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Archivio per la Categoria ‘Aziende Ecologia’

16giu

Il Kansas avrà il nuovo parco eolico da 200 mw

La controllata americana di Enel Green Power – Enel Green Power Nord America Inc.

Ha avviato la costruzione dell’impianto eolico di Caney River nella contea di  Elk, in Kansas. Il progetto è stato sviluppato dal partner di EGP NA, Trade Wind Energy, ed è stato già concluso un accordo con la Tennessee Valley Authority per la vendita dell’energia che sarà prodotta dal nuovo impianto .

Il nuovo impianto sarà costituito da 111 turbine eoliche V-90 della Vestas da 1,8 MW ciascuna, per una capacità totale installata di circa 200 MW. Una volta in funzione, l’impianto di Caney River produrrà a regime 765 milioni di kWh all’anno, in grado di soddisfare i consumi annuali di circa 70.000 US famiglie e di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 580.000 tonnellate di CO2 all’anno. L

’intero investimento nel progetto ammonta a circa 350 milioni di dollari.Il progetto di Caney Wind River prevede il finanziamento del piano per la conservazione dell’ambiente naturale focalizzato sulla Prairie Tallgrass in Kansas. Il finanziamento, in particolare, servirà alla costituzione dei vincoli necessari alla conservazione ambientale di  oltre 18.000 ettari, alla riqualificazione di 6.000 ettari della Tall Grass Prairie Habitat e alla ricerca sul vento e la fauna selvatica di questo ecosistema. “Il Nord America ha un grande potenziale di risorse  rinnovabili e sono lieto di vedere un ulteriore sviluppo della nostra capacità eolica nello stato del Kansas, con un progetto che contempla non soltanto la produzione di energia pulita, ma anche la conservazione dell’ambiente e la ricerca” – ha commentato Francesco Starace, Amministratore Delegato di Enel Green Power.

16giu

Nel 2015 in Italia il fotovoltaico costerà come l’energia elettrica di rete

Conergy Italia e il team del Professor Lorenzoni dell’Università di Padova hanno realizzato congiuntamente lo studio più aggiornato ad oggi disponibile che analizza il momento in cui in Italia verrà raggiunta la ‘grid parity’, il momento cioè in cui il costo del kWh fotovoltaico uguaglierà il costo del kWh elettrico proveniente dalla rete.Lo studio è stato condotto su 2 tipologie di impianto, il 3 kWp per applicazioni residenziali (il classico tetto di casa), e il 200 kWp per applicazioni industriali (l’impianto FV su capannone industriale), arrivando a determinare per ciascuno l’anno di raggiungimento della grid-parity in 3 zone climatiche italiane: nord, centro, sud.

Lo studio, dal titolo “Le prospettive di grid parity per il fotovoltaico in Italia” è partito da una dettagliata analisi dell’evoluzione dei costi dell’elettricità per uso domestico e industriale, com’è risaputo in costante crescita sia in termini di domanda che di costo, per poter prevedere a partire da dati statistici e tenendo conto delle più accreditate previsioni, quale sarà il trend di costo dell’energia elettrica nei prossimi anni.

Si è quindi arrivati a stimare un tasso di aumento annuo dell’energia elettrica pari al 3.28% per il mercato residenziale, e del 3.02% per il mercato industriale a partire da dati dell’AEEG (Authority per l’energia Elettrica e il Gas) e del DG Energy della Commissione Europea. Sono quindi state elaborate assunzioni riguardo ai costi dell’impianto fotovoltaico a partire dalle stime di producibilità di un impianto nel corso della vita utile, stimata conservativamente in 25 anni, per le 3 fasce climatiche. Successivamente si è proceduto a stimare la riduzione di costo nei prossimi anni per l’impianto fotovoltaico (tenendo conto della riduzione di prezzo di moduli, inverter, sistemi di fissaggio e di monitoraggio, cablaggi e tutti gli altri componenti) e per le spese di gestione e manutenzione dell’impianto (spese assicurative, di manutenzione, di sostituzione componenti danneggiati). Ecco dunque le proiezioni dei costi di installazione: il costo annuo del sistema FV residenziale (3 kW) IVA è di euro 11.840 nel 2010, previsto di euro 6.617 nel 2020; nel sistema FV industriale (200 kW) è di euro 600.000 nel 2010, previsto di euro 324.541 nel 2020. Una riduzione prevedibile, ma il “costo evitato” più importante rimane l’acquisto dell’elettricità dalla rete, immaginando che l’energia prodotta da fotovoltaico venga autoconsumata.

