte alla forza di grandi players della distribuzione che impongono prezzi “di realizzo” anche su prodotti doc o docg. Serve allora un ulteriore sforzo di comunicazione verso la clientela per spiegare i costi reali di produzione e far comprendere quali sono i giusti rapporti fra qualità e prezzo».

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, anche il settore alimentare fa un grosso uso dell’innovazione e della tecnologia che spesso consentono di migliorare le caratteristiche qualitative e la durata dei prodotti: «Nel campo della surgelazione -ha spiegato Tesolin di Bofrost, principale azienda europea del surgelato porta a porta con, solo in Italia, 2000 dipendenti, 600mila clienti e oltre 210 milioni di euro di fatturato- l’innovazione tecnologica più recente è stata la possibilità di congelare prodotti “porzionati”, mentre la prossima innovazione tecnologica che si sta studiano è la possibilità di surgelare alimenti ad alto contenuto d’acqua come pomodori, angurie, meloni. Certamente per un’azienda come la nostra la tecnologia del freddo è fondamentale, perché la nostra mission prevede di garantire al cliente il rispetto della catena del freddo dal momento immediatamente successivo alla raccolta, pesca o preparazione del prodotto, fino al momento in cui glielo consegniamo a casa». agroalimentare

«L’innovazione tecnologica – ha aggiunto Specogna – anche in un campo tradizionale come quello vinicolo ha aspetti molto interessanti perché ad esempio consente, con il controllo della temperatura di fermentazione, di limitare di molto l’utilizzo di solfiti rispetto al passato o attraverso gli studi che si stanno facendo sui genomi della vite di selezionare piante più resistenti all’attacco delle malattie e quindi di abbattere l’uso di pesticidi».

Nel fondamentale percorso di ricerca della qualità, secondo i tre relatori, un aspetto da non trascurare mai è quello della sicurezza alimentare che in Italia, grazie a una normativa particolarmente efficace e a controlli molto accurati, viene garantita come in nessun altro Paese al mondo, tant’è che in Italia i problemi relativi a inquinamenti e sofisticazioni, raggiungono un massimo dello 0,5% delle derrate alimentari controllate, mentre in alcuni Paesi extraeuropei (dove peraltro i controlli sono molto più ristretti e i livelli di tolleranza molto più alti che in Italia) arrivano fino al 12%. Proprio l’elevato livello di sicurezza dei prodotti enogastronomici italiani viene riconosciuta nel mondo ed è uno dei punti di forza del prodotto alimentare “made in Italy” che non ha caso sta conquistando i mercati del pianeta. «La sicurezza alimentare -ha detto Tesolin- è prima di tutto una questione di rispetto della clientela e, inoltre, se vogliamo vederlo da un punto di vista utilitaristico, è un primario interesse di ogni azienda». «Per tutti chi fa il nostro mestiere -ha chiosato Gregoris la cui azienda da rivendita di paese, si è evoluta in prosciuttificio artigiano con 30 agenti in Italia ed export nei principali Paesi europei- la sicurezza alimentare è l’investimento più importante da fare, anche se in Italia esiste un problema da non sottovalutare che sono gli alti costi e, talvolta, la mancanza di chiarezza normativa. Tant’è che un’azienda piccola come la nostra ha bisogno di un consulente che deve interpretare le prescrizioni nelle diverse zone in cui siamo presenti con il nostro prodotto».

Il made in Italy, in ogni caso, rimane un marchio fondamentale che secondo i relatori dovrebbe essere meglio difeso sui mercati mondiali, ma che comunque fa sì che il settore agroalimentare sia uno di quelli che meglio ha retto alla crisi e nel quale ci sono ancora interessanti prospettive occupazionali sia come stagionali, ad esempio con la prossima vendemmia, sia in maniera stabile. «Per Bofrost -ha concluso Tesolin- avere i collaboratori tutti assunti è una precisa scelta aziendale che è anche funzionale a consolidare il rapporto con la clientela. Dal 2006 stiamo crescendo al ritmo di 60 unità all’anno e anche per quest’anno abbiamo previsto 60/70 nuove assunzioni».

