In Corea nasce la città più ecosostenibile al mondo

Presto nella zona nordovest di Seoul emergerà una comunità verde che ospiterà 320,000 persone progettata dagli architetti britannici del gruppo Foster + Partners.

La città darà alloggio a delle industrie verdi e eco-abitazione, e incorporerà il ponte più grande del mondo, che collegherà la Corea del Sud alla Corea del Nord.

Foster + Partners ha vinto un concorso internazionale per condurre il progetto, ma al momento stanno aspettando di sapere se potrà andare avanti.

Se il progetto andrà avanti, sarà autosufficiente e non avrà bisogno di forniture di carburante dall’esterno dei suoi confini. Per molti versi ricorda il progetto di Foster + Partners a Masdar City negli Emirati Arabi Uniti, per una città libera da combustibili fossili.

Con i suoi 300 chilometri quadrati, l’area di sviluppo urbano di Seoul eclisserà quella di Masdar e incoraggerà la crescita della popolazione della zona franca di Incheon dai 35.000 ai 320.000 residenti e pendolari. Secondo le previsioni Masdar ospiterà 50.000 persone.

Gli architetti hanno utilizzato idee simili in entrambi i progetti, incluso il sistema Light Rapid Transit (transito rapido e leggero), che collegherà le tre aree principali dell’area di sviluppo urbano della Corea del Sud.

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A Fiumicino il Porto turistico più grande – ed ecosostenibile – d’Europa

Nascerà a Fiumicino il più grande porto turistico d’Europa. La Regione Lazio ha infatti presentato il progetto del nuovo porto di Fiumicino, il primo ecosostenibile in Italia, approvato il 16 dicembre dalla Giunta Regionale e il cui Accordo di Programma e’ stato firmato oggi dal vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino, insieme all’assessore agli Enti Locali, Reti Territoriali Energetiche, Portuali, Aeroportuali e dei Rifiuti Giuseppe Parroncini e al sindaco di Fiumicino Mario Canapini.

Cinque anni di lavori, 325 milioni di euro di investimenti, che saranno sostenuti dai privati, 650 posti di lavoro iniziali (che diventeranno 2.500 una volta a regime), 1.445 posti barca e 3.409 posti auto. Sono alcuni dei numeri del nuovo scalo che si estenderà su una superficie di 104 ettari (77 per opere a mare e 27 per opere a terra) con 4 darsene principali, e sarà in grado di ospitare principalmente imbarcazioni medio-grandi, candidandosi a vero polo di eccellenza per la nautica da diporto regionale e nazionale.

Le costruzioni saranno tutte realizzate secondo tecniche di bioedilizia, con materiali a basso impatto ambientale, energie rinnovabili e impianti di risparmio energetico e fotovoltaici. Dei 1.445 posti barca, 280 sono per imbarcazioni da 8 a 12 metri, 764 per barche da 12 a 18 metri, 285 per barche da 18 a 25 metri e 116 per barche da 25 a 60 metri.

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Parma perde il titolo di città Eco-mobile

Parma cede il titolo di città eco-mobile a Bologna, che aveva già vinto il trofeo della mobilità sostenibile nel 2007. Sono i dati che risultano dal terzo rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 citta”, elaborato da Euromobility con il contributo di Assogasliquidi e Consorzio ecogas e il patrocinio del ministero dell’Ambiente.

La città ducale scivola quest’anno al terzo posto, superata anche da Firenze, piazzandosi davanti a Trento e Milano. Il primato del capoluogo di regione è frutto di un trasporto pubblico che funziona, di importanti innovazioni nella gestione della mobilità, una quota significativa di auto a basso impatto ambientale, allo smog sotto controllo.

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A Riva del Garda la quarta edizione di Eco Hotel

Eco-HotelSi terrà a Riva del Garda (Tn) da domenica 31 gennaio a mercoledì 3 febbraio 2010 la 4° edizione di Eco Hotel, il salone del risparmio energetico nell’industria dell’ospitalità legato alla fiera Expo Riva Hotel, patrocinata da Federalberghi e Federturismo Confindustria.

Qui vengono presentate le più recenti tecnologie, servizi e soluzioni per gli hotel, dove la bolletta energetica incide fortemente sui costi. È proprio nell’albergo che, con l’applicazione di misure ambientali per il risparmio energetico e la bioarchitettura, si possono ottenere i migliori risultati sia in termini di risparmio di costi, sia di riduzione nell’impiego di combustibili fossili per il riscaldamento e la produzione di energia.

Tra i prodotti in esposizione ad Eco Hotel, impianti di condizionamento a basso consumo, soluzioni per la gestione automatica, impianti solari termici e fotovoltaici, sistemi di riscaldamento per edifici vincolati e storici, sistemi di risparmio idrico e di trattamento dell’acqua per impianti e per usi potabili, infissi ad alto potere isolante e molto altro ancora.