Il punto di forza delle tecnologie che permettono la produzione in loco dell’elettricità che si consuma è proprio l’assenza di tutte le voci di costo che invece paghiamo sul kWh che acquistiamo regolarmente dalla rete – costi di rete, oneri generali di sistema, imposte. I risultati così ottenuti, che tengono anche conto dei tassi di interesse (nello studio l’assunzione è stata di tassi al 5.3%) sono così risultati:Impianti residenziali: Sud nel 2014, Centro nel 2016, Nord nel 2017. Impianti Industrali: la grid parity sarà raggiunta nel 2013 al Sud, nel 2015 al Centro e nel 2016 al Nord. Complessivamente lo studio dimostra pertanto che lo grid-parity avverrà mediamente circa 1 anno prima per gli impianti industriali rispetto a quelli residenziali. Se da una parte il costo della bolletta è più alta per i clienti residenziali, in questo caso l’impianto fotovoltaico rimane leggermente più caro, rendendo così più veloce il raggiungimento della grid parità in applicazioni industriali. Lo studio fa riferimento al caso tipico di autoconsumo, assumendo che tutta l’elettricità prodotta venga consumata in loco ed entri in concorrenza con l’elettricità acquistata dalla rete al prezzo dei clienti finali.  Lo studio volutamente è stato sviluppato tenendo conto di ipotesi conservative e quindi realistiche, ad esempio si è voluto stimare l’aumento della bolletta elettrica media annua per i prossimi anni in, solo, il 3-3.28%, dato che potrebbe verosimilmente essere sottostimato a causa della prorompente corsa del prezzo del barile di petrolio. Nel caso in cui gli aumenti dell’energia dovessero essere maggiori di quanto stimato, questo porterebbe ad un raggiungimento della grid parity ben prima di quanto indicato nello studio.

A partire da questi dati ora Conergy, sempre in collaborazione con l’Università di Padova andrà a valutare possibili nuovi modelli di business per il fotovoltaico, in uno scenario dove, al raggiungimento della grid parità gli incentivi in Conto Energia non saranno più necessari per il sostegno al settore, che potrà quindi svilupparsi senza più bisogno di incentivi.

16giu

Energia. L’efficienza conviene Google fa scuola alle aziende

Il colosso di Mountain View chiama a raccolta i responsabili dei data center di mezzo mondo per spiegare come si possa risparmiare e contemporaneamente fare bene all’ambiente: grazie a pochi accorgimenti “da massaia”.