Il prossimo appuntamento di  “Єconomia sotto l’ombrellone” è mercoledì 20 agosto: alle 18.30 sulla Terrazza dell’Hotel President, in collaborazione con Confindustria Udine, si parlerà di “Industria, Cultura e Turismo un’alleanza necessaria per la ripresa italiana”. Partecipano Damiano Ghini – responsabile Gruppo Cultura di Confindustria Udine, Vico Meroi – assessore alla Cultura Comune di Lignano Sabbiadoro, Giuliana Quendolo – presidente Sezione Turismo di Confindustria Udine. Modera il giornalista Carlo Tomaso Parmegiani.

27ago

Stop agli sprechi di cibo, il frigo si gestisce con un’app

Basta con gli alimenti scaduti dimenticati nel frigorifero. La cattiva organizzazione dei consumi alimentari costa a ogni italiano, secondo 3248_Frigok1l’Unione Europea, 500 euro l’anno, pari a 75kg di cibo buttati via. Ma oggi è più facile tenere sotto controllo lo stato dei prodotti grazie a un’applicazione gratuita per dispositivi iOS e Android che contente di organizzare la spesa e prendere nota con pochi click della data di scadenza di ciascun prodotto, eliminando gli sprechi. Si chiama FrigOK ed è stata lanciata da Bofrost, la più importante azienda di vendita diretta di specialità surgelate, che di conservazione e refrigerazione se ne intende.

«FrigOK aiuta ad evitare gli sprechi di cibo e denaro in modo semplice e intuitivo – spiega il  marketing manager di Bofrost Enrico Marcuzzi–. In pochi secondi si inseriscono tramite smartphone o tablet la foto del prodotto, la quantità e la data di scadenza. Nell’elenco dei prodotti conservati nel frigorifero e nel freezer virtuali spiccano i bollini colorati (rosso, giallo e verde) che comunicano se l’alimento è vicino alla scadenza o se può essere conservato ancora a lungo».

Se si attivano le notifiche, l’app avviserà per tempo se c’è qualcosa da consumare al più presto. Inoltre si può sapere in qualsiasi momento della giornata che cosa c’è nel frigo, anche quando si è lontano da casa, ed eventualmente organizzarsi al volo per fare una spesa ragionata.

 

L’eliminazione degli sprechi, oltre che la sicurezza alimentare, passano anche da una corretta conservazione dei cibi, e Bofrost, specialista del settore, ricorda alcuni consigli utili.

3248_Frigok3«La prima cosa a cui fare attenzione, quando si acquistano i surgelati, è che non ci sia stata interruzione della catena del freddo –spiega sempre Marcuzzi–. Una confezione molle, deformata e che presenta della brina in superficie indica che il prodotto si è parzialmente scongelato, e quindi non è più nelle condizioni ottimali per la conservazione». Occhio anche alle condizioni del freezer: la temperatura potrebbe essere più alta di quello che si crede se l’apparecchio è incrostato di ghiaccio oppure se è troppo pieno.

Altra cosa da ricordare è la differenza tra la surgelazione e il congelamento. Il congelamento domestico infatti è efficace per conservare un cibo, ma non permette di bloccare al 100%, se non a bassissime temperature, l’attività degli enzimi con conseguente deterioramento nel tempo della qualità originaria del prodotto.

Quanto alla decongelazione, ogni confezione riporta il metodo più adatto, ma la cosa più importante da tenere a mente è che il cibo riportato a temperatura ambiente non potrà più essere ricongelato così com’è.

FrigOK in pochi mesi è stata scaricata da oltre 6mila utenti ricevendo recensioni a 5 stelle.