All’interno dell’area espositiva, inoltre, verrà proposto uno spaccato di edificio alberghiero ecosostenibile in prefabbricazione di legno (a pannelli modulari multistrato FSC), su progetto dello Studio di Architettura dell’arch. Diego Guerreschi: in uno spazio di circa 300 mq, distribuito su due piani, sarà presentato un percorso sensoriale legato al benessere in hotel. Ecosostenibilità non solo nell’ottica dell’impiego di prodotti naturali e/o ottenuti dal riciclo, ma anche volta alla cura dell’aspetto psicofisico e sensoriale dell’ospite.

Il percorso proposto porrà particolare attenzione alla cura dei dettagli (nel design di componenti e finiture), nella percezione di sensazioni olfattive, musicali, nell’impiego delle luci (cromoterapia), nella riduzione dell’inquinamento elettromagnetico indoor e nella percezione degli aromi (tisane aromatiche, erbe, ecc.)

Il visitatore verrà accompagnato fra i diversi ambienti dello stand da tecnici qualificati, in grado  di spiegare dettagliatamente le tematiche proposte. L’ospite potrà visitare a piano terra gli spazi di una hall e un’area wellness; al primo piano uno spazio soggiorno, utilizzato come area informativa, e lo spaccato di una suite (composta da zona notte, area terapie e bagno).

Qui saranno presentate cabine modulari per diverse terapie (sauna, biosauna, bagno turco, stanza del sale, sauna aromatica, ecc.) realizzate con materiali naturali, utilizzabili sia all’interno delle SPA, sia delle suite, ideali per ricreare ambienti riservati per la cura del corpo. Una soluzione confortevole e intima, all’insegna della qualità e dell’ecosostenibilità, capace di offrire agli ospiti un vero valore aggiunto per nuove esperienze di benessere.

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Prestigiacomo: da Copenaghen un risultatao deludente

Da Copenaghen è arrivato «un risultato molto, molto deludente». Così il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, intervistata oggi da Maria Latella nell’approfondimento di SkyTg24 ha commentato il summit dell’Onu sul clima appena chiuso a Copenaghen. Un summit, ha detto Prestigiacomo, le cui sorti si erano già giocate nell’incontro a Singapore tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ed il premier cinese Wen Jiabao, ricordando che «Cina e Usa sono responsabili del 50% delle emissioni globali».

Nel lamentare la mancanza di una vera leadership al summit, Prestigiacomo ha quindi ribadito che un accordo globale sulla riduzione delle emissioni climalteranti «significa che gli impegni vengano rispettati». «Non è in discussione l’impegno di Obama, ma siamo solo agli annunci. Gli Usa non sembrano accettare verifiche internazionali. Alla Cina invece si chiede di crescere contenendo però le emissioni».

«L’Ue è stata l’unica regione del mondo che si è presentata con progetti concreti, ciononostante non siamo riusciti a svolgere un ruolo trainante sugli altri» ha proseguito Prestigiacomo, sottolineando ancora una volta che «L’Europa, responsabile del 25% delle emissioni globali, da sola non può risolvere il problema globale». Il ministro dell’Ambiente, infine, ha sottolineato quanto sia stata sentita la mancanza del premier Berlusconi che «ha però seguito in maniera costante l’andamento dei negoziati». «Ho sentito molto la responsabilità di guidare la delegazione italiana. Ho informato il premier costantemente» ha aggiunto Prestigiacomo.

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Il Comune di Milano per lo shopping ecosostenibile

L’Amministrazione milanese gioca d’anticipo sulla direttiva europea che imporrà, a partire dal 1° gennaio 2011, il divieto di distribuire buste in plastica non biodegradabili.
L’assessore all’Ambiente, Paolo Massari, ha personalmente presenziato alla distribuzione gratuita delle borse ecologiche ai frequentatori del mercatino natalizio di piazza Mercanti. Con lui anche il presidente di Amsa, Sergio Galimberti, il presidente di Apeca (commercio su aree pubbliche), Giacomo Errico, ed i rappresentanti di Assofood(dettaglianti alimentari).

Le borse distribuite, realizzate in carta molto resistente e “personalizzate” con l’immagine del Duomo, sono considerate “amiche” dell’ambiente in quanto ‘biodegradabili’, quindi il loro smaltimento è soggetto a semplice ‘compostaggio’. La loro “consistenza” è simile a quella dei sacchi utilizzati per la commercializzazione del cemento. La borsa “regge” tra i 10 e i 15 kg, resiste anche all’umido e all’acqua, ed è riutilizzabile più volte. Il colore e l’immagine (del Duomo, stilizzato da Ennio Capasa) richiamano motivazione ed origine.