L’efficienza energetica prima ancora che di tecnologie sofisticate e grandi investimenti è un fatto di consapevolezza e gesti banali. Un’affermazione che forse a molti può apparire scontata, ma le cose cambiano se a sostenerla è un colosso mondiale dell’economia e del high-tech come Google. Sorpresa lei per prima da come sia facile e conveniente risparmiare in bolletta, l’azienda americana ha deciso di diffondere questa scoperta a un pubblico più vasto possibile, chiamando a raccolta oggi a Zurigo i responsabili dei data center di mezzo mondo. Il messaggio è chiaro e diretto: “There is no magic in efficiency”, ovvero “non c’è nulla di magico nell’efficienza energetica”.
Stando alle ultime stime, complessivamente il settore dell’information technology è responsabile di circa il 2% delle emissioni globali di gas serra e di questo 2% una quota compresa tra il 14 e il 18% è dovuto all’enorme consumo di energia richiesto per far funzionare i centri elaborazione dati e tenerli al fresco, evitando che si surriscaldino. Bestioni che possono arrivare a succhiare fino a 10 MW per gestire le richieste a un motore di ricerca, il trading online o l’e-commerce e che generalmente hanno una PUE (power usage effectiveness) intorno a 2. Tradotto da questa speciale unità di misura creata appositamente dal consorzio internazionale Green Grid per calcolare l’efficienza energetica dei data center, significa che circa il 20% di elettricità che assorbono dalla rete viene sprecata per utilizzi (raffreddamento e illuminazione dell’ambiente, ad esempio) che non hanno nulla a che fare con i loro compiti “istituzionali”.
“Siamo partiti dai piccoli DC che utilizziamo non per il motore di ricerca ma nei nostri uffici”, spiega alla platea di Zurigo Joe Kava, Direttore delle “data center operations” di Google. “Abbiamo scoperto che eravamo ad una PUE di circa 2,4, la situazione era assolutamente fuori controllo. Nel giro di pochi mesi  -  ricorda – grazie ad investimenti per appena 25 mila dollari siamo attorno e 1,5, il che ci fa risparmiare 67 mila dollari l’anno”. “Ebbene – dice ancora Kava  -  sapete quali sono stati gli interventi più importanti? Montare delle tende di plexiglass come quelle delle macellerie dei supermercati intorno alle pile di server e puntare i bocchettoni dell’aria condizionata nella giusta direzione. Per questo vi dico che non bisogna essere un gigante della tecnologia per migliorare l’efficienza, tagliando drasticamente la bolletta”.
Urs Hoelzle, vicepresidente senior di Google, incontrando i giornalisti ai margini del “Data Summit” rende il concetto ancora più chiaro: “Si può fare la stessa cosa su qualsiasi scala di grandezza, anzi penso che sia pazzesco non farlo. Eppure la maggior parte delle aziende che gestiscono dei data center non lo fanno. Sono convinte che sia difficile e costoso, ma non si rendono conto di quanto spendono veramente in elettricità e di quanto sia semplice risparmiare. Noi come impresa leader sentiamo la responsabilità di rendere più aziende possibile partecipi di questa nostra scoperta”.
Il fatto che molto possa essere ottenuto praticamente a costo zero con accorgimenti “da massaia” non significa che Google non sia al lavoro per trovare soluzioni più radicali e spettacolari. L’incontro di Zurigo è stato quindi occasione per illustrare i progressi compiuti nella realizzazione dell’avveniristico data center di Hamina, in Finlandia. In una vecchia cartiera degli anni ’50 in riva al Baltico, entro la fine dell’anno dovrebbe entrare in funzione un innovativo sistema di raffreddamento ad acqua marina a bassissimo impatto ambientale e ridottissimi consumi energetici. Un gioiello costato circa 200 milioni di euro che si va ad aggiungere ai data center di minori dimensioni che già oggi in Belgio e Irlanda utilizzano rispettivamente l’acqua di un canale di scolo e l’aria esterna per tenere i computer al fresco.