 

24lug

Rifiuti elettronici, il cassonetto per la raccolta arriva in negozio

Consorzio Ecolight e Gruppo Hera rispondono agli obblighi dell’Uno contro Zero con un servizio dedicato alla grande distribuzione. A Bologna, Casalecchio, Ferrara, Ravenna, Modena Campogalliano, Forlì e Savignano i cittadini possono conferire piccoli RAEE e pile nei cassonetti smart

 

Più vicini alle aziende della grande distribuzione e più vicini ai cittadini nella raccolta dei rifiuti elettronici . Il consorzio Ecolight, in collaborazione con il Gruppo Hera, ha posizionato a Bologna, Casalecchio di Reno (Bo), Ferrara, Modena, Campogalliano (Mo), Ravenna, Savignano sul Rubicone (Fc) e Forlì i primi dieci cassonetti smart per la raccolta dei piccoli rifiuti elettronici e delle pile. «È un servizio che abbiamo predisposto per rispondere all’Uno contro Zero, ovvero l’obbligo di ritiro gratuito dei rifiuti elettronici di piccole dimensioni -fino a 25 cm- da parte dei negozi che hanno una superficie di vendita dedicata alle apparecchiature elettroniche superiore ai 400 metri quadrati», spiega il direttore generale di Ecolight Giancarlo Dezio. «Un servizio che solleva i negozi dalla gestione dei rifiuti consegnati dai clienti, ma soprattutto va incontro ai cittadini nell’ottica di facilitare il conferimento dei RAEE per aumentarne i volumi di raccolta».

I nuovi cassonetti sono stati sviluppati nell’ambito del progetto Identis WEEE – iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea all’interno del programma Life+ e realizzata da Hera, Ecolight e dalla fondazione spagnola Ecolum – e rappresentano un’evoluzione dei RAEEshop la cui sperimentazione è in corso. I RAEEshop Evolution hanno dimensioni relativamente ridotte (3x1x1,57 metri) e non necessitano della presenza di alcun operatore. Rifiuti elettroniciL’accesso per il consumatore è estremamente semplice: basta identificarsi con la tessera sanitaria e, indicando il tipo di prodotto da smaltire, il cassonetto apre uno sportello dove mettere il rifiuto. Sono stati progettati per accogliere i RAEE di dimensioni ridotte, come cellulari e piccoli elettrodomestici oltre alle lampadine a risparmio energetico (i raggruppamenti R4 ed R5) e le classiche pile portatili. I rifiuti conferiti vengono tracciati dal momento della loro raccolta fino allo loro trattamento e recupero.

«In concreto, si tratta di un doppio servizio che mettiamo a disposizione sia della distribuzione nell’intento di sgravarli dalla gestione di questi rifiuti, sia ai consumatori che sapranno che in un determinato punto potranno portare i loro rifiuti elettronici – prosegue Dezio -. L’intento non è solamente proseguire in quel cammino di sensibilizzazione e di conoscenza dei RAEE, ma anche di dare un significativo contributo alla raccolta di questi rifiuti. I nuovi traguardi indicati dalla normativa sono impegnativi: nei prossimi due anni dovremo passare dai 4 kg procapite raccolti ai 12. E per questo occorre l’impegno di tutti: nostro, da parte della distribuzione e da parte dei cittadini».

 

I primi dieci RAEEshop Evolution sono stati posizionati in corrispondenza dei punti vendita:

–          Leroy Merlin di Bologna, in viale Tito Carnacini 43 (parco commerciale Meraville);

–          Bricoman di Bologna, in via del Terrapieno,46;

–          Leclerc presso il centro commerciale ViaLarga di Bologna, in via Larga 10;

–          Ikea di Casalecchio di Reno (Bo) in via John Lennon, 6;

–          Centro commerciale Le Mura di Ferrara, in via Copparo;

–          Mediaworld di Ravenna in via Faentina , 165/E;

–          Leroy Merlin di Savignano sul Rubicone (Fc) in piazza Vespucci, 7;

–          Centro commerciale Puntadiferro di Forlì, in piazzale della Cooperazione;

–          Centro commerciale La Rotonda di Modena, in via Morane 500;

–          Conforama di Campogalliano (Mo) in via del Passatore, 30.

 

Questo è solamente l’avvio del servizio. In autunno saranno individuati altri punti vendita dove saranno posizionati una trentina di nuovi cassonetti. L’iniziativa è stata proposta nei territori dell’Emilia Romagna e nell’area di Padova, zone dove il Gruppo Hera gestisce il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti.

 

Directory powered by Business Directory Plugin