L’assessore Massari ha dichiarato: “Dobbiamo cominciare da subito a incidere sui nostri comportamenti e a sviluppare la nostra sensibilità ambientale. Natale è un momento di gioia familiare, di raccoglimento e dunque di pausa da quella frenesia che ci impedisce di riflettere su temi solo apparentemente lontani dai nostri bisogni quotidiani. La borsa che regaliamo è senz’altro un utile omaggio per chi la riceve, un gesto di attenzione per l’ambiente e un souvenir di Milano; ma soprattutto vuole essere uno spunto di riflessione per iniziare a ripensare alle nostre abitudini”.

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La regione Lazio rinnova la rete elettrica

Tralicci della rete elettrica

Tralicci della rete elettrica

“Ammodernare la rete elettrica rispettando l’ambiente significa dare un segnale importante ai cittadini”. Sono le parole di Filiberto Zaratti, assessore regionale all’Ambiente, nel giorno della firma di un importante Protocollo d’Intesa con Terna per l’applicazione della procedura VAS (“Valutazione Ambientale Strategica”) alla pianificazione degli interventi di sviluppo programmati dal Gestore della rete nella regione.
L’impegno sottoscritto oggi si rivolge ancora una volta alla sostenibilità del territorio su cui la Regione sta investendo da tempo e nel dettaglio è finalizzato ad accelerare e snellire le procedure degli interventi di sviluppo sottoposti a VAS, e a sottoporre a verifica preventiva le ricadute ambientali e territoriali delle nuove infrastrutture elettriche.

“Il Protocollo VAS- continua Zaratti – consentirà ai cittadini e alle imprese del Lazio di avere una maggiore efficienza e sicurezza nella trasmissione elettrica, cosa indispensabile per una Regione che guarda a un futuro ecosostenibile nel quale saranno sempre più presenti le rinnovabili e le reti di distribuzione energetica intelligenti. Gli investimenti pianificati da Terna nel Lazio, circa 400 milioni di euro, consentiranno di evitare 390 km di elettrodotti senza nulla togliere al servizio elettrico. Questa è una prova concreta del fatto che quando c’è collaborazione tra la Pubblica Amministrazione e il mondo dell’impresa è possibile un’efficace tutela ambientale”. Tra le opere previste anche l’intervento di riassetto della rete elettrica dell’area di Roma che consentirà, a fronte di 123 km di nuove linee elettriche aeree più moderne ed efficienti, la demolizione di 292 km di elettrodotti esistenti: il rapporto tra il nuovo che arriva e il vecchio che va via è quindi di 1 a 2,4.

Ha commentato il Presidente di Terna, Luigi Roth: “La firma del Protocollo VAS con la Regione Lazio, rappresenta una nuova, importante tappa di una strategia che ha già dato i suoi frutti. Nel Lazio abbiamo in programma importanti investimenti con l’obiettivo di aumentare sicurezza, efficienza e affidabilità del servizio elettrico nella regione, nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio. Per questo siamo molto soddisfatti di poter avviare con la Regione Lazio un percorso di concertazione per uno sviluppo sostenibile delle infrastrutture elettriche centrato sulla Valutazione Ambientale Strategica”.

Fonte: repubblica.it

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A Camaiore, in Versilia il ”Mercato di Campagna Amica” per la filiera corta

Immagine da un mercato

Immagine da un mercato

Debutta a Camaiore, il primo mercato degli agricoltori della Versilia firmato “Campagna Amica”. Nasce nel centro storico della città di Camaiore, in Piazza Romboni e Via Vittorio Emanuele, il farmer’s market organizzato e promosso da Coldiretti (www.lucca.coldiretti.it) in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Finalmente, anche in Versilia, si concretizza il progetto di una “filiera corta tutta italiana” messo in campo dall’organizzazione agricola che prevede la realizzazione di 20 mila punti vendita in tutta Italia, tra agriturismi, ristoranti, cooperative e consorzi e mercati degli agricoltori dove sarà possibile e facile trovare il prodotto agricolo 100% italiano senza trucchi.
Il taglio del nastro della nuova realtà commerciale agricola, la prima di una serie che coinvolgerà anche altri comuni della Provincia (prevista apertura anche a Viareggio nel 2010), è in programma in sabato 19 dicembre, alle ore 10,30, alla presenza dei vertici di Coldiretti e il Sindaco di Camaiore, Giampaolo Bertola. L’appuntamento con il mercato sarà settimanale: ogni sabato dalle 8,30 alle 13.
Un’iniziativa che segna un “taglio netto” con il passato per ribadire, a gran voce, stop alle intermediazioni e moltiplicazione dei prezzi nel segno della spesa di qualità al giusto prezzo (con la possibilità di risparmiare fino al 30%), tracciata, garantita dal punto di vista sanitario-alimentare ed ecosostenibile.
Dieci agli agricoltori impegnati. Ma sono destinati ad aumentare nel corso delle settimane. In vendita i prodotti tipici e tradizionali a “km zero”: dalla frutta e verdura di stagione freschissima e ancora bagnata dalla rugiada della prima mattina, dall’olio al vino, dalle confetture miste ai salumi, dal miele al formaggio fino alle piante in vaso. E per chi è alla ricerca di un regalo fiorito. No problem. Ci sono le stelle di Natale Made in Versilia, le più belle d’Italia.