15giu

Le elvetiche EOS e BKW investono nei parchi eolici

Pochi giorni fa la decisione del Consiglio federale elvetico di abbandonare l’energia nucleare, due importanti aziende elettriche svizzere hanno annunciato oggi di aver rilevato alcuni parchi eolici in Germania e in Italia.
La romanda EOS Holding ha rilevato otto parchi eolici in Germania per complessivi 200 milioni di euro (246 milioni di franchi). Le 88 turbine producono ogni anno circa 320 Gigawattore (GWh), equivalente al consumo di 80’000 economie domestiche.
Grazie a questa acquisizione, spiega EOS in una nota, il gruppo diventa il primo produttore elvetico di energia eolica. Due parchi eolici si trovano in Bassa Sassonia, tre in Sassonia-Anhalt e tre in Brandeburgo e in Meclemburgo-Pomerania Anteriore.
Da parte sua, l’Azienda elettrica bernese (BKW) ha comunicato di aver acquistato due parchi eolici supplementare in Puglia (Italia). I due siti – a Buglia e a Ripacandida – dispongono di una potenza complessiva di 62 Megawatt (MW) e producono annualmente circa 95 Gigawattore (GWh).
Se la transazione sarà approvata dalle autorità di vigilanza italiane, BKW disporrà in totale di sei parchi eolici in Puglia, la regione più ventosa della vicina penisola.

14giu

Edificio in bioarchitettura ecocompatibile sospeso da terra

Il progetto italiano dello StudioDosi prevede una soluzione alzata da terra che si chiama the Calls Henge 36 ed è uno progetto di bioarchitettura ecocompatibile presentato dall‘italiano StudioDosi in risposta ad un concorso per la migliore soluzione creativa e sostenibile per la realizzazione di un centro commerciale di ben 6 piani. L’interessante proposta avanzata dallo studio italiano prevede una struttura sospesa da terra e sostenuta da tralicci, che permette di lasciare libero al passaggio lo spazio sottostante.

Diversamente dai grattacieli che permettono di risparmiare spazio orizzontale sviluppandosi verticalmente, questo edificio sospeso di spazio non ne occupa o quasi. L’integrazione con il paesaggio è totale, con una mesh verde che ricopre l’edificio, assieme a superfici vetrate circolari e piattaforme in legno a sbalzo. E’ ricoperto da pannelli solari fotovoltaici e termici, inoltre pompe geotermiche soddsfano il fabbisogno energetico. Secondo le direttive del documento “Leeds Waterfront Strategy”, i materiali ed i dettagli di The Calls Henge, complementari all’architettura vernacolare, si integrano col paesaggio. E’ concepito per essere un elemento risolutivo, una cerniera tra gli edifici storici adiacenti e il fiume.

The Calls Henge rispetta la visuale degli edifici storici, essendone complementare: ne diviene portavoce senza che ci sia mimesi. La sostenibilità è il motore tecnologico di The Calls Henge, l’energia geotermica contribuisce al riscaldamento, raffrescamento degli ambienti e a fornire l’energia per riscaldare l’acqua dei sanitari, i pannelli solari forniscono energia elettrica e acqua calda, un sistema di raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana alimenta l’irrigazione e riduce lo spreco di acqua non potabile.
Ogni parte dell’edificio è realizzata con materiali riciclabili o riciclati o che richiedono un basso consumo energetico durante il loro processo produttivo.

14giu

Elettrodomestici. Il marchio Ariston va in pensione

Indesit sostituisce definitivamente con il brand Hotpoint lo storico marchio nato nel 1958: 53 anni di storia, e un modello al Moma di New York.

D’ora in poi, il marchio sarà esclusivamente “Hotpoint”: Indesit Company ha definitivamente mandato in pensione il brand Ariston, dopo 53 anni di onorata carriera. L’azienda di Fabriano ha presentato davanti alla comunità finanziaria e a un migliaio di clienti provenienti da tutto il mondo i suoi obiettivi futuri sul fronte del rilancio degli elettrodmestici: 90 milioni di euro di investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, la somma piu’ alta di sempre.

Al centro della strategia c’è Hotpoint, il marchio inglese acquistato nel 2002 e che da quattro anni affiancava la denominazione “Ariston”, di cui ora prende definitivamente il posto.

Per la realizzazione della nuova lavabiancheria che sta per arrivare sul mercato, “la migliore che abbiamo mai fatto” spiega l’ad Marco Milani, sono stati investiti 25 milioni di euro. Design innovativo, tecnologie e funzionalità avanzate, a partire dalla connessione a internet, sono gli ingredienti di quello che nelle intenzioni della società deve diventare l’elettrodomestico di riferimento per il settore. Altre novità: l’ingresso dell’impresa nel settore dei lavelli, 13 nuovi brevetti solo per il forno Luce, l’attenzione all’ambiente che caratterizza tutti i prodotti.

Nel corso di un evento in grande stile organizzato a Roma, Cinecittà, il Ceo in persona ha presentato il futuro degli elettrodomestici. E ha definitivamenter mandato in soffitta un marchio che rappresenta un pezzo di storia dell’industria, ma anche della società e del design italiano.

Ariston era nata nel 1958, come marchio principale di quella che allora si chiamava Merloni. Il modello Unibloc, che univa cucina, gririfero e lavastoviglie, prodotto nel 1962 e progettato dal giapponese Makio Hasuike, è esposto al Moma di New York. Nel ’79, un altro modello storico, la cucina Osa Open System, con l’innovativa forma a semicerchio, sempre disegnata da Hasuike, ottenne il compasso d’oro.

Ma l’elettrodomestico che forse è maggiormente rimasto nell’immaginario collettivo è nato nelgi anni ’80: Margherita, la prima lavatrice con un nome proprio femminile, una vera e propria pietra miliare. Gli anni ’80 sono quelli in cui Merloni era lo sponsor ufficiale della Juventus di Platini.

Di anni ne sono passati una trentina, piu’ che sufficienti per rivoluzionare il mercato. E così, se sempre la Margherita, negli anni ’90 (precisamente nel ’95) nella versione aggiornata chiamata Dialogic, fu il primo elettrodomestico interamente digitale, oggi la sofisticazione dei prodotti prosegue senza sosta (“la competitività di un’azienda dipende dalla sua capacità di innovare” ha ricordato Milani). E così le nuove lavatrici hanno il controllo elettronico delle temperature e la funzione anti-allergica: perchè in Europa una persona su quattro è affetta da diversi tipi di allergia e pare che si tratti di disturbi che spesso di possono prevenire attraverso un’adegiuata igienizzazione dei tessuti.

10mar

Suzuki Swift S-Concept: ecologia e sportività

Suzuk Swift S-Concept

Suzuk Swift S-Concept

A dispetto della crisi globale e del rafforzamento dello yen, con conseguente penalizzazione delle esportazioni delle imprese del Sol Levante, Suzuki ha raggiunto un utile netto di 395 milioni di Euro con un fatturato di 17,9 miliardi di Euro. Questi sono i risultati finanziari ottenuti dalla Casa giapponese alla fine del terzo trimestre fiscale.

Sono stati dunque premiati gli sforzi di Suzuki sulla riduzione di emissioni e consumi. La media delle emissioni di CO2 della gamma attuale è stata ridotta, grazie anche all’introduzione della tecnologia start and stop.

Il prototipo di scooter elettrico “e-Let’s” presentato a settembre, è quasi pronto per essere commercializzato sul mercato interno giapponese.

La regina dello stand Suzuki è stata la Swift S-Concept, declinazione sportiva della Swift da poco rinnovata. La Swift S-Concep è un’auto a impatto ambientale ridotto.

31gen

Energia eolica, produzione raddoppiata in Romania

energia eolica

energia eolica

Enel Green Power ha dichiarato di aver avviato nuove operazioni in Romania che le consentiranno di raddoppiare l’attuale capacità energetica, portandola dagli attuali 34 MW ai futuri 64 MW. Il tutto sarà reso possibile grazie alll’installazione di nuove turbine eoliche (fornite da Gamesa), con una capacità energetica unitaria pari a 2 MW.

Il nuovo impianto eolico di Enel Green Power sorgerà nei pressi di Tulcea, consentendo una produzione annua stimata in 85,5 milioni di kWh, che in base alle informazioni fornite dai progettisti, sarebbero sufficienti a fornire energia utile per soddisfare il fabbisogno di circa 29.000 abitazioni nell’area interessata dall’investimento della compagnia, ed un conseguente risparmio di emissioni per circa 48 mila tonnellate metriche annue di co2.

Il nuovo impianto si aggregherà al parco eolico di Agighiol, aperto sempre da Enel Green Power in Romania nello scorso mese di dicembre.

Le  istituzioni locali prevedono che la capacità energetica installata in Romania dovrebbe aumentare dai 14 MW posseduti a fine 2009 a quota 3.600 MW entro 2015. Alla fine del 2010, il volume di energia eolica era già giunto a quota 600 MW.

18gen

Fotovoltaico di Terza Generazione

pannelli fotovoltaici

pannelli fotovoltaici

Interessanti innovazioni tecnologiche alla 22° Conferenza Annuale Europea sull’Energi.

E’ un progetto italiano, il  SuntoGrid, ad essere il protagonista indiscusso, rappresentando un salto in avanti nella tecnologia fotovoltaica.

Il progetto SuntoGrid, presentato durante la sei giorni del fotovoltaico europeo alla Fiera di  Milano, è un progetto basato sulle ricerche di Giuliano Martinelli, fisico ordinario all’Università di Ferrara, tra i maggiori esperti di  fotovoltaico in Italia, in collaborazione con  l’Istituto Nazionale di Fisica della Materia e con il CNR. L’idea è di concentrare la luce solare con una lente fino a 200 volte e, grazie ad un sistema di microspecchi, suddividerla  in quattro colori. I 4fasci di luce colorata  vengono poi inviati in maniera mirata su altrettante celle fotovoltaiche specifiche per quei  colori. Tali celle sono capaci di convertirli in elettricità con alta efficienza. Essendo le celle specifiche per singoli colori possono  essere costruite con materiali a basso costo in film sottile, con il  minimo ricorso al silicio puro  o ai costosi cristalli di gallio e germanio. Il risultato è una parabola fotovoltaica delle stesse dimensioni di una parabola  satellitare. Essa converte  la luce solare in energia elettrica con un rendimento del 40%, stimando che  entro 3/4 anni potrà arrivare alla produttività del 50%.

Questa elevata  produttività, combinata  ai bassi costi delle celle,  consente  costi di produzione nettamente inferiori alle tradizionali celle solari in silicio e in più consente di ottenere  energia elettrica rinnovabile a costi competitivi, ed in futuro anche minori dell’energia da  fonti fossili.

Il progetto SuntoGrid è stato  presentato per l’ammissione ai finanziamenti previsti dal  fondo “Industria 2015″ del Ministero delle Attività produttive. Per la sua implementazione è stato costituito un  consorzio operativo a cui partecipano, tra gli altri , St Microelectronics, Enel, Asm e Eni.

Fonte : www.ilsole24ore.com

16nov

Tastiera solare

tastiera solare Logitech

tastiera solare

Logitech, una delle principali produttrici di accessori per computer, sta puntando al mercato “verde”, e per iniziare ha introdotto un fondamentale accessorio, la tastiera, ma del tutto innovativa dal punto di vista dell’alimentazione; si tratta della tastiera wireless ad energia solare.

Il modello è Logitech K750“, tastiera senza fili la cui necessità di batterie tradizinali è sopperita da 2 pannelli solari in grado di fornire la carica necessaria al suo funzionamento.

La Logitech ha sviluppato particolari pannellisolari in grado di lavorare anche in condizioni di scarsa illuminazione, come normalmente si trovano in uffici o stanze di casa.  Riesce dunque a captare l’energia della luce non solo solare , ma anche da una semplice lampada. Per la scarica completa della tastiera ci vorranno almeno 3 mesi consecutivi di buio, secondo quanto assicurato dal produttore. Interessante prodotto eco-friendly.