Fonte: viniesapori.net

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In Italia boom dell’energia solare, + 800%

Ad affermarlo è la Coldiretti, nel commentare l’invito del Pontefice a sfruttare le potenzialità dell’energia solare contenuto nel messaggio per la Giornata mondiale della pace, proprio mentre a Copenhagen è in corso il vertice sul clima.
Rispetto al 2007, la potenza prodotta dagli impianti fotovoltaici è passata da 79 a 700 megawatt, con un aumento dell’800 per cento, mentre in Italia risultano 56.285 impianti fotovoltaici censiti dal Gse, il Gestore dei servizi elettrici – rileva la Coldiretti -, ben 49mila in più in confronto a due anni fa. Numeri che hanno portato il nostro paese al quarto posto mondiale per potenza installata, dietro solo a Spagna, Stati Uniti e Germania, secondo i dati Gse e Epia (European Photovoltaic Industry Association). Le regioni che producono più energia – continua la Coldiretti – sono la Puglia (96 megawatt), la Lombardia (84) e l’Emilia Romagna (62) mentre quelle con maggior numero di impianti sono la Lombardia (8.630), l’Emilia Romagna (5.293) e il Veneto (5.166).
Un ruolo particolare va, in questo senso, alle imprese agricole che grazie allo sfruttamento delle superfici aziendali contribuiscono con il 30% degli impianti. Un dato che testimonia come la produzione di energia rinnovabile proveniente dall’agricoltura italiana sia destinata a triplicare nei prossimi dieci anni con circa centomila posti di lavoro disponibili. Lo sviluppo delle energie rinnovabili prodotte nelle campagne italiane raggiungerà nel 2020 – sottolinea la Coldiretti – una percentuale dell’8 per cento del totale, rispetto all’attuale 2 per cento, per un totale di 15,5 milioni di tonnellate petrolio equivalente (MTEP) prodotte.
Accanto al fotovoltaico, il maggior contributo viene dalle biomasse combustibili provenienti dal legno, dalle colture erbacee, dai residui agroalimentari e dai reflui degli allevamenti.

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Una nuova città verdee ad Abu Dhabi

Uno dei progetti di Norman Foster

Uno dei progetti di Norman Foster

Il Consiglio per l’Educazione di Abu Dhabi ha annunciato la costruzione, ad opera dell’architetto inglese Norman Foster, della prima città “verde” al mondo. Un ciclopico progetto ecologico nel deserto che lo scorso luglio è valso alla capitale degli Emirati Arabi l’attribuzione della sede dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), l’organismo internazionale che punta a rafforzare la lotta contro il riscaldamento globale offrendo consulenza ai governi sulle questioni tecniche, normative e finanziarie legate alla produzione di energia da fonti rinnovabili nei paesi industrializzati e in via di sviluppo.
L’Agenzia insedierà il proprio quartier generale proprio a Masdar City, il polmone verde di Abu Dhabi progettato per funzionare senza energie fossili e senza produzione di rifiuti, che entro il 2017 dovrebbe essere abitata da 50 mila persone e altre 40 mila ci dovrebbero lavorare.

Masdar City sarà quindi l’eco-quartiere di Abu Dhabi, così come Dongtan sarà il fiore all’occhiello verde di Shanghai, la megalopoli cinese che nel 2010 ospiterà l’Esposizione Universale. Dongtan occuperà un’isola di pescatori e contadini nel delta dello Yang-Tze dalle dimensioni poco inferiori a quella di Manhattan e verrà realizzata con criteri ecocompatibili basati sulla mobilità lenta, la produzione agroindustriale sostenibile, l’autosufficienza energetica basata su vento, sole e biomasse, il riciclaggio completo dei rifiuti.

Le città verdi crescono quindi dall’altra parte del mondo, nel deserto, sulle isole, oppure dove la potenza della natura ha spazzato via tutto, come a Greensburg, la cittadina del Kansas rasa al suolo nel maggio 2007 da un tornado, che sfrutta la sua rinascita per convertirsi all’ecologia.
Ma nel nostro mondo di antichi insediamenti urbani, le città verdi stentano per ovvie ragioni storiche a prender forme omogenee, cercando spazi sparsi qua e là, prevalentemente riciclando le aree abbandonate dall’industria pesante.